(NewTuscia) – VITERBO – Si è svolto a Daegu, in Corea del Sud, il simposio bilaterale sulle “New Opportunities for Translational Plant Research”, organizzato dall’Ufficio Scienza e Tecnologia dell’Ambasciata d’Italia a Seoul, dal DGIST – Daegu Gyeongbuk Institute of Science andTechnology e dal DIBAF dell’Università degli Studi della Tuscia.

Per l’Italia hanno partecipato l’addetto scientifico Francesco Canganella, Antoine Harfouche dell’Università della Tuscia, Professore di Biotecnologie e Bioimprenditorialità, Francesco Loreto, Direttore del Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari del CNR; Aldo Ceriotti, Direttore dell’Istituto di biologia agricola e biotecnologie del CNR e Alessandra Stella, Direttore scientifico del Parco Tecnologico Padano.

Gli argomenti principali trattati durante i lavori sono stati lo studio degli aspetti molecolari della senescenza e dell’invecchiamento delle piante, così come i meccanismi genetici che regolano la risposta agli stress ambientali. Inoltre si è discusso del trasferimento tecnologico delle scoperte dal laboratorio al mercato. A seguito dei colloqui avvenuti durante il simposio, è nato nei partecipanti italiani un forte interesse di instaurare rapporti di collaborazione costruttivi e duraturi rapporti con la controparte coreana.

“Siamo fortemente convinti che sia giusto evidenziare gli importanti ambiti di ricerca sullo studio di questi aspetti chiave delle piante, dove italiani e coreani sono leaders del settore” ha dichiarato Francesco Canganella, addetto scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Seoul.

“Io credo che la plant translational research, ovvero lo sviluppo della ricerca di base nelle piante finalizzata alla creazione di nuove tecnologie e approcci utili allo sviluppo in campo agricolo, hanno un ruolo vitale in risposta ai cambiamenti climatici” ha dichiarato Antoine Harfouche, esperto di genomica e fenomica di prossima generazione. Il suo gruppo ha sviluppato nuove tecnologie che permette di studiare il telomero delle piante, come biomarker per la senescenza e la rispota agli stress ambientali.

“L’invecchiamento è un aspetto fondamentale della vita, poiché gli organismi invecchiano e muoiono con l’avanzare del tempo” ha dichiarato Hong Gil Nam, direttore del Plant Aging Research Center, DGIST. Il gruppo del Prof. Nam lavora sui meccanismi di regolazione dell’invecchiamento delle piante e degli animali al fine di individuare aspetti comuni tra organismi, contribuendo a creare una maggior conoscenza dei meccanismi biologici coinvolti e contribuendo al trasferimento tecnologico di tali scoperte su scala globale.

“La senescenza nelle piante è uno degli eventi più drammatici legati allo sviluppo di un individuo che si verificano in natura. Nelle piante annuali, la senescenza e la morte dell’individuo dovute all’età, sono considerate strategie vitali nel determinare la miglior nicchia temporale in un particolare contesto ecologico, migliorando così la fitness della specie”, ha dichiarato Pyung Ok Lim, direttore del Department of New Biology, DGIST. Il suo gruppo ha isolato importanti componenti molecolari coinvolte nel processo di senescenza della foglia, fornendo informazioni utili sul controllo dell’invecchiamento nelle piante. La collaborazione con i partners italiani consentirà l’integrazione con dati di fenomica e con altri dati ottenuti dalle ricerche ‘omics’ per connettere gli imput genetici e ambientali con la crescita e lo sviluppo.

Francesco Loreto del CNR, esperto delle interazioni tra la biosfera e l’ atmosfera ha sostenuto che “gli isoprenoidi volatili, finora trascurati dal miglioramento genetico nel settore delle produzioni agrarie, potrebbero essere uno dei principali fattori evolutivi sviluppati come forma di resilienza della fotosintesi in risposta ai cambiamenti climatici, ritardando così la senescenza della foglia”.

Questo incontro tra Italia e Corea ha sottolineato i recenti progressi ottenuti nella genomica, nella fenomica e nelle tecnologie di sequenziamento di nuova generazione, testimoniando come le scoperte ottenute dalla ricerca di base possono essere trasferite in metodologie di sviluppo e miglioramento di importanti caratteri delle piante, di interesse sia agronomico che ambientale.