Il vice presidente della Conferenza delle regioni Toti, presidente della Liguria il Fondo Sanitario nazionale nel 2017 crescerà di 2 miliardi di euro a 113 miliardi complessivi per rispettare i nuovi Livelli essenziali di Assistenza.

(NewTuscia) –

Stefano Stefanini

Il Presidente della Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, al termine della seduta della Conferenza  che ha recentemente presieduto, commentando le ipotesi di tagli alla Sanità, ha dichiarato di aver “letto un’agenzia del premier Renzi che il 15 settembre aveva assicurato che non ci sarebbero stati tagli alla Sanità, intendiamoci, se non ci sono tagli vuol dire che il Fondo sanitario nazionale crescerà nel 2017 di 2 miliardi di euro, passando da 111 a 113 miliardi di euro. lazio

Un minor incremento di quella somma sarebbe di fatto un taglio alle Regioni anche perché a quella cifra bisogna sommare le nuove spese che gravano sul sistema sanitario nazionale. Se il governo non intende rispettare gli accordi e incrementare il Fondo rispetto a quanto stabilito, c’è un reale taglio alla sanità. Altrimenti, se ci sarà l’incremento di 2 miliardi, non ci saranno tagli; staremo a vedere, l’importante è che non ci siano giochi di parole: quest’anno il Fondo sanitario deve crescere di 2 miliardi, è una cifra appena sufficiente per coprire le spese dei nuovi Livelli essenziali di assistenza e il resto, diversamente saranno reali tagli al sistema sanitario nazionale”, ha aggiunto.

“Per quanto riguarda la spending review i Comuni e le Regioni hanno fatto la loro parte fino in fondo, chi è mancato in questi anni è stato l’adeguamento a una maggiore razionalità di spesa del governo centrale che ha ridotto i propri costi di poco piu’ del 10% mentre le Regioni di oltre il 22% e i comuni addirittura del 40%”, ha proseguito Toti.

Sollecitato sul debito pubblico Toti ha sottolineato che è un tema “importante di fronte ad un paese che continua a non crescere: per il secondo anno consecutivo i dati di previsione non si sono verificati giusti a consuntivo, questo incide sul debito e sul deficit. Il buco da colmare tra previsioni e consuntivo è importante, ora vedremo quale legge di stabilità verrà prodotta dal governo”.