Comune di Perugia: notizie dalle Commissioni Consiliari del 3 ottobre 2016

IV COMMISSIONE CONSILIARE CULTURA/PROSSIMA SEDUTA DOMANI, MARTEDI’ 4 OTTOBRE ALLE ORE 10,00

(NewTuscia) – PERUGIA – La IV Commissione Cultura si riunirà domani, martedì 4 ottobre alle ore 9,00 in prima convocazione e alle ore 10,00 in seconda convocazione, per trattare il seguente o.d.g.:

1)Odg del consigliere Camicia su “Perugia città motoprotetta”;

2) odg dei consiglieri Leonardi e Nucciarelli su: “Toilet bus (bagni itineranti)”.

COMMISSIONE DI CONTROLLO E GARANZIA/I TEMI DISCUSSI: IMPIANTI SPORTIVI E NOMINA RAPPRESENTANTI DEL COMUNE PRESSO ENTI

La V Commissione Controllo e Garanzia ha analizzato questa mattina due richieste di attivazione.

Dapprima è ripreso il dibattito sulla richiesta attivazione presentata dai consiglieri del Gruppo Pd e dal capogruppo Sr Arcudi su “ Affidamento in concessione del Palasport Evangelisti, Palazzetto Pellini e Santa Giuliana”, già discusso nel corso delle sedute dell’8 agosto e del 5 settembre.

Nel dispositivo dell’atto gli istanti hanno chiesto:

-di verificare la sussistenza di tutti i requisiti necessari richiesti dal bando in oggetto al fine dell’aggiudicazione dell’affidamento in capo alla società aggiudicatrice Kronogest ssd arl;

-di verificare l’effettiva sottoscrizione del contratto di affidamento tra il Comune di Perugia e la società risultata aggiudicatrice in vi definitiva Kronogest ssd arl.

-di verificare l’effettività e la correttezza della gestione e manutenzione ordinaria degli impianti oggetto dell’affidamento da parte della società Kronogest ssd arl, anche sulla base ed in conformità dei progetti e piani presentati in sede di offerta e che hanno contribuito all’ottenimento di un punteggio complessivo superiore rispetto alle altre ditte concorrenti;

-di verificare l’effettività e la correttezza della manutenzione straordinaria degli impianti oggetto dell’affidamento da parte del Comune di Perugia;

-di verificare l’andamento dei rapporti lavorativi in essere alle dipendenze della suddetta ditta, anche sulla base della lettera inviata dal Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione CGIL Umbria alla società Kronogest ssd arl in data 29 aprile 2016  e a verificare l’effettivo regolare pagamento degli stipendi ai lavoratori.

Il consigliere Bori ha definito fallimentare la gestione della vicenda da parte dell’Amministrazione: infatti – ha segnalato – pur essendo stata espletata da tempo la gara, ancora oggi il contratto con Kronogest non è stato ancora firmato. In conseguenza di ciò si resta “impelagati” in un pantano per la mancata volontà da parte delle giunta di correggere gli errori commessi. Solo ora sembra che l’Esecutivo stia cercando di porvi rimedio togliendo la gestione all’assegnatario pur tra mille difficoltà.

Bori ha segnalato, altresì, che permangono molte criticità nella gestione Kronogest: tra le altre la situazione dell’organico (non è stato rispettato il contratto con 7 unità assunte rispetto alle 10 promesse), il mancato pagamento delle 14esime, ecc.

Dal punto di vista generale il consigliere solleva perplessità sull’assegnazione della gara a Kronogest, visto che questa non ha potuto fornire i bilanci pregressi essendo stata creata all’uopo da pochissimo tempo. Dunque per Bori la situazione appare anomala e crea un pericoloso precedente.

“Siamo contenti che la giunta si sia resa conto della situazione ed intenda togliere la gestione a Kronogest, ma vorremmo che ciò avvenisse in piena legittimità, ossia non con un’unica preconsiliare, bensì modificando prima il regolamento e poi procedendo con gli altri adempimenti”.

Bori in conclusione ha chiesto, comunque, all’Amministrazione, in caso di revoca dell’affidamento a Kronogest, di seguire la graduatoria di gara, provvedendo se del caso all’assegnazione alla seconda classificata.

Felicioni ha sottolineato che, a parer suo, il tema è già stato affrontato in maniera adeguata. In ogni caso, prima di procedere con ulteriori approfondimenti, ha invitato la commissione ad attendere l’esito degli sviluppi in corso davanti alle altre commissioni.

Leonardi ha fato notare che le questioni concernenti il rapporto di lavoro intercorrente tra Kronogest ed i dipendenti non sono di competenza della commissione ed andrebbero, dunque, affrontare di fronte alle Autorità preposte. La V commissione, infatti, ha il compito di valutare la legittimità degli atti dell’Amministrazione e non di soggetti esterni.

