“COMUNE DI PERUGIA: SULLE PARTECIPATE NESSUN CONTROLLO E GRAVI OMISSIONI”/ COMUNICATO STAMPA DEL CAPOGRUPPO M5S ROSETTI

(NewTuscia) – PERUGIA – “Il M5S è stato costretto all’ennesima attivazione della Commissione controllo e garanzia del Comune di Perugia, quella Commissione in cui si controlla la legittimità dell’operato dell’Amministrazione e della Giunta.

Da oltre due anni ovvero dall’inizio della consiliatura si continuano a perpetrare violazioni gravi in termini di controllo sulle società ed enti partecipati così come disposto dall’apposito regolamento comunale in tema di indirizzi, designazioni e revoche dei rappresentanti del Comune nei diversi enti e aziende. Secondo il M5S sono state violate a più riprese le disposizioni del regolamento in ordine agli obblighi generali di pubblicità e trasparenza sulle nomine che non solamente prevede l’obbligo di affissione di un apposito avviso sull’albo pretorio, perché chi ritiene di avere il profilo giusto possa candidarsi all’incarico, ma la comunicazione ai gruppi consiliari comunali ovvero a tutte le forze politiche oltre che ai presidenti delle commissioni consiliari dell’avviso stesso, delle candidature ai vari ruoli e dei relativi curricula.

Violata anche la disposizione che impone entro sessanta giorni dalle singole nomine che il Sindaco riferisca in Consiglio sugli indirizzi specifici dati a ciascun ente. Disattesa poi la disposizione che prevede un obbligo di motivare, secondo il M5S anche in maniera comparativa, le designazioni fatte che dovrebbero basarsi non sul manuale Cencelli ma sulle effettive e comprovate capacità tecniche. Inoltre – e qui la violazione più eclatante e grave – dovrebbero pervenire da parte dei soggetti designati dal Comune tanto al Sindaco che al Presidente del Consiglio (quindi per suo tramite a tutte le forze politiche) gli ordini del giorno delle assemblee ordinarie e straordinarie, informazioni aggiornate sui piani industriali e il loro stato di attuazione ed ogni anno dovrebbe essere presentata una relazione dettagliata sullo stato dell’ente/azienda, sull’attività svolta in base agli indirizzi dati dall’Amministrazione, con contestuale trasmissione dei bilanci consuntivi e preventivi accompagnate dalle relazioni dei collegi sindacali. Relazioni non fine a se stesse ma destinate ad essere discusse da ciascuna commissione competente.

Obblighi, questi ultimi, fondamentali, in quanto presupposto per l’esercizio di quel potere di controllo che spetta a ciascuna forza politica tanto più se di opposizione sul corretto operato dei rappresentanti del Comune in seno alle aziende ed enti partecipati, ma anche sul corretto operato delle aziende stesse. Omissioni quelle citate che potrebbero portare soprattutto se gravi e reiterate anche alla revoca dei soggetti designati. Ma qui le violazioni ed omissioni gravi sono anche in capo a chi sulla corretta attuazione di tale regolamento e delle prerogative del Consiglio comunale e delle singole forze politiche (gruppi consiliari) doveva vigilare anche come garante del principio di legalità, spesso sbandierato, ma sistematicamente disatteso in un settore strategico, come le vicende delle interdittive antimafia dimostrano. Il M5S non si limiterà all’attivazione della Commissione di controllo e garanzia, di cui ha chiesto al Presidente l’attivazione urgente”.

Di seguito la richiesta di attivazione della V commissione:

“PREMESSO

con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 63, del 09/11/2009, adottava il “Regolamento sugli indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni”;

Il Regolamento de quo stabilisce a carico del Sindaco, del Presidente del Consiglio Comunale e dei soggetti nominati a rappresentare il Comune di Perugia in seno ad Enti, Aziende e Istituzioni degli obblighi ben determinati, i quali risultano gravemente e reiteratamente violati. In particolare, risulta violato:

l’art. 1 “Criteri generali di pubblicità e di trasparenza”, comma 2, il quale stabilisce. “La pubblicità è garantita da apposito avviso del Sindaco, affisso all’Albo Pretorio e nelle sedi comunali, da inserimento nel sito internet del Comune, nonché da comunicazioni ai gruppi consiliari comunali, ai presidenti delle commissioni consiliari, ad altri enti e istituti di partecipazione popolare, ove costituiti, e agli organi di informazione;

l’art. 2 “Indirizzi programmatici”: “Entro sessanta giorni dalla nomina o designazione dei rappresentanti del Comune, il Sindaco presenta al Consiglio Comunale le linee di indirizzo per l’attività di ciascun ente, azienda, ancorché consortile, istituzione e società partecipata;

l’art. 3 che disciplina i requisiti generali e stabilisce che i rappresentanti del Comune devono possedere una competenza tecnica, giuridica o amministrativa speciale ed adeguata alle specifiche caratteristiche della carica e che a tal fine i rappresentanti sono scelti considerando le qualità professionali e le competenze risultanti da: titoli di studio, incarichi professionali, incarichi accademici e in istituzioni di ricerca, pubblicazioni, esperienza amministrativa o di direzione di strutture pubbliche e private, impegno sociale e civile.

