(NewTuscia) – PERUGIA – La seduta del Consiglio si è aperta con la nomina dei componenti della Commissione consiliare Albo d’Oro per iscrizione anno 2017 (fino al mese di giugno).

Ne faranno parte: Tracchegiani (FI), Vignaroli (stemma di PerugiaProgetto Perugia), Scarponi (Ncd), Pastorelli (FdI), Leonardi (Crea Perugia), Nucciarelli (Perugia Rinasce), Bori (PD), Arcudi (SR), Giaffreda (M5S), De Vincenzi (Misto), Felicioni (Lega Nord), Camicia (Cor).

La presa d’atto è stata approvata con 24 voti a favore.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ APPROVATE LE MODIFICHE AL “REGOLAMENTO SULLE MODALITÀ DI AFFIDAMENTO DEGLI IMPIANTI SPORTIVI DI PROPRIETÀ DEL COMUNE DI PERUGIA”

Il Consiglio ha poi approvato, con 19 voti a favore (maggioranza) e 10 astenuti (opposizione), le modifiche al “Regolamento sulle modalità di affidamento degli impianti sportivi di proprietà del Comune di Perugia”, illustrate in aula dal presidente della I commissione Fronduti.

Tecnicamente la modifica riguarda esclusivamente l’art. 1 (oggetto del regolamento) che viene riscritto nel seguente modo:

1.Il presente Regolamento disciplina le modalità di affidamento del servizio di gestione degli impianti sportivi di proprietà del Comune di Perugia, non gestiti direttamente dalla stessa Amministrazione Comunale .

  1. La gestione degli impianti sportivi comunali non gestiti direttamente dal Comune è affidata sempre in concessione.
  2. Il presente regolamento non si applica alla concessione dello Stadio comunale “Renato Curi”.

In grassetto le modifiche.

Nella preconsiliare si evidenzia che il regolamento comunale vigente risulta essere più restrittiva rispetto sia alla normativa nazionale (legge 289/2002) che regionale (5/2007) che prevedono entrambe la possibilità di gestione diretta degli impianti sportivi da parte degli enti pubblici.

Nulla osta, dunque, alla modifica dell’art. 1 del Regolamento comunale, così da consentire, nel rispetto delle norme statali e regionali, di provvedere all’attuazione dell’indirizzo conferito con la Determinazione Interna di giunta n. 94 del 7.9.2016, con cui l’Esecutivo ha dato mandato agli uffici competenti di valutare la possibilità di una gestione diretta degli impianti.

Rosetti ha presentato sulla preconsiliare un emendamento, con cui ha proposto di eliminare dal testo ogni riferimento alla determina di giunta. La capogruppo M5S ha manifestato perplessità sull’operazione complessiva ed, in particolare, sul fatto che l’interesse pubblico per la revoca dell’affidamento al concessionario sia legato ad un presunto risparmio economico tutto da dimostrare. Rosetti ha poi spiegato le ragioni dell’emendamento: “riteniamo – ha detto – che la modifica regolamentare, su cui concordiamo nei contenuti onde evitare contrasti con la normativa nazionale e regionale, non possa accompagnarsi a valutazioni delle giunta concernenti l’operazione complessiva. Secondo noi chi deve decidere sull’opportunità di modificare la gestione non deve essere l’Esecutivo, ma il Consiglio comunale”. Per questo Rosetti ha proposto di eliminare i riferimenti ad una delibera che, di fatto, contiene già degli indirizzi politici precisi.

“Non comprendo perché si debba inserire nell’ambito di una modifica regolamentare valutazioni discutibili in quanto fondate su aspetti generici ed anomali. Si tratta, peraltro, di elementi che erano già noti ab origine e non, come dovrebbero, sopravvenuti nel tempo”. Infine Rosetti ha espresso perplessità sull’applicabilità nel caso di specie del quinto d’obbligo verso la “servizi associati”, visto che servirebbe – a suo dire – una gara specifica.