In sostanza il Comune non può sindacare gli atti di terzi, tantomeno quelli rilasciati dalle banche che, evidentemente, si assumono la piena responsabilità di quanto dichiarano ed accertano.

Per Tracchegiani la discussione sta prendendo una piega diversa rispetto a ciò che dovrebbe fare la V commissione. “Il Pd – sostiene il consigliere di FI – sta facendo una battaglia perché la vecchia gestione degli impianti non è stata riconfermata dall’attuale Amministrazione. Ciò è dovuto al fatto che si è voluto cambiare il sistema previgente, quando i bandi erano molto restrittivi con conseguente partecipazione alle gare sempre di una sola società”.

Il nuovo bando, invece, era aperto a tutti ed è stato assegnato ad una società differente che, correttamente, ha assunto come prima decisione quella di riassumere i lavoratori precedentemente impiegati. Se invece di 10 sono stati 7, ciò sarà dovuto a dinamiche tecnico-aziendali che vanno rispettate.

Nulla rileva, poi, quando la società si sia costituita, visto che la stessa ha ricevuto fiducia da parte di alcune banche, a conferma dell’affidabilità dei titolari.

Secondo Tracchegiani, dunque, la questione non ha più ragione di esistere: il centro-sinistra ha solo voluto “prendere per stanchezza” una società (Kronogest) perché non era conforme al trend del passato. Peccato che tale trend è stato devastante, tanto è vero che gli impianti sono stati riconsegnati al Comune in condizioni pessime.

“E’ ora che si cominci a portare avanti la città di Perugia in modo diverso rispetto all’impostazione sbagliata delle Amministrazioni di sinistra. Allo stesso tempo chiediamo all’opposizione di non fare dell’ostruzionismo, ma di portare all’attenzione proposte da poter condividere”.

Vezzosi ha posto all’assessore Prisco ed all’Ing. Moretti alcune domande sul bando visto che quest’ultimo ha fatto registrare significative carenze. In merito ai requisiti tecnico-finanziari, la consigliera Pd ha chiesto chiarimenti sulle lettere di referenze bancarie che appaiono generiche e non confermano le capacità strutturali di Kronogest.

In secondo luogo ha chiesto di sapere se sia stata considerata l’inevitabile mancanza di bilanci pregressi, essendo la società neonata. Infine ha chiesto di approfondire la questione del presunto mantenimento dei livelli occupazionali, essendo risultato decisivo ai fini dell’assegnazione.

Lunga ed articolata risposta dell’assessore Prisco. Quest’ultimo, in avvio, ha precisato che la Commissione ha il compito di discutere della legittimità degli atti relativi alla procedura di gara espletata. A questo proposito uffici e giunta hanno già provveduto a produrre tutta la documentazione, nonché i chiarimenti più volte richiesti.

Sono state irrituali, invece, le audizioni compiute nel corso della seduta del 5 settembre, anche se l’eccesso di partecipazione è stato comunque apprezzabile.

Quanto alla richiesta pendente in V commissione, l’assessore ha invitato l’organismo a scegliere la strada da intraprendere: o ulteriori chiarimenti o relazione finale.

Entrando nel merito della questione, l’assessore ha fatto rilevare che Kronogest ha riassunto i lavoratori, precedentemente occupati nei tre impianti oggetto di assegnazione. Uno di essi poi ha deciso autonomamente di licenziarsi. Prisco ha chiarito un passaggio tecnico: per  la legge Galli, secondo cui i lavoratori già impiegati dovevano essere riassunti alle stesse condizioni prima in vigore, l’Italia è stata sanzionata dall’U.E. Per questo l’attuale Governo ha superato tale normativa, prevedendo con altra legge che gli assegnatari di appalti possono riassumere i lavoratori ma non alle precedenti condizioni, bensì a quelle attuali. Per questo motivo ai dipendenti Kronogest non sarebbe stata applicata la 14esima; resta, tuttavia, una questione che non è di competenza dell’Amministrazione né della Commissione. Stesso dicasi della documentazione bancaria fornita.

Circa le prospettive future, l’assessore ha ricostruito le tappe della vicenda. Nelle more dell’assegnazione della gara, il Comune è stato costretto a procedere per un periodo alla gestione diretta degli impianti. Tale situazione ha consentito di verificare l’utilità del sistema, anche con riferimento ai rapporti con l’utenza. A tali dati si sono aggiunti nel tempo elementi nuovi: il riferimento è alla possibilità concreta, per il Comune, di intervenire tra il 2016 ed il 2017 sui tre impianti con interventi sostanziali. Il peso degli stessi finirà, inevitabilmente, per determinare una parziale o totale chiusura temporanea delle strutture; in caso di vigenza dell’affidamento esterno ciò determinerebbe il venir meno degli equilibri economico-finanziari della gara, tale da richiedere un maggior contributo comunale.