Da tale disposizione normativa si evince chiaramente l’obbligo di motivazione dell’atto di nomina che deve rendere conto anche in termini comparativi dei requisiti che hanno comportato sulla base dei predetti criteri la designazione di uno specifico rappresentante;

l’art. 7 “Obblighi dei nominati e designati”, comma 1: “All’atto della nomina o designazione presso enti, aziende autonome, ancorché consortili, società partecipate o istituzioni, il soggetto deve rendere pubblica la propria situazione reddituale, patrimoniale e associativa, in analogia con quanto previsto per i consiglieri comunali all’art. 41, comma 5 dello Statuto. Del comma 3, in base al quale i rappresentanti del Comune sono tenuti all’osservanza dei seguenti adempimenti nel rispetto di quanto previsto dalle leggi di riferimento: a) ad intervenire, se richiesti, alle sedute delle Commissioni consiliari e a produrre l’eventuale documentazione richiesta, ivi compresi i verbali delle assemblee;

l’impossibilità ad intervenire dovrà essere comunicata con tempestività, b) a trasmettere al Sindaco e alla Presidenza del Consiglio Comunale l’ordine del giorno delle assemblee ordinarie e straordinarie contestualmente alle rispettive convocazioni, c) a fornire ai soggetti di cui alla precedente lettera b), tempestiva informazione circa le previsioni del piano industriale e le eventuali procedura di modifica dello stesso, d) a presentare al Sindaco e alla Presidenza del Consiglio Comunale una relazione informativa annuale sullo stato dell’ente/azienda e sull’attività da essi svolta sulla base degli indirizzi avuti, concordata e sottoscritta da tutti i membri nominati in rappresentanza del Comune; in caso di dissenso il rappresentante presenta propria relazione informativa. La relazione informativa, redatta sull’allegato modello che si compone di due parti (A e B) predisposto per omogeneità di lettura, dovrà essere presentata entro il mese successivo all’approvazione del bilancio di esercizio annuale.

La relazione dovrà essere accompagnata da: bilancio consuntivo e nota integrativa, relazione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, certificazione della Società di Revisione se adottata, bilancio di previsione dell’esercizio in corso o, in mancanza, dall’indicazione degli orientamenti societari previsionali per l’esercizio in corso nell’apposita parte B.

Le relazioni sono portate tempestivamente a conoscenza dei gruppi consiliari e dovranno essere oggetto di verifica nella commissione competente.

Il mancato adempimento agli obblighi di cui al presente articolo può comportare la revoca del rappresentante del Comune da parte del Sindaco;

l’art. 9 “Informativa del Sindaco”, comma 1: il Sindaco comunica al Presidente del Consiglio comunale, che ne dà tempestiva informazione ai Consiglieri comunali, i nominativi e i curricula delle persone che intende nominare o designare prima di procedere alla nomina, dando atto di aver congruamente valutato i curricula presentati;

l’art. 11 “Informazione”, comma 1: “il Comune assicura la tenuta di apposito Albo pubblico, anche nel proprio sito internet, in cui sono raccolti i dati relativi agli enti, alle aziende, ancorché consortili, alle istituzioni e società partecipate e ai soggetti in essi nominati o designati dal Comune, comma 2: “La Commissione Consiliare di Controllo e Garanzia raccoglie gli indirizzi programmatici approvati dal Consiglio Comunale nonché le eventuali indicazioni operative della Giunta per ciascun ente, aziende, ancorché consortili, istituzioni e società partecipate;

CONSIDERATO

tutte le predette disposizioni normative risultano gravemente e reiteratamente violate, in quanto nessuna delle predette disposizioni ha avuto corretta e compiuta applicazione, dando luogo a delle omissioni tuttora in essere, che compromettono di fatto l’esercizio da parte del Consiglio Comunale, dei gruppi consiliari e dei singoli consiglieri della funzione di controllo agli stessi attribuita dalla legge, sull’operato del Sindaco, della Giunta Comunale e dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni e società partecipate;

Tutto ciò premesso, il Gruppo Consiliare M5S

CHIEDE

la pronta attivazione della Commissione di Controllo e Garanzia, al fine di accertare:

le gravi violazioni di cui in premessa e la loro imputabilità;

la sussistenza dei presupposti per la revoca dei rappresentanti del Comune di cui ai sensi del combinato disposto degli artt. 7, comma 5 e 10 del Regolamento de quo;

eventuali responsabilità amministrative;

la sussistenza dei presupposti per la segnalazione/denuncia delle predette omissioni a tutte le Autorità competenti”.

