Stefano Stefanini

(NewTuscia) – VITERBO – Nelle vicende esecrabili di  corruzione sistematica, scardinata dall’inchiesta portata a termine oggi dal  Nipaf del Corpo Forestale dello Stato di Viterbo – su delega della Procura della Repubblica di Viterbo, coordinata dal Procuratore Capo dott. Paolo Auriemma – che ha eseguito l’ordinanza emessa dal GIP di Viterbo in data 7.10.16,  con l’esecuzione di cinque provvedimenti di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di dipendenti pubblici ed imprenditori operanti nella provincia di Viterbo e presso la Regione Lazio, ci sentiamo sollecitati ad offrire ai cittadini lettori ed al dibattito tra forze politiche e istituzionali alcune riflessioni .

Il dato di fatto: la disaffezione dei cittadini alla politica affaristica.

In occasione delle ultime tornate di elezioni,  alcuni sondaggi accreditavano  la tendenza  secondo cui moltissimi  italiani (con punte di uno su due)  non fossero  intenzionati a partecipare alle  consultazioni elettorali:  la ragione principale  è da individuarsi principalmente nella mancanza diffusa e ramificata della legalità nelle sedi istituzionali, siano esse locali,  come quelle delle istituzioni statali centrali.

Il dato è in sé drammatico, ma è ovviamente legato alla caduta di credibilità della classe politica, degli apparati di una parte  marcia  –  non di tutta  – della burocrazia ed ai settori ad essa collegata nei vari ambiti socio-economici, impegnata in ruberie e “gozzoviglie” di varia natura, riconducibili ad una decadenza degna “del basso impero”, mentre il  “popolo”  degli amministrati  viene chiamato a subire politiche di rigore della spesa, anche sociale e sanitaria,  ed a notevoli sacrifici  fiscali per ripianare i conti pubblici  e recuperare, ci auguriamo al più presto,  un cammino più sicuro e durevole sulla via dello sviluppo e dell’occupazione, specie a beneficio delle giovani generazioni.

 Nella bufera della corruzione imperante deve prevalere il recupero di valori di onestà, solidarietà, di  concordia civile e di vigilanza popolare sulla Legalità. 

Occorre ripartire, attraverso  una duplice azione,  con il recupero di “pratiche virtuose” dall’alto e da parte dei cittadini. Dall’alto da parte delle Istituzioni rappresentative, dagli organi centrali dello Stato, sino ai Comuni, alla scuola, all’apparato produttivo ed alla famiglia.

Gli organi istituzionali, fondati sull’elettività dei loro componenti dovranno attuare una esigente selezione dei candidati: basta con gli amici degli amici, con le consorterie di spartizione degli incarichi degli appalti edilizi o sanitari pilotati da comitati di affari, che con le pratiche  corruttive varie e sempre più sofisticate  aggravano le casse dello Stato e conseguentemente fanno pagare più tasse ai soliti contribuenti onesti. Diffuse  pratiche “corruttive” si riscontrano oltre che nei servizi sociali anche nella pianificazione urbanistica del territorio,  alla vendita del suolo, passando  per  le speculazioni edilizie, il lavoro nero e poco sicuro e il degrado idrogeologico.

Dal basso, qualora la classe politica dia reali drastici segni di cambiamento e di recupero di onestà e servizio disinteressato alla collettività,   i singoli cittadini, specie se giovani, dovranno curare, aiutati dai vari  enti di formazione ed educazione sociale quali la scuola, la chiesa e le fedi  religiose oltre alle famiglie,  i  piccoli gesti di cura delle cose pubbliche, dei beni culturali, dei giardini, di buone pratiche civiche, con una lotta al degrado, alle sporcizia ed alle cattive abitudini, alla maleducazione ed al disinteresse per la gestione della res publica.  Solo recuperando il rispetto e la correttezza nella gestione delle “piccole cose” attueremo un giusto recupero della civiltà e della legalità che determinano la vera libertà dei singoli ed il progresso generale del nostro Paese.

Ringraziando i Magistrati e le forze dell’Ordine operanti nella vicenda attuale, i cittadini,  la società civile, l’associazionismo, le confessioni religiose, il volontariato, il mondo della scuola e della formazione, il mondo della produzione  ed in particolare la famiglia, nella sua accezione più ampia,  devono saper recuperare Valori condivisi di onestà e solidarietà, recuperando una concordia civile che si basa sull’onestà personale e di dimensione pubblica. Solo allora ci sentiremo tutti ben disposti al rispetto delle leggi, sfoltite  e ben assistite da sanzioni esemplari ben applicabili, che recuperino davvero chi delinque a risarcire concretamente la collettività con il proprio lavoro, anche da detenuti .

Lotta generalizzata alla corruzione dilagante, quantificabile in  60 miliardi all’anno, con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali.

Purtroppo  la dimensione della corruzione sembra insormontabile, si parla di un costo della corruzione quantificabile in  60 miliardi all’anno , con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali. In questo senso la punizione effettiva ed esemplare dei corrotti e dei dilapidatori delle risorse pubbliche, scoperti e giudicati in tempi ragionevoli,  deve essere la giusta condizione per recuperare la fiducia del Popolo nello Stato.    Altro capitolo da curare è il controllo di legittimità e di compatibilità di bilancio delle spese delle regioni e dei comuni: le opposizioni alle maggioranze consiliari regionali e comunali devono poter sottoporre al vaglio della Corte dei Conti Regionale – o di un organismo di controllo dotato di poteri forti di controllo e repressione degli sperperi –  spese abnormi e di difficile sostenibilità con l’equilibrio di Bilancio.

