storia-e-cronaca-della-resistenza-italianaStefano Stefanini

(NewTuscia) – ORTE – Da più parti è l’emersa l’esigenza di intitolare una Via o una Piazza della Città di Orte alla figura di un martire delle Fosse Ardeatine, Tito BERNARDINI  nato ad Orte il 24 aprile 1898, ferroviere e partigiano, barbaramente torturato in Via Tasso a Roma  e poi fucilato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. L’istanza  di intitolazione era stata depositata da tempo al comune di Orte e  per iniziativa della locale sezione dell’Associazione dei Partigiani d’Italia, presieduta da Massimo Recchioni  il comune di Orte, con il sindaco Angelo Giuliani e l’intero consiglio comunale,  ha disposto l’intitolazione di una Piazza nei pressi dello Stadio comunale  al martire delle Ardeatine, per troppo tempo rimasto nell’oblìo. La cerimonia si svolgerà venerdì 28 ottobre alle ore 15, nei pressi dello Stadio comunale, Polo Scolastico, vicino alla Pista di Pattinaggio.

E’ doveroso ricordare che nel testo di raccolta poetica di Ireno Massaini “Ricordare…resistere….sperare”  edito nel 2012 sono molti  i personaggi storici evocati: nei ricordi,  il Giorno della Memoria, deportati ed olocausto, odi ai Martiri delle Fosse Ardeatine, in particolare il sacrificio di Tito Bernardini alle Fosse Ardeatine,  per cui  – nel corso dell’evento  di presentazione del libro curata da chi scrive il 9 giugno 2012 presso la sala conferenze del Dopolavoro ferroviario di Orte –  emerse la proposta da parte dell’autore e dei presenti di  dedicare al ferroviere martire delle Ardeatine, sino ad allora  sconosciuto a gran parte della cittadinanza, una via della cittadina che gli detti i natali.

Quindi ricordare e celebrare le vittime delle Ardeatine e della guerra di Liberazione, come di tanti uomini e donne vittime spesso innocenti della guerra – ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – non deve limitarsi a far volgere il nostro sguardo e i nostri pensieri a un periodo tragico del nostro passato. Deve piuttosto richiamarci ai valori di quanti ne furono protagonisti e artefici, alla loro energia, alla loro volontà e al loro coraggio che in quei giorni di barbarie permisero alla nostra Nazione di risollevarsi. Così è stato con l’Italia democratica nei settant’anni di vita repubblicana, così deve continuare ad essere nel presente e nel futuro del nostro Paese.

Questa energia e la volontà di sollevarsi e ricominciare sono un patrimonio della nostra storia e della nostra gente che, come in una corsa, passa il testimone di mano in mano, per trasmettere valori e fiducia alle nuove generazioni.  Il nostro Paese è depositario di tradizioni millenarie, di civiltà, di cultura, di umanità, di accoglienza, che il mondo ci invidia e ammira. ” (Quirinale 21 aprile 2016).

A breve, il prossimo 4 novembre, anniversario della Vittoria nella Prima Guerra Mondiale e Giornata dell’Unità Nazionale ricorderemo altre pagine di storia del nostro Paese, che speriamo sappia ricordare – adeguatamente e pur nelle diverse ispirazioni di Pensiero, se ancora esistono – eventi, vittorie e sacrifici in un clima di Pacificazione e di Memoria collettiva condivisa.