“SOSTEGNO ALL’INCLUSIONE ATTIVA: UNA GOCCIA NELL’OCEANO DELLA POVERTÀ”/ COMUNICATO STAMPA DEL CAPOGRUPPO M5S ROSETTI

“Dal due settembre è possibile presentare le domande per l’inclusione attiva presso il proprio Comune. Per il M5S di Perugia è una risposta inadeguata. Per questo porteremo avanti a livello comunale la nostra battaglia per il reddito di cittadinanza. Sono altre 10 anni che la crisi “morde” le famiglie umbre, coinvolgendo i nostri cittadini in una spirale di incertezza senza fine.

Mentre la nuova SIA si propone di sostenere circa 6000 famiglie (dati INPS regionale),  molte altre vivono situazioni di forte difficoltà. Gli ultimi dati disponibili indicano che il 10,9 % delle famiglie umbre, circa 41.000, vivono al di sotto della soglia di povertà, una percentuale più alta della media registrata nelle altre regioni del centro (7,5%) (fonte: coesionesociale.stat). Per coloro che non riescono a raggiungere uno standard di vita adeguato, non c’è ancora alcun aiuto, in una regione che nel periodo 2004-2016 ha visto raddoppiare il tasso di disoccupazione che ad oggi si attesta al 10,2%. Per la Caritas perugina, ammontano a circa 1600 le richieste di aiuto annuali alle strutture della sola associazione, che ha distribuito 177 tonnellate di prodotti di prima e primissima necessità. Quarantenni, stranieri, che spesso abitano in affitto e il più delle volte hanno perso il lavoro. Questo è l’identikit del “povero di oggi”.

Un malessere diffuso oltre la povertà assoluta, che non permette al 74% delle famiglie umbre di risparmiare, mentre quasi il 40% delle famiglie non riesce a far fronte a spese impreviste, con punte del 43,5% per le famiglie con 2 figli minori. La riduzione del reddito disponibile ha indotto le famiglie a ridurre la spesa per beni o servizi essenziali per continuare a sostenere il costo di quelli meno comprimibili. E mentre i poveri rinunciano anche alle cure mediche (il 7% degli umbri, con punte che arrivano fino al 10,1% della popolazione, rinuncia alle terapie ed alle prestazioni mediche), aumentano le disuguaglianze, e crescono i crimini minori.

In Umbria nei primi 6 mesi del 2016 c’è stato un aumento del 51% delle truffe nei confronti di anziani. Il 16,5% degli umbri  correre il rischio di diventare povero, mentre il 5,2% rischia di affrontare una grave deprivazione materiale La povertà corre, ma le istituzioni rimangono ferme al 2012, anno in cui è stato pubblicato dall’Osservatorio regionale sulle povertà il suo ultimo rapporto. Sulla povertà occorre una svolta decisa, e non è certo con la misura del governo del sostegno all’inclusione attiva che si può affrontare la sfida della povertà. Il Sostegno all’Inclusione attiva, così come concepito, è una goccia nell’oceano, niente di più che un aiuto precario (massimo dodici mesi e fino ad esaurimento delle risorse), quando occorrerebbe invece un intervento strutturale.

Sembra che gli interventi di sostegno su base territoriale copriranno le esigenze di non più di 3000 persone svantaggiate e con disabilità di qui al 2020, mentre quelli a regia regionale non più di 6800 in cinque anni. All’appello è evidente che manchino ancora troppe famiglie. Infatti, il Sia non copre secondo le previsioni neppure un quarto delle famiglie bisognose. Il Movimento 5 stelle continuerà a battersi per il reddito di cittadinanza, strumento che diventa ogni giorno più importante per combattere la povertà nella nostra regione, colpita in maniera durissima dalla recessione del paese. Ma il nostro ordine del giorno attende da oltre un anno di essere discusso con l’assessore regionale al sociale. L’ex assessore regionale Paparelli, rifiutò di venire in commissione consiliare. La risposta ai diritti sociali oggi è la vera priorità”.

CONSIGLIO COMUNALE/ LUNEDI’ 12 SETTEMBRE ALLE 15.30 LA SEDUTA

Il Consiglio comunale si riunirà, in prima convocazione, lunedì 12 settembre a partire dalle ore 15.30. L’eventuale seconda convocazione è fissata per mercoledì 14 settembre alle 16.30.

Le pratiche in programma:

1)approvazione dei verbali delle precedenti sedute;

2) Comparto “CE36” di Pieve di Campo (art 94  del Tuna). Nuova adozione piano attuativo in variante al PRG – Parte operativa. Revoca DGC 302 del 9/08/2012

Seguirà l’esame di mozioni ed ordini del giorno.