Oltre alla lotta senza quartiere contro la corruzione, l’evasione fiscale  ed i veri sperperi di risorse, occorre un indirizzo chiaro dell’Unione Europea e degli Stati ad un urgente rinnovato “accesso al credito” per la produzione, alle imprese  specie se piccolo-artigianali  ed alle  famiglie per l’acquisizione della casa e dei beni durevoli e per il consumo, ciò che concretamente sta facendo al Banca Centrale Europea del governatore, Mario Draghi.   Il recupero di una rinnovata fiducia nello sviluppo, credendo nelle proprie potenzialità, specie nei giovani, deve poter superare anche la diffusa quanto deleteria “miseria etico-morale e spirituale”, che crea egoismi delle classe più agiate, consumismo e materialismo sterili ed effimeri, spesso  rendite parassitarie non fondate su un lavoro produttivo per il singolo e con valenza sociale per  la collettività,  nello spirito della Costituzione economica dell’Italia,  oltre che una corruzione che appare di dimensioni sproporzionate  .

Porre alla base del riscatto dell’Italia i Valori condivisi dei principi fondamentali della Costituzione.

I Valori condivisi racchiusi nei principi fondamentali della nostra Costituzione daranno modo di  ricostruire una società dove la sobrietà e la solidarietà tra i soggetti economici, stato, impresa e famiglia ed enti intermedi,  vissute in concreto, potranno far arretrare la miseria, e avranno la meglio sull’indifferenza e sull’egoismo, sul profitto e sullo spreco, e soprattutto sull’esclusione sociale, fenomeno da risolvere per recuperare le nuove marginalità: i senza lavoro, le famiglie con potere d’acquisto fortemente ridimensionato, i coniugi separati, i pensionati con trattamenti minimi, gli stranieri che non trovano lavoro in Italia.

 

 

Perché l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo.         

Dal rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese si possono trarre alcune indicazioni per il futuro, in quanto sono  quattro le attenzioni mostrate degli italiani:  la coesione nazionale, la famiglia, l’impresa e la formazione diventano i quattro nuclei da sostenere e incentivare,  su cui investire perché l’Italia possa ripartire e consolidare la ripresa sulla strada dello sviluppo .

Recuperare ai cittadini l’importanza del voto: candidati credibili e programmi realizzabili per lavoro e miglioramento della qualità della vita sul territorio, conseguentemente nascerà il rispetto per la Legalità.

Dobbiamo far si che al momento del voto, gli elettori siano coscienti del “valore sovrano“ del loro voto,  non si facciano prendere dallo sconforto o dalla sfiducia (peraltro giustificati da troppi esempi di ruberie e malgoverno di questi giorni), ma siano coscienti che il loro voto, la partecipazione democratica alla determinazione della vita pubblica, si esprime in modo più alto e significativo nell’esercizio del voto.

La “rottamazione” ed il rinnovamento – in questo caso la scelta dell’elettore come preferenza alla persona ed al partito –  deve essere fatta non sull’età anagrafica ma sulla capacità di dare allo Stato,  alle comunità di ogni livello un apporto superiore di idee, entusiasmo e concretezza che ispiri nel Popolo nuovi stimoli di crescere, non soltanto nell’economia , ma nel sociale, e nell’educazione, nella qualità della vita, nella cultura e nel saper vivere, nell’assistenza a chi ha veramente bisogno,  per cui l’Italia, con la sua immensa tradizione storico-culturale e le sue eccellenze, può ancora incidere da protagonista nello scacchiere internazionale e nelle singole realtà territoriali, diverse ma unite sotto un’unica Bandiera.

In una parola riappropriamoci tutti del senso dei doveri, nella consapevolezza che i diritti si fondano sulle Virtù civiche, già delineate nella nostra cultura giuridica: dobbiamo ripetere il meglio della nostra tradizione giuridica non per sfoggio di cultura ma come ispirazione alla pratica delle virtù pubbliche,  come   Eneo Domizio Ulpiano, uno dei massimi  giuristi romani,  intorno al 200 d.C. già sintetizzava:  “Praeceptae iuris sunt haec: honeste vivere, alterum non laedere,  suum cuique tribuere”  Le regole del diritto sono queste: vivere onestamente, non recare danno ad altri, attribuire a ciascuno il suo”. E già affermazioni come questa: “Così muore uno Stato. Il sottrarre ad altri per sé e per la propria fazione è più contrario alla salute dello Stato che la guerra e la carestia” pronunciata da Cicerone  nel 70 avanti Cristo, sembra essere stata scritta per l’emergenza morale della politica attuale.

Nelle scuole di ogni ordine e grado vanno programmati incontri formativi di dibattito sulla gestione  rispettosa della Legalità dello Stato, per  allenare i giovani ad appassionarsi alla cura della Repubblica  a livello locale come nella dimensione centrale.

Su questi principi dobbiamo trovare ciascuno nel proprio ambito di azione – cittadini sovrani nell’espressione del Voto, autorità centrali e locali al servizio dei cittadini, politici, mondo dell’informazione, associazioni e movimenti, responsabili ed esponenti della produzione, del volontariato e del mondo dell’educazione  –  la forza di  sensibilizzare il Popolo, specie i nostri giovani, su un nuovo Rinascimento morale, culturale  e socio-economico,  per  riappropriare ai cittadini quella sovranità e quel protagonismo che la  Costituzione repubblicana conferisce loro, come doveri e come diritti fondamentali.

E’ una partita difficile, ma dobbiamo assumerci  l’onere e l’onore di combattere questa “buona battaglia” !