Diletta Riccelli

(NewTuscia) – Vi siete mai domandati, con un pizzico di curiosità o solamente per ampliare le proprie conoscenze personali, chi ha imposto le regole del vestire attuale?! Vi trascino, supportati da una buona dose di fantasia, agli inizi del ‘900. Siamo a Parigi, in piena Belle èpoque, città romantica, sognatrice ed esportatrice del ben abbigliarsi sino dal 1500 che, proprio in questi anni, si innalza all’importante carica di capitale dell’haute couture grazie a nomi che risuonano tutt’oggi nel mondo della moda. Uno di questi è sicuramente Paul Poiret che incominciò la sua brevissima ma intensa carriera come figurinista per alcune importanti case di moda parigine.

Se dovessimo fissare una data in cui la moda comincia ad assumere il significato odierno ci possiamo tranquillamente riferire al 24 giugno 1911 quando Poiret, durante uno dei suoi celebri party, fece indossare alla moglie (sua musa ispiratrice) un paio di pantaloni di ispirazione orientale, ed è forse qui che vengono ribaltate tutte le regole del vestire “adeguatamente”. Erroneamente venne riconosciuto a Coco Chanel l’innovazione del pantalone da donna, quando in realtà, questo visionario couturier parigino sin dal periodo antecedente la Prima Guerra Mondiale progettò calzoni femminili di matrice chiaramente orientale per evitare il disgusto dei benpensanti dell’epoca.

Altra innovazione ad opera di Poiret è la sostituzione del busto con delle vesti leggere e comode, sin dal 1500 le donne venivano costrette ad indossare corsetti in metallo o stecche di osso di balena e quando, grazie a varie correnti di pensiero venne considerato antigenico e cause di molte patologie, lo stilista francese prese la palla al balzo e lo eliminò totalmente dalle sue toilette.

Infine un’altra piccola curiosità è la brillante idea di “firmare” un profumo e renderlo la fragranza da abbinare agli outfit dello stesso brand. Ormai consuetudine della maggior parte delle case di moda, fu proprio lanciata da Paul Poiret, che ritenne indispensabile creare una vera e propria collezione di essenze che all’occorrenza venissero accostate ai diversi abiti.

E’ difficile riassumere tutti i cambi di direzione del fenomeno “moda” in poche righe ma spero di aver alimentato curiosità, voglia di conoscere e di ampliare le propria cultura personale.