(NewTuscia) – ORTE – Stefano Stefanini
Dell’ampia disamina condotta dall’opposizione del Gruppo di Anima Orte con i consiglieri Ciocchetti e Claudiani, alla giunta del sindaco Angelo Giuliani, oltre alle varie misure per recuperare una qualità della vita più elevata, la problematica programmatica di valore strategico che vorrei approfondire è la variante stradale di collegamento tra il parcheggio di Molegnano Stazione FF.SS. e l’area interportuale e autostradale.
Noi pensiamo che l’attuazione del programma da parte della maggioranza sulle cose da fare si basi su una realistica programmazione con risorse economiche da reperire in ambito regionale, governativo ed europeo, oltre che tramite una gestione attenta della struttura comunale e, se necessario con consulenti preparati e “concludenti” in merito al reperimento di fonti di finanziamento certi e di rapida acquisizione, per opere pubbliche strategiche e servizi sociali, scolastici, di verde, arredo urbano e di pratica sportiva di accettabile livello.
A partire dalle prime battute della campagna elettorale, avevamo auspicato per la nuova amministrazione ed il nuovo consiglio comunale la creazione di un vero laboratorio responsabile ed esigente che si fosse riconosciuto nei criteri e valori ispiratori di onestà e competenza, di lotta agli interessi di parte, di leale formazione di maggioranze omogenee su poche cose da fare, con risorse certe su cui sensibilizzare la regione Lazio e, se necessario, il Governo e su cui avviare efficaci iter di reperimento di fondi in sede di programmazione europea.
In particolare per la variante stradale di collegamento tra il parcheggio di Molegnano FF.SS. e l’ innesto con la superstrada Orte-Viterbo, l’Interporto e la stazione autostradale – opera fondamentale per la viabilità e la conseguente qualità della vita non soltanto dello Scalo ferroviario, ma di tutto il sistema viario della città, con ricadute sulla viabilità provinciale, interregionale e nazionale – avevamo auspicato un’intesa ampia tra le forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, come testimonianza di compattezza e di necessario valore di irrimandabilità dell’intervento nei confronti degli organi regionali e governativi centrali a cui richiedere fondatamente i necessari finanziamenti.
Peraltro da decenni – posso testimoniarlo per il periodo di assessorato alla Cultura e all’Istruzione negli anni ’90, vissuti insieme all’attuale amico sindaco Giuliani, allora assessore all’Urbanistica – si auspica un necessario coinvolgimento organizzativo di consultazione e compartecipazione, della provincia, ormai depotenziata, e dei comuni limitrofi, nella realizzazione di opere in qualche modo “complementari” e di collegamento, di interscambio con il servizio ferroviario e stradale , per cui il territorio e la popolazione di Orte patiscono pesanti oneri e gravami in termini di intensificazione di traffico, di inquinamento e di qualità della vita.
Servitù e oneri che dovrebbero vedere una equa compartecipazione ( se non altro di solidale collaborazione) da parte dei comuni di provenienza delle migliaia di viaggiatori che quotidianamente – anche da Viterbo e dalle cittadine dell’Umbria – si servono delle infrastrutture ferroviarie, stradali e di parcheggio (anche a pagamento) di Orte.
Siamo del parere, che, nel rispetto dei tempi tecnici di approntamento degli iter delle pratiche amministrative (siamo a quattro mesi dall’elezione del sindaco, della giunta e del nuovo consiglio) vanno privilegiate, alla luce del sole e nella massima trasparenza, le opportunità di investimento pubblico su opere, manutenzioni ordinarie e straordinarie su strade e edifici pubblici che incidono sulla Qualità della vita dei cittadini – la variante stradale da Molegnano all’Area interportuale e autostradale non è più rimandabile e lo ribadiamo, deve essere perseguita con una strategia condivisa – nel rispetto dei ruoli – da tutti i gruppi presenti a Palazzo Nuzzi, con cantieri che generano occupazione imprenditoriali e di lavoro sul territorio, aree verdi e decoro urbano, opportunità di maggiore aggregazione sul territorio nell’area artigianale-piccolo industriale, avvio di opere pubbliche che mirino a risollevare la qualità della vita, scesa in picchiata in questi ultimi tempi.
Se è vero che l’amministrazione Giuliani non è riuscita a presentare nei termini le richieste il finanziamento regionale richiesto per il completamento della strada di raccordo con il parcheggio di Molegnano, nonostante il procedimento per ottenere il finanziamento fosse già in fase avanzata, si ascolti dai diretti interessati lo stato della pratica e, se possibile, individuate le eventuali lacune, ci si impegni per salvare il salvabile e per rimediare in qualche modo al finanziamento dell’infrastruttura con soluzioni alternative.
Ricordo che, da quanto a noi noto, da anni la variante stradale che dovrebbe oltrepassare il fiume Tevere e collegare lo Scalo il località Caldare – Area Interportuale e autostradale era stata inserita tra le opere complementari dell’Interporto Centro Italia, oltre ad essere opportunamente servita – nelle previsioni progettuali – anche da una pista ciclo-pedonabile, che costituirebbe il naturale prolungamento a beneficio della popolazione della pista già in parte realizzata nei pressi del Tevere.
Sul tema domani avremo l’opportunità di ascoltare l’opinione e le indicazioni dell’on. Enrico Panunzi, presidente della Commissione Lavori Pubblici e Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, che – con la ormai consueta disponibilità – intervisteremo con il collega Gaetano Alaimo nella trasmissione Fatti e Commenti di Teleorte e Newtuscia WebTv.