Anche per Bori l’operazione complessiva solleva perplessità perché è tutto da dimostrare che il recesso per pubblico interesse possa essere basato su un presunto risparmio economico. Dunque – sostiene il consigliere Pd – si tratta di una vicenda gestita male fin dall’inizio con evidente fallimento delle scelte operate dalla giunta.

Nel merito della preconsiliare, Bori ha precisato che, se vi è la volontà della maggioranza di eliminare le premesse come proposto da Rosetti, le modifiche al Regolamento sono accoglibili. “Si è scelto, purtroppo, di fare un cappello introduttivo che non condividiamo perché contiene valutazioni politiche discutibili”.

Perari ha ribadito che la pratica nel suo complesso ha seguito un iter molto tortuoso. Parimenti tortuosa è la delibera odierna, perché le norme regolamentari dovrebbe essere di carattere generale ed astratto, prescindendo dal riferimento a casi concreti come, invece, accade nel caso di specie.

Il capogruppo di FI ha condiviso le perplessità di Rosetti sulle motivazioni contenute nella delibera di giunta, pur non essendo contrario a priori alla gestione diretta.

L’obiettivo, infatti, deve essere raggiungere l’efficacia, efficienza ed economicità indipendentemente dal sistema (pubblico o privato) prescelto.

Secondo Camicia la preconsiliare propone una mera modifica regolamentare e rappresenta una scelta politica della maggioranza rispetto ad un’organizzazione che è stata portata avanti in passato da chi ha governato per 50 anni.

“Da sempre abbiamo lavorato per cambiare la città ed oggi abbiamo la possibilità di farlo concretamente; dopo aver contestato i sistemi messi in campo dalla sinistra, è giusto che si cambi registro in discontinuità col passato”.

Sugli impianti sportivi – ha continuato il consigliere Cor – per decenni non si è tutelato l’interesse della città, ma quello di pochi; vista tale impostazione clientelare e per tenere fede alle battaglie del passato, la maggioranza oggi deve rispondere all’impegno preso coi cittadini e fare qualcosa di diverso, operando un cambiamento radicale.

Per Mencaroni la retorica espressa da Camicia non nasconde l’iter anomalo che questa vicenda ha seguito. Visti gli errori commessi dalla maggioranza – ha sostenuto il capogruppo Pd – la stessa avrebbe dovuto fare pubblica ammenda, ma ha preferito evitarlo.

Ciò che bisogna porre al centro dell’operazione – continua Mencaroni – è l’interesse pubblico; per questo certe pratiche dovrebbero essere portate avanti nella massima condivisione tra tutti. Ciò, tuttavia, per esclusiva volontà del centro-destra non è stato finora possibile. Ed ancora: “la città si è resa conto di come è stata gestita male l’intera vicenda; solo accogliendo l’emendamento di Rosetti si potrà riprendere la strada giusta”.

Sorcini ha evidenziato che, se si propone oggi una gestione diretta degli impianti sportivi, è perché in passato sono emersi evidenti problemi nella gestione da parte dei privati.

Pur essendo in linea di principio contrario alla gestione pubblica dei servizi in quanto troppo burocratica e farraginosa, il consigliere di FI ha sottolineato come nel caso di specie la “reinternalizzazione” appare necessaria per tutelare un interesse dei cittadini.

Sorcini ha espresso massima fiducia nell’assessore Prisco, ma lo ha invitato a vigilare con estrema attenzione sull’impegno preso, tenuto conto della struttura comunale: “mi auguro che quell’efficacia ed efficienza, che alcune volte non ho percepito da parte della struttura, si possa in quest’occasione palesare”.

L’emendamento di Rosetti è stato respinto con 17 contrari (maggioranza) e 10 a favore (opposizione).

Aprendo la serie di dichiarazioni di voto, Mencaroni ha segnalato che, per l’ennesima volta, è mancata la volontà da parte della maggioranza di dialogare e condividere.

