(NewTuscia) – VITERBO – Mercoledi’ 5 ottobre 2016 si e’ svolto a Viterbo, presso il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”, un incontro di studio sul tema “Alla scuola di Norberto Bobbio: difendere la democrazia e lo stato di diritto”.

L’incontro era parte di un ciclo finalizzato a fornire riferimenti teorici e strumenti analitici per la campagna informativa per il No alla riforma costituzionale – riforma che costituisce un vero e proprio golpe – nel referendum del prossimo 4 dicembre.

Nel corso dell’incontro sono stati letti e commentati alcuni brani da celebri libri dell’illustre filosofo e giurista, una delle figure piu’ vive dell’antifascismo, della cultura liberalsocialista, dell’impegno civile e delle istituzioni democratiche, della nonviolenza in cammino.

La riflessione si e’ concentrata soprattutto sui temi centrali della meditazione politica di Bobbio, da Politica e cultura (Einaudi, Torino 1955) a Il futuro della democrazia (Einaudi, Torino 1984), fino agli ultimi limpidi, luminosi saggi ed articoli; e sul suo impegno e lascito di intellettuale militante che fino agli ultimi giorni di vita si e’ battuto per la pace, i diritti umani, la democrazia, la civilta’ come inveramento – riconoscimento, rispetto, difesa e promozione – della dignita’ di tutti gli esseri umani.

Proprio collocandosi dal punto di vista degli insegnamenti cruciali del magistero intellettuale, morale e civile di Norberto Bobbio, le persone partecipanti all’incontro hanno riaffermato la necessita’ di opporsi alla scellerata riforma costituzionale voluta dal governo degli apprendisti stregoni; votando No al referendum del 4 dicembre: per difendere il parlamento eletto dal popolo, per difendere lo stato di diritto, per difendere la democrazia costituzionale.

Le persone partecipanti all’incontro ripropongono l’appello nonviolento per il No al golpe, per il No al fascismo, per il No alla barbarie; appello che di seguito riportiamo.

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Un appello nonviolento

Al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo votiamo No.

No al golpe, no al fascismo, no alla barbarie.

Al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo votiamo No.

Senza odio, senza violenza, senza paura.

Il Parlamento, l’istituzione democratica che fa le leggi, deve essere eletto dal popolo, e deve rappresentare tutti i cittadini con criterio proporzionale.

Ma con la sua riforma costituzionale il governo vorrebbe ridurre il senato a una comitiva in gita aziendale, e con la sua legge elettorale (il cosiddetto Italicum) vorrebbe consentire a un solo partito di prendersi la maggioranza assoluta dei membri della camera dei deputati anche se ha il consenso di una risibile minoranza degli elettori, e con il “combinato disposto” della riforma costituzionale e della legge elettorale il governo, che e’ gia’ detentore del potere esecutivo, vorrebbe appropriarsi di fatto anche del potere legislativo, rompendo cosi’ quella separazione e quell’equilibrio dei poteri che e’ la base dello stato di diritto.

Se prevalessero le riforme volute dal governo sarebbe massacrata la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista, sarebbe rovesciata la democrazia, sarebbe negata la separazione dei poteri e quindi lo stato di diritto.

Al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo votiamo No.

No al golpe, no al fascismo, no alla barbarie.

Al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo votiamo No.

Senza odio, senza violenza, senza paura.

Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”