Tutte queste ragioni, messe insieme, nonché il desiderio di spegnere le polemiche emerse, hanno suggerito alla giunta ed agli uffici di intraprendere il nuovo percorso volto alla gestione diretta.

Anche Rosetti ha posto a Prisco e Moretti alcuni quesiti. Col primo ha chiesto di sapere quali criteri hanno consentito a Kronogest di vincere la gara.

Col secondo, invece, ha chiesto all’assessore di sapere cosa sia cambiato nel giro di pochi mesi tra l’assegnazione della gara e la decisione di reinternalizzare il servizio, visto che molti elementi erano già noti all’Amministrazione prima della pubblicazione del bando.

Secondo il capogruppo M5S le principali motivazioni alla base della scelta (eventuale risparmio economico e maggiore facilità di rapporti con le società sportive)  non reggono, essendo conosciuti da tempo.

Roscetti ha chiesto di sapere come il comune intenda, altresì, impostare i rapporti con Kronogest, scongiurando rivendicazioni da parte della società, pur avendo dimostrato i fatti che tale società non aveva i requisiti adatti per gestire gli impianti.

L’Ing. Moretti ha puntualizzato che nei verbali di gara, già prodotti in commissione, sono riportati dettagliatamente tutti i punteggi assegnati ai partecipanti. La differenza sostanziale, chiarisce il dirigente, l’ha fatta l’offerta economica visto che Kronogest ha operato un ribasso reale a differenza di quelli “simbolici” da parte delle altre due aziende.

Quanto all’offerta tecnica, invece, le distanze non erano significative, anche se Kronogest ha presentato, comunque, un progetto ben strutturato e più completo delle altre aziende.

Infine Moretti ha spiegato le ragioni che stanno alla base della scelta di reinternalizzare il servizio. Serve, ha commentato, un periodo di gestione diretta per capire con quali modalità si devono concretamente curare gli impianti, prima di dar corso ad una nuova gara.

Arcudi ha evidenziato che un’Amministrazione deve capire come gestire al meglio una questione onde rispondere all’interesse pubblico sotteso. Nel caso di specie PD e SR hanno deciso di presentare una richiesta di attivazione perché convinti che l’aggiudicatario non avesse le competenze adatte per gestire al meglio strutture complesse, in primis il palaEvangelisti.

I fatti, poi, hanno confermato che i dubbi degli istanti erano fondati, tanto da essere giunti ad una situazione critica che sta pregiudicando l’interesse collettivo.

“Quando la vicenda, infine, è arrivata all’attenzione dei quotidiani nazionali (incapacità di Perugia di gestire gli impianti) mi sono convinto della necessità di cambiare passo.

Nel merito, oggi, posso dire che la posizione assunta recentemente dall’Amministrazione mi convince; per questo la sosterrò perché non si può lasciare a Kronogest la gestione dei tre impianti principali, specie il palasport. Riprendere la gestione diretta, anche se in via transitoria, è una garanzia per tutti, perché il Comune fornisce l’opportuna imparzialità”.

Quanto alla preconsiliare “complessa”, oggetto di discussione in commissione congiunta, il capogruppo SR ha precisato che quando i dirigenti presentano una soluzione tecnico-procedurale congrua, la stessa debba essere seguita con tranquillità.

A fine dibattito la Commissione ha deciso di acquisire la documentazione prodotta da Bori. All’esito dell’esame della stessa si valuterà se approfondire ulteriormente la questione o se procedere alla relazione finale.

 

Successivamente è stata illustrata la richiesta di attivazione presentata dal gruppo M5S: “Regolamento sugli indirizzi per la nomina, la designazione  e la revoca dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni (Approvato con il DCC N.63 del 9.11.2009) Gravi violazioni”.

Illustrando l’atto il capogruppo Rosetti ha ricordato che il regolamento in oggetto è stato adottato il 9 novembre 2009.

Dalla lettura del testo, emergono – secondo la rappresentante del M5S – molteplici violazioni di specifici obblighi. Tra questi:

-art. 1 (criteri generali di pubblicità e trasparenza), non risulta garantita la pubblicità delle nomine in particolare tramite comunicazione ai gruppi consiliari ed alle commissioni;

-art. 2 (indirizzi programmatici) non risulta presentata al Consiglio da parte del sindaco la relazione sulle linee di indirizzo di ciascun ente, azienda o società partecipata (specifica per ogni compagine e non unica complessiva per tutte);

-art. 3 (requisiti generali): non risultano motivati gli atti di nomina con particolare riferimento ai requisiti dei rappresentanti ed alla comparazione effettuata tra candidati;

-art.7 (obblighi dei nominati); non risultano adempiuti gli obblighi di pubblicazione della propria situazione reddituale, la trasmissione al Comune degli odg delle assemblee, le comunicazioni sui piani aziendali e loro modifiche, la presentazione annuale al Comune della relazione informativa. Anzi – rileva Rosetti – in alcuni casi gli stessi rappresentanti hanno negato all’istante la documentazione richiesta con accesso atti.