Per questo motivo il Pd ha preannunciato non un voto contrario ma di mera astensione non avendo, da un lato, condiviso il percorso seguito, ma volendo rispondere, dall’altro, al senso di responsabilità verso i cittadini.

Anche Giaffreda ha preannunciato un voto di astensione da parte del M5S, ma connotato da un certo dispiacere: il mancato accoglimento dell’emendamento, infatti, ha pregiudicato l’intera operazione, nata male e proseguita peggio.

“Nonostante le apertura mostrate dalle opposizioni, si è preferito procedere con arroganza per mettere delle “bandierine” sull’atto”.

Fronduti ha preannunciato un voto a favore da parte di F.I. nonostante i rilievi mossi dal capogruppo Perari. “L’assessore Prisco si è assunto una responsabilità importante che condividiamo. Dopo 30 anni di politicizzazione dello sport a Perugia, è ora di cambiare passo dando una svolta al sistema”.

 

CONSIGLIO COMUNALE / RINVIATA LA VOTAZIONE SULLE MODIFICHE AL “REGOLAMENTO COMUNALE PER LA TOPONOMASTICA CITTADINA” PER INTERVENUTA MANCANZA DEL NUMERO LEGALE

Infine il Consiglio ha solamente discusso la proposta di delibera concernente le modifiche del “Regolamento Comunale per la toponomastica cittadina”, avanzata dal consigliere Cor Camicia. Dopo il dibattito, infatti, è venuto a mancare il numero legale con conseguente rinvio della votazione.

In questo caso, le modifiche sostanziali, illustrate dal presidente della I commissione Fronduti, riguardano, in particolare, la specificazione del ruolo di consulenti degli esperti esterni, senza diritto di voto (Art.5 – Composizione della Commissione), il riconoscimento del gettone di presenza ai membri interni ed esterni secondo le normative nazionali (Art. 11) e il miglioramento della visibilità delle targhe apposte sulle rotatorie, senza ulteriori elementi di confusione rispetto alla denominazione attribuita (Art. 16).

Camicia ha sottolineato che le modifiche sono necessarie per aggiornare un regolamento non più all’altezza dei tempi. “Finalmente, passo dopo passo, stiamo riuscendo a correggere il regolamento snellendo in maniera significativa le procedure. Molto altro, ovviamente, si può ancora fare per raggiungere quegli obiettivi che la commissione toponomastica si propone di ottenere. Credo che si stia facendo un grande lavoro che dà lustro a Perugia e che rende orgogliosi i cittadini”.

Camicia ha precisato che la modifica all’art. 16 si pone l’obiettivo di evitare che presso le rotatorie si ingeneri confusione. Quanto alla modifica dell’art. 5 serve per far sì che i consulenti esterni, che hanno il compito di fornire valutazioni meramente tecniche, non possano pregiudicare col loro voto le scelte politiche di chi governa.

Mencaroni, anch’egli membro come Camicia della Toponomastica, ha segnalato che tale commissione opera nel pieno rispetto delle regole con grande attenzione nei confronti della storia e della cultura. Proprio per queste ragioni il capogruppo Pd non ha concordato con la proposta di modifica dell’art. 5 ritenendo che i consulenti esterni debbano mantenere il diritto di voto. “La toponomastica, infatti, deve prescindere dall’emotività della politica e rendere onore alla storia ed alla cultura della nostra città e del nostro Paese”.

Invitato ad intervenire sulla questione l’assessore Wagué ha sottolineato che le scelte operate dal Consiglio sulle modifiche al regolamento sono sovrane. L’assessore ha precisato che, nel corso dell’attuale legislatura, la commissione toponomastica ha ritrovato vigore e sta lavorando alacremente per dare risposte alla città. Wagué ha concordato sul percorso intrapreso, volto ad uno snellimento delle procedure affinché, nel pieno rispetto delle regole, si possano fornire risposte ai cittadini in tempi congrui.