Con Ciampi scompare un altro autorevole Padre della Repubblica

L’ apprendimento e l’educazione alle “Virtù pubbliche” per un impegno di Valori per il Bene Comune. Nella sua visita a Viterbo nel 2002: grazie per l’accoglienza a Viterbo, “che persegue con lucido impegno progettuale, forte della laboriosità della sua gente e del felice rapporto fra territorio e centri universitari di insegnamento e di ricerca”.

di Stefano Stefanini

(NewTuscia) – Quando ho letto oggi della morte del presidente emerito  Carlo Azeglio Ciampi, il pensiero è subito andato alla sua esperienza di Capo dello Stato che ha riavvicinato il palazzo al Popolo, con il rigore e la trasparenza di chi ha servito lo Stato prima nella competenza dell’autorità monetaria e nell’ingresso nella moneta unica  europea, e poi come presidente del Italiani, sulla scia  e l’esempio di Sandro Pertini.

Il ricordo è andato alla visita alla Città di Viterbo del  25 febbraio 2002  quando, firmando  sull’Albo d’onore del Comune di Viterbo, il presidente ha scritto:  “A Viterbo, che serba con amore gloriose memorie architettoniche, testimoni di una storia illustre; a Viterbo, che persegue con lucido impegno progettuale, forte della laboriosità della sua gente e del felice rapporto fra territorio e centri universitari di insegnamento e di ricerca, la realizzazione di un modello di sviluppo civile, economico e sociale di cui beneficeranno la Tuscia e l’intera Regione Lazio, va il mio augurio di successo e il mio ringraziamento per la calda accoglienza.

Due suoi libri che conservo gelosamente per i Valori vissuti che riassumono  sono :“Dizionario della Democrazia” edito nel 2005, che raccoglie i discorsi più significativi del suo Settennato presidenziale, e nella cui prefazione Sergio Zavoli caratterizza il presidente  Ciampi come “ un uomo che ha ben presenti le sue distinzioni ideali, morali e civili. Lo accompagna dalla giovinezza, la convinzione che giustizia e libertà siano inseparabili e che la libertà vada difesa, di giorno in giorno, anche dal Quirinale.”

Un altro testo  “ A un giovane Italiano”  scritto nel 2012,   racconta del tentativo di scorgere un ‘domani’ possibile, ispirato da un giovane che ha combattuto, dopo la guerra di Liberazione, ha contribuito alla Ricostruzione e al progresso del suo Paese.  Il possibile domani di coloro che oggi si trovano a vivere quell’età che l’uomo adulto rimpiange quanto più se ne allontana.” I giovani di oggi, per la prima volta, si vedono privati della speranza di un futuro migliore. È questa la grande differenza rispetto a chi ha vissuto drammatiche esperienze come la guerra, l’8 settembre, la lotta di liberazione, ma ha sempre confidato, anche nei momenti più neri, in una rinascita. Di fronte alla crisi che stiamo attraversando, la peggiore dai tempi della Grande Depressione, l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi non intende offrire modelli da seguire né appellarsi all’esperienza.

Per superare un crollo globale che ha messo a nudo responsabilità, limiti, contraddizioni della nostra società, la stella fissa, la bussola indicata da Ciampi “sono i princìpi di libertà, solidarietà, equità”, “il rispetto dovuto alla dignità di ogni uomo, indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle, dalla religione professata; sono i valori alla base della civiltà occidentale”. Su questi princìpi, così come sui concetti chiave di uguaglianza, merito, diritto all’istruzione, Ciampi invita a riflettere ogni “giovane italiano”, e tutti coloro che intendono operare per il bene comune: non si tratta di idee di cui i “vecchi” hanno l’esclusiva, ma di “virtù civili” che le generazioni devono trasmettersi, se vogliamo restituire un senso al nostro stare insieme.

Ho più volte letto e commentato in televisione e su Newtuscia.it con i giovani degli  Istituti superiori in occasione delle festività del 25 aprile e del 2 giugno questo testo, questa “lettera ai giovani italiani di oggi” e sempre ne abbiamo tratto importanti valori di speranza, di volontà,  di impegno  per un domani da migliorare con le proprie capacità personali ed i propri Ideali.   

La partecipazione delle nuove generazioni alla vita delle istituzioni è stato un impegno costante del presidente Ciampi, perché il senso di appartenenza alla Cosa comune alla Repubblica e quindi la partecipazione  politica apra le proprie porte verso l’esterno, coinvolgendo i ragazzi ed i giovani in un circuito virtuoso che servirà, a lungo andare, a favorire la conoscenza del funzionamento della macchina amministrativa e mettere le basi per il ricambio generazionale a partire dagli enti locali.

Dai giovani  viene indirizzato un segnale chiaro al resto del paese: di impegno di una “cittadinanza attiva”, di partecipazione dei ragazzi nel mondo della scuola, con i loro insegnanti, come parte attiva del rinnovamento della società civile, che si esprime e si impegna sui temi di rilevanza costituzionale, in una forma di apprendimento ed educazione alle “Virtù pubbliche” di impegno per il Bene Comune, al di la  dei cattivi esempi che spesso vengono dal mondo della politica :

 

  • la scuola rappresenta uno degli strumenti fondamentali di crescita dei cittadini di domani: per l’art. 34 la scuola è aperta a tutti, deve dare pari opportunità ai capaci e  meritevoli, anche se privi di mezzi, per raggiungere i gradi più alti degli studi;
  • il valore del lavoro affermato nell’art. 35 della Costituzione, inteso in ogni forma autonoma, dipendente, imprenditoriale o professionale, come realizzazione della dignità della persona – in situazione di pari opportunità per tutti i giovani – e per concorrere al progresso socio-economico della nazione, iniziativa economica imprenditoriale e partecipazione dei lavoratori al progresso socio-economico del Paese art. 41;
– lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica (art. 9 della Costituzione), la salvaguardia del patrimonio storico-artistico, dell’ambiente e del paesaggio con il concorso insostituibile dei giovani, organizzati ed impegnati  nei vari  gruppi di volontariato culturale, socio assistenziale e civile.

–         la scuola ed in particolare gli Enti locali, i comuni possono promuovere, in collaborazione con le famiglie, la  partecipazione   dei  giovani   alla   vita   politica e amministrativa  locale,  facilitando anche  la conoscenza, da parte dei giovani, dell’attività e delle funzioni dell’ente locale, degli istituti di partecipazione pubblica nelle organizzazioni di volontariato socio-assistenziale in favore di chi ha bisogno, di rappresentanza politica e sindacale .

Il presidente Ciampi ha più volte ribadito:“….Oggi la nostra Costituzione è viva e attuale, perché in essa gli italiani si riconoscono ogni giorno, per il loro attaccamento al lavoro, alla solidarietà, all’impegno per la Patria, nel servizio civile e militare, nelle  amministrazioni dello Stato, nelle Forze dell’Ordine, ma anche nel volontariato e nella semplice educazione alla libertà e alla collaborazione tra i cittadini.” Queste parole pronunciate il 25 aprile 2003 al Quirinale (“Dizionario della Democrazia” pag.63) appaiono oggi, nel giorno della morte di Ciampi, ancora più attuali, di invito  a sentirci tutti parte di un Progetto di crescita sociale e ci rendono , nonostante tutto, orgogliosi di essere italiani.