di Stefano Stefanini

(NewTuscia) – VITERBO – La Conferenza Stato-Regioni del 15 settembre ha dato il via libera al Piano nazionale di sviluppo del turismo 2017-2022, e il ministro per i Beni culturali e il turismo, Dario Franceschini, ha commentato: “E’ stato dato un parere favorevole, adesso il percorso prevede altri passaggi e cioè commissioni parlamentari e poi la delibera del Consiglio dei ministri”.

“Il parere favorevole – spiega Franceschini – era abbastanza naturale perché è stato fatto un percorso fortemente partecipato e condiviso, non soltanto dalle Regioni e dai Comuni ma anche da tutti i privati che si occupano di turismo. Il Comitato permanente lo ha approvato all’unanimità – sottolinea Franceschini – proprio perché è stato fatto per la prima volta un lavoro così partecipato che consente che il piano strategico dei prossimi cinque anni non sia un’indicazione che il pubblica dà ai privati, ma invece frutto di un lavoro comune. Poi dentro quel lavoro condiviso ognuno farà la propria parte”.
“Le specificità del turismo montano siano inserite nel Piano strategico di sviluppo del turismo 2017-2022”. E’ la richiesta del presidente della regione Valle d’Aosta, Augusto Rollandin, che sottolinea come “nel testo si fa menzione del turismo rurale, ma non di quello di montagna”. “La mia richiesta è stata accolta – afferma Rollandin – e quindi nell’elaborazione dei progetti verrà inserita il turismo montano tenendo conto anche del fatto che si parte con l’Euroregione Eusalp, quindi con la parte relativa alla valorizzazione della montagna”.

Il Piano strategico del turismo ha ricevuto il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni del 15 settembre con l’obiettivo di farne rientrare principi, obiettivi e contenuti in tempi utili per il varo della prossima legge di stabilità.

Il piano è previsto dal DL 179/2012 (art. 34-quinquies ) convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.  A questo programma pluriennale) ha lavorato lungamente il Comitato permanente di promozione del turismo in Italia, (istituito con decreto ministeriale 8 agosto 2014 ai sensi  del Codice del Turismo) di cui fanno parte soggetti pubblici e privati coinvolti nel settore, tra cui anche i rappresentanti delle istituzioni territoriali.

Il frutto di questo lavoro è stato proprio il documento relativo al Piano strategico di sviluppo del turismo in Italia (PST), valido per gli anni 2017-2022, che dovrà essere tradotto in piani operativi regionali e che sarà sottoposto a revisioni annuali.

E’ stato dunque seguito un metodo fondato sulla partecipazione e sulla consultazione che ha avuto anche una forte dimensione territoriale. Non a caso il l Piano riconosce nella differenziazione e nella valorizzazione territoriale dell’offerta una leva per la crescita complessiva della competitività del sistema turistico italiano, ma ha lo scopo principale di dare all’Italia del turismo una cornice unitaria, nell’ambito della quale tutti i soggetti interessati possano operare secondo regole omogenee e condivise.  Per questi motivi il documento prevede un insieme di strategie concrete, obiettivi e linee di intervento, per un impegno partecipato e condiviso di istituzioni ed operatori del settore.