-art. 9 (informativa del sindaco): non risulta adempiuta dal sindaco la comunicazione al presidente del Consiglio (e di conseguenza ai consiglieri) dei nominativi e dei curricula dei candidati prima di procedere alla nomina;

-art. 11 (informazione): non risulta adempiuto quanto contenuto al comma 1 (il Comune assicura la tenuta di apposito Albo pubblico, anche nel proprio sito internet, in cui sono raccolti i dati relativi agli enti, alle aziende, ancorché consortili, alle istituzioni e società partecipate e ai soggetti in essi nominati o designati dal Comune) ed al comma 2 “La Commissione Consiliare di Controllo e Garanzia raccoglie gli indirizzi programmatici approvati dal Consiglio Comunale nonché le eventuali indicazioni operative della Giunta per ciascun ente, aziende, ancorché consortili, istituzioni e società partecipate”; è il caso – ha chiarito Rosetti – della questione concernente l’interdittiva antimafia di Gesenu di cui nulla o poco si è saputo..

Il M5S ritiene che queste violazioni abbiano compromesso l’esercizio delle funzioni di controllo spettanti al Consiglio comunale, ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri; per questo, l’istante ha chiesto alla quinta commissione di accertare:

-le gravi violazioni di cui in premessa e la loro imputabilità;

-la sussistenza dei presupposti per la revoca dei rappresentanti del Comune di cui ai sensi del combinato disposto degli artt. 7, comma 5 e 10 del Regolamento de quo;

eventuali responsabilità amministrative;

-la sussistenza dei presupposti per la segnalazione/denuncia delle predette omissioni a tutte le Autorità competenti.

“Oggi – ha continuato Rosetti – abbiamo soggetti che agiscono, in seno ad Enti o aziende partecipate, in totale autonomia e senza rispondere del loro operato a nessuno. Ciò determina l’obbligo di revocare tutte queste nomine, anche in considerazione delle gravissime violazioni al regolamento compiute, ivi compresa la mancata consegna di documenti legittimamente richiesti dalla sottoscritta”.

Il capogruppo in conclusione ha chiesto di audire in Commissione il sindaco, il presidente del Consiglio e tutti i rappresentanti del Comune in Enti o aziende.

Tracchegiani ha proposto di audire, preliminarmente, sulla questione il Segretario generale al fine di comprendere se l’iter seguito sia stato corretto ed a quali compagini si applichi.

Mirabassi ha sottolineato che, al di là del Segretario generale, è opportuno che gli assessori competenti vengano ricevuti in audizione insieme ai rispettivi rappresentanti del Comune in Enti o aziende per relazionare sullo stato dell’arte.

Alla fine del dibattito la Commissione ha deciso di convocare: Segretario Generale, Sindaco, assessore Bertinelli e Presidente del Consiglio; successivamente, se del caso, si provvederà a convocare i rappresentanti dell’Ente nelle aziende.

“ISTITUIRE UNA CABINA DI REGIA PER RIDURRE I DISAGI DEI CANTIERI”/ COMUNICATO DEL CAPOGRUPPO DI FI. PERARI

“Perugia cambia, viene modernizzata, cerca una ricrescita strutturale e digitale. Cambiare però ha un prezzo, lo sanno bene gli abitanti di Perugia che sono costretti a subire gravi ritardi sulla circolazione per i lavori sulla E-45, così come per l’ammodernamento sul raccordo Perugia-Bettole, per non dire sui cantieri necessari per portare la fibra ottica di Enel e Tim. Questa stato delle cose determina gravi ripercussioni sulla vita giornaliera in termini di disagi per l’intero capoluogo con interminabili file di automobili che esasperano l’intera collettività.

Se tali interventi risultano di importanza strategica per la nostra città, ricordiamo infatti che Perugia rientra tra le prime città italiane che usufruiranno dell’internet ultraveloce, è altresì auspicabile una maggiore coordinazione tra i soggetti coinvolti in questi importanti piani di sviluppo (Anas, Enel, Tim, Comune di Perugia). A tale scopo la Giunta perugina dovrebbe farsi promotrice dell’istituzione di una cabina di regia dove questi importanti attori possano dialogare ottimizzando, eliminando e riducendo i disagi per i cittadini”.