IV commissione consiliare cultura/ discusso l’odg di Bori e Castori sull’onlus il Pellicano

(NewTuscia) – stemma di PerugiaLa IV Commissione Consiliare Permanente Cultura ha analizzato questo pomeriggio l’Ordine del giorno dei Consiglieri Bori e Castori: Garantire stabilità e continuità al servizio della Associazione Onlus “Il Pellicano” per la cura dei disturbi del comportamento alimentare.

Illustrando l’atto, gli istanti hanno riferito che Il Pellicano è una associazione ONLUS con sede a Perugia; la stessa si occupa di disordini alimentari, opera in convenzione con l’Asl n.2, l’Azienda ospedaliera di Perugia e con la Facoltà di Medicina dell’Ateneo perugino.

Il Pellicano, nonostante le note difficoltà finanziarie e organizzative in cui operano oggi i servizi sanitari, è stata in grado di rispondere in modo adeguato alle tantissime richieste di sostegno terapeutico grazie all’importante contributo di volontari.

L’onlus ha portato avanti nel tempo importanti progetti (di studio, sensibilizzazione ed informazione), collaborando con soggetti quali la facoltà di medicina di Perugia, psicologia, scienze della formazione e della nutrizione, università La sapienza di Roma.

Da molti anni la ONLUS offre alla città di Perugia un servizio indispensabile sopportando costi notevoli, con un contributo irrisorio da parte del pubblico.

L’attuale sede, di proprietà della Asl, è stata ristrutturata a spese della ONLUS con una raccolta fondi di 150.000 euro (100.000 € come contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, 50.000 € come contributo di famiglie e volontari). Tale ristrutturazione si è resa necessaria in quanto operazione indispensabile ai fini dell’accreditamento regionale;

La successiva azione da avviare era la richiesta da parte della ASL, proprietaria dell’immobile, al Comune di Perugia del cambio di destinazione d’uso dei locali ma ancora dopo ben otto mesi tale richiesta non è avvenuta.

In considerazione dell’importanza del servizio, pertanto, gli istanti hanno chiesto di impegnare l’Amministrazione:

-A promuovere l’attività della ONLUS “il Pellicano” presso Regione e Asl perché l’Associazione possa continuare ad operare nel migliore dei modi nella cura dei disturbi alimentari;

-A garantire nel suo ruolo di Autorità Sanitaria Locale la stabilità e la continuità di un servizio indispensabile per una patologia così complessa e diffusa in particolare tra giovani e donne.

La responsabile del servizio, dott.ssa Maria Assunta Pierotti, ha confermato che quanto contenuto nell’odg rappresenta lo specchio fedele della situazione.

In avvio la dott.ssa ha fornito un quadro generale del tema. Oggi ci sono circa 3 milioni di persone che soffrono di questa malattia terribile, nove su dieci sono donne con età media molto bassa. Il problema principale è che queste persone non vogliono curarsi, perché la loro identità si fonda propria sulla malattia; una malattia che, purtroppo, ha un indice di mortalità molto alto e che ingenera sempre forti conflittualità all’interno delle famiglie.

In questo contesto il Pellicano ha cercato di costruire un servizio capace di accogliere le persone, affinché quest’ultime accettassero le cure. Per farlo serve un luogo non sanitario ed accessibile; ciò è quanto avviene a Perugia dove è stata creata una struttura virtuosa grazie al volontariato. Il Pellicano nasce, in particolare, come associazione di pazienti e fonda il servizio sul sistema del mutuo-aiuto ed il sostegno di professionisti specializzati.

Negli anni l’associazione ha ben funzionato, pur rimanendo sempre sotto traccia; ora, però, dopo tanti sforzi, il Pellicano vuole ottenere in via definitiva l’accreditamento da parte di Asl, facendo un passo ulteriore rispetto all’attuale convenzione in essere.

Va ricordato che, sulla base del sistema vigente, oggi il Pellicano riceve da Asl un contributo di 30mila euro annui, cifra irrisoria in relazione alle circa 100 persone che vengono ospitate all’anno (80 delle quali in modalità intensiva).

La sede dell’Associazione, dopo quasi 20 anni di attività, è stata finalmente rimessa norma, ma per ragioni burocratiche l’iter-accreditamento è bloccato come ben illustrato nell’odg.

In mancanza di sviluppi positivi, il pericolo è che il servizio debba chiudere, con conseguenze deleterie per la città.

