Roma, Verelli (Ugl): “Sull’orlo del default sociale”

(NewTuscia) – ROMA – “I servizi sociali, in qualsiasi comunità, rappresentano uno strumento essenziale per poter garantire la libertà di scelta delle lavoratrici e dei lavoratori, dei disoccupati e dei pensionati, e la piena compatibilità tra lavoro e vita familiare, nonchè un sostegno sanitario, educativo e di integrazione fondamentale per la crescita della società.”

È quanto dichiara in una nota il responsabile dell’Ugl Roma, Fabio Verelli, il quale evidenzia come “Roma sia sull’orlo del default sociale: le risorse che i Comuni destinano al sociale sono state pesantemente tagliate o usate male. Nella prima legge di Stabilità, poi approvata dal Parlamento, il nostro governo ha messo a disposizione delle regioni 100 milioni di euro per gli asili nido, soldi che non sono stati spesi.”

“Inoltre, circa un terzo delle risorse destinate alle Regioni per i centri antiviolenza – continua Verelli – non sono stati utilizzati e il primato negativo spetta al Lazio: si tratta di fondi per aumenatare la capienza delle case di accoglienza o per attivare servizi per aiutare le donne abusate o rimaste vittime di violenza! In Italia si verificano ogni anno oltre 160 omicidi di donne (nettamente superiori a quelli legati alla mafia ed alle organizzazioni criminali in genere) e  la maggior parte di questi 160 omicidi annui appaiono attribuibili a violenza domestica. La campagna della Ugl contro il femminicidio va in questo senso e cerca di smuovere le coscienze e le istituzioni per nuove normative a tutela delle donne”.

“Per non parlare dell’edilizia scolastica: i plessi nella stragrande maggioranza sono stati costruiti decenni fa e necessitano di un’urgente verifica attestante che i plessi siano conformi alla normativa. Le interminabili liste d’attesa sanitarie del Lazio diventano delle vere e proprie black-list! Occorre più di un anno d’attesa per alcuni esami come l’ecodoppler e così i nostri malati diventano dei pendolari della sanità e vanno a curarsi in altre regioni”

“A fronte di tutte queste problematiche – conclude Verelli – occorre  individuare urgentemnete dei criteri par la ripartizione e l’erogazione delle risorse finanziare per evitare che vengano disperse superando tali criticità. Le strutture sociali presenti nella Capitale, se ben gestite e razionalmente collocate sul territorio, possono produrre occupazione e notevoli vantaggi per l’amministrazione comunale che al momento non dà concreti indirizzi in tal senso”.