Simone Stefanini Conti

 (NewTuscia) – VITERBO – I comuni italiani per lo sviluppo progetti comunali di rigenerazione urbana per lo sviluppo della creatività giovanile con il progetto  “Giovani RiGenerAzioni Creative”. Le regioni si accordano sulla mobilità sanitaria interregionale puntando sulla qualità delle prestazioni  e sulle cause dei flussi verso le regioni più qualificate.

Per il progetto  “Giovani RiGenerAzioni Creative”, promosso dall’Associazione dei Comuni Italiani ANCI sono 14, su poco meno di 70 presentati da altrettanti Comuni, i progetti ammessi a finanziamento sull’Avviso pubblico “Giovani RiGenerAzioni Creative”, promosso da ANCI e finanziato dal dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di sviluppare progetti comunali di rigenerazione urbana per lo sviluppo della creatività giovanile, rivolti e gestiti da giovani under 35.

I Comuni ammessi a finanziamento per la Linea di intervento “Progetti presentati da Comuni con popolazione residente uguale o superiore a 15.001 abitanti” sono Ascoli Piceno, Bari, Belluno, Bologna, Ferrara, Lucca, Mantova, Perugia, Pesaro e Reggio Emilia.

I Comuni ammessi a finanziamento per la Linea di intervento “Progetti presentati da Comuni con popolazione residente fino a 15.000 abitanti” sono Blera (Vt),  Calimera (Le),  Novello (Cn) e Stella Cilento (Sa).  I progetti avranno una durata massima di 18 mesi.  

Si tratta complessivamente di finanziamenti per quasi 2,5 milioni di euro, che arrivano a 3 considerando la quota di cofinanziamento locale, e che permetteranno di sviluppare interventi di politiche giovanili legati a iniziative di rigenerazione di spazi urbani (edifici e/o aree pubbliche) che hanno visto esaurirsi in tempi recenti la loro originaria destinazione d’uso e funzione economica, sociale e culturale. I progetti ammessi a finanziamento riguarderanno processi di innovazione culturale, sociale ed economica che, attraverso percorsi condivisi con la comunità, le associazioni locali e i giovani beneficiari coinvolti, contribuiranno a ridisegnare il profilo produttivo ed urbano degli spazi individuati come oggetto di intervento, scommettendo sulla creatività giovanile come volano in grado di produrre e accelerare ricadute produttive ed economiche sul tessuto delle comunità locali.

“Il Fondo nazionale per le Politiche Giovanili continua a svolgere un ruolo fondamentale per promuovere le azioni di supporto a sostegno delle iniziative giovanili – dichiara Calogero Mauceri, capo dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Grazie agli accordi di collaborazione stipulati con ANCI, ogni anno riusciamo a finanziare progettualità che, a livello locale, costituiscono delle eccellenze e rappresentano degli esempi che altre amministrazioni possono seguire e migliorare ulteriormente”.

Questa iniziativa, in particolare, ha un duplice scopo: riqualificare immobili e  spazi pubblici in stato di abbandono o parzialmente utilizzati inserendoli in un progetto di sviluppo territoriale o di zona; mettere a disposizione di giovani talenti luoghi facilmente accessibili – in termini di costi – per produrre e presentare opere e performance innovative ed originali, condividendo conoscenze e stili con altri artisti.

 Il progetto può rappresentare inoltre una opportunità per i giovani sia in termini di “professionalizzazione” per alcune specifiche attività, sia  in termini di incremento dell’attrattività del territorio, come già riscontrato in analoghe iniziative, e può favorire la partecipazione dei giovani ai programmi  urbanistici di riqualificazione posti in essere dalle amministrazioni locali.

Per Veronica Nicotra, segretario generale dell’ANCI, “con l’Avviso Giovani Rigenerazioni Creative abbiamo chiesto ai Comuni di innovare fortemente il loro approccio alle politiche giovanili, legando le azioni immateriali con le politiche locali di rigenerazione urbana, nella convinzione che questo rappresenti un modo per rendere i giovani protagonisti dello sviluppo, o della rinascita, delle proprie città. Vista la qualità delle proposte arrivate, non possiamo che dirci molto soddisfatti della risposta, considerando che, oltre a quelli che verranno finanziati, molti altri avrebbero meritato di essere supportati; pertanto lavoreremo per provare ad estendere il sostegno finanziario.”

E’ stato recentemente  raggiunto in sede regionale l’accordo sulla mobilità sanitaria interregionale per gli anni pregressi fino a tutto il 2015. Un fatto molto positivo ed importante”.

Lo ha annunciato il presidente della Conferenza delle Regioni. “E’ il primo e più importante step – ha spiegato Stefano Bonaccini – nella strutturazione del Piano nazionale sulla mobilità sanitaria. Un tema che può essere affrontato solo se si superano le conflittualità e i tecnicismi che negli ultimi anni hanno “paralizzato” il sistema di regolazione”.

A spiegare tecnicamente i criteri che hanno permesso di raggiungere l’accordo è l’assessore Antonio Saitta, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. “L’obiettivo del Piano nazionale della mobilità sanitaria è quello di superare la dimensione squisitamente finanziaria che ha caratterizzato l’approccio al tema degli ultimi anni e affrontare in maniera decisa l’appropriatezza dei flussi sanitari migratori, ponendo limiti precisi alla produzione degli erogatori privati sin dal 2017.

Abbiamo deciso – ha spiegato Saitta – che la strada migliore per trovare un accordo fosse quella di partire dai significativi aumenti osservati per il settore privato, anche considerando le indicazioni normative e i limiti posti in merito. Sostanzialmente abbiamo deciso di operare una riduzione percentuale sull’incremento registrato dai saldi in capo alle singole regioni, salvaguardando però l’alta complessità, così come definita dalla legge di stabilità 2016. Gli abbattimenti- forfettariamente pari al 50% – vengono operati sia sugli aumenti 2014, sia sugli aumenti 2015.

Per il 2016 proporremo entro ottobre uno schema di riferimento per gli accordi tra regioni, che tenga conto della necessità di regolare in maniera anche analitica i relativi flussi. L’obiettivo è quello di procedere speditamente alla definizione degli accordi entro il 31 dicembre 2016.

Ora però, dopo l’accordo raggiunto in Conferenza delle Regioni, occorre avviare – ha concluso Saitta – il percorso per la definizione degli accordi di compensazione della mobilità interregionale in sede di Conferenza Stato-Regioni, secondo quanto previsto dal patto per la Salute 2014-2016”.