Il dott. Bottaccioli ha riferito che è necessario il riconoscimento sociale del ruolo svolto dal Pellicano, associazione che, nonostante le mille difficoltà, non può sottrarsi dall’accoglienza delle persone bisognose di aiuto.

L’assessore Edi Cicchi ha evidenziato che quanto riferito dagli ospiti e scritto nell’odg fa riflettere; certamente ciò che emerge dall’esperienza è che a Perugia esiste una struttura, come il Pellicano, che lavora in un campo difficile da 20 anni in maniera virtuosa.

L’assessore ha precisato che l’attuale normativa prevede che tutte le strutture private al fine di essere convenzionate devono ottenere il cosiddetto accreditamento.

Questo è quanto si auspica possa ottenere il Pellicano, centro diurno che non ha eguali a Perugia. Ovviamente l’accreditamento è possibile solamente ove il privato richiedente sia in grado di dimostrare il possesso di specifici requisiti, sia strutturali (sede) che di personale.

Ove il percorso si concluderà  positivamente, ciò determinerà di fatto l’equiparazione del soggetto privato al servizio pubblico.

Insomma l’auspicio espresso dall’assessore è che l’attuale situazione, da lei definita anomala, possa essere superata, accelerando e completando l’iter che porterà all’accreditamento definitivo.

Bori, riprendendo la parola, ha sottolineato che è necessario risolvere un problema, eliminando l’ostacolo che impedisce all’iter di fare il suo corso.

Entrando nel merito della vicenda, il consigliere Pd ha confermato che effettivamente le patologie legate all’alimentazione hanno subito negli ultimi anni un’accelerazione.

Si tratta peraltro di casistiche molto differenti l’una dall’altra.

Quello del Pellicano, di fronte a dati allarmanti, è un servizio molto utile, soprattutto in considerazione del modello che ivi si è sviluppato (volontariato e mutuo-aiuto).

“Avendo la fortuna di avere a Perugia questa eccellenza, dobbiamo essere in grado di valorizzarla, sostenendola con azioni concrete”.

A questo punto Bori ha chiesto di poter approfondire la situazione invitando per un’audizione i rappresentanti di Asl, Comune e Regione.

Secondo Vignaroli la vicenda descritta è l’esempio di come in Italia si faccia fatica ad applicare il principio della sussidiarietà. Molte volte, infatti, le iniziative che provengono dai cittadini sono sottoposte ad una regolamentazione normativa eccessiva, creando disparità rispetto al pubblico. Il consigliere di Progetto Perugia ha rivolto un ringraziamento al Pellicano per l’importante servizio svolto che, a suo dire, non ha nulla da invidiare rispetto a quello pubblico.

Castori, nel porre l’accento su alcune delle questioni avanzate dagli ospiti (scarsa conoscenza della struttura da parte dei citatdini, malattia grave che registra forti conflittualità familiari e resistenze da parte dei pazienti, alto tasso di mortalità), ha invitato Commissione e poi Consiglio a concludere al più presto l’iter di approvazione dell’odg al fine di dare risposte concrete al Pellicano.

Rosetti ha sottolineato come in Umbria esistono alcune strutture pubbliche specializzate tutte ubicate fuori Perugia (es. Todi o Altotevere).

Peraltro, secondo il capogruppo del M5S, in questa specifica materia oggi si registra una evidente buco normativo che, vista la delicatezza della malattia, andrebbe colmato al più presto. Su questo l’intervento della Regione è quantomeno auspicabile.

In senso generale Rosetti ha chiesto di sapere se il Pellicano svolge un servizio di tipo terapeutico e da dove provengano (Comune, asl, ecc.) i soggetti che si rivolgono alla struttura.

La dott.ssa Pierotti ha chiarito che il Pellicano lavora in rete con tutti i servizi sanitari locali, fornendo un’attività che non è presente nemmeno all’interno dell’ospedale perugino.

Facendo una fotografia dell’esistente, la responsabile ha riferito che attualmente molte regioni italiane sono indietro nella cura di questo tipo di malattie. L’Umbria, in questo contesto nazionale, si trova in una situazione migliore, ma non certo ottimale.

Insomma la malattia in questione è una di quelle su cui si può e si deve ancora lavorare molto.

A questo punto la commissione ha deciso di rinviare la votazione finale dell’atto, al fine di poter convocare per un’audizione tutti i soggetti interessati, partendo proprio dall’Asl.