Giubileo di “Gloria”: un Trasporto superbo (Foto e video)

Gaetano Alaimo

(NewTuscia) – VITERBO – La misericordia. Questo concetto che Papa Francesco ha cercato di riportare all’attenzione istituendo unDSC_3847 DSC_3848Giubileo di preghiera e impegno sociale e comunitario dei cristiano. Un concetto che va oltre la stessa religione e che abbraccia anche chi non crede per fare dell’umanità qualcosa di nuovo e rigenerato.
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I Facchini di Santa Rosa, simbolo della viterbesità e nati per onorare e ricordare la patrona di Viterbo, non ci hanno pensato un attimo a fare del Trasporto di “Gloria” di quest’anno un momento che riunisse tutti questi principi del Giubileo. I fatti tragici dei nostri tempi, quelli provocati dall’uomo e quelli naturali, in cui l’uomo ha comunque sempre una sua parte, sono stati un’ulteriore motivazione per un Trasporto 2016 dai connotati straordinari.

Le dediche volute dal Sodalizio si sono rivolte prima alla vitDSC_3840erbese Nadia Benedetti, uccisa barbaramente dai terroDSC_3836risti a Dacca quindi alle vittime del terremoto di Amatrice e degli altri paesi laziali e marchigiani, passando per un ricordo dei Facchini che sono volati in cielo e il “miracolo” di Santa Rosa del 1986, quando la Macchina si stava piegando su se stessa.

Insomma, un Trasporto, quello di ieri sera, che verrà ricordato per tante ricorrenze, compreso per il fatto che si è fatto di sabato. E la gente, come prima e più di prima, fin dai primi momenti della giornata di ieri ha affollato ogni posto utile per aspettare la santa bambina a bordo della sua Macchina: una tradizione di fede che coinvolge in primis tantissimi giovani e, questo, va contro chi pensa che gli under non possano provare determinati sentimenti e momenri di fede. Bastava solo parlarci un attimo per vedere negli occhi di ragazzi poco più che quindicenni la felicità di stare tutti insieme, alcuni anche da più di un giorno, in una Viterbo surreale. Bloccata in ogni ingresso verso il centro fin dalla mattina: c’è una tappa in più a via Marconi e incombe l’allarme sicurezza. Fattori sufficienti per un dispiegamento imponente delle forze dell’ordine e l’attenzione massima per ogni dettaglio.
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Ne è derivata la necessità di fare presto. Alle 20,45 i Facchini avevano già effettuato la benedizione in articulo mortis nella chiesa di San Sisto e, tra emozione e la consapevolezza che il percorso era più lungo, l’organizzazione ha spinto per rispettare la tabella di marcia.

A piazza Fontana Grande l’arrivo è agevole, ma il caldo afoso si fa sentire e qualche facchino è un po’ provato, ma nulla di grave. Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio, è soddisfatto. Il sindaco Michelini pure.

Si riparte. Il tratto di via Cavour dà lo slancio giusto mail peso squilibrato verso i ciuffi anteriori e le spallette davanti. Nessun problema, però, a parte il già citato caldo umido che non dà tregua. La diretta del Trasporto di quest’anno, dalla Tv allo streaming, regala emozioni su emozioni e noi, che stiamo a due passi dai facchini, oltre alla diretta web sul nostro giornale abbiamo cercato di riprendere vari attimi via facebook. Con alterne fortune, ma è il bello della diretta….

L’arrivo a piazza del Comune dura un po’ più della media, ma serve ai cavalieri della santa bambina a rifocillarsi con il tradizione saluto in Prefettura. Giusto il tempo di fare le verifiche di sicurezza generali e il pensiero va a piazza delle Erbe, che viene toccata verso le 22.30.

Il capofacchino Sandro Rossi, nervoso alla prima fermata, si scioglie e vede che tutto andrà bene. Ce lo dice a piazza delle Erbe: ha caldo anche lui, ma la sua forza d’animo non teme soste. Si riparte veloci.

Ora c’è il tratto più rischioso: la strettoia verso il Suffragio. Il punto dove molti, sconsiderati, in tanti anni hanno provato a toccare la Macchina, che passa a pochi centimetri dalle abitazioni. Il passaggio è ancora agevole, e la gente e i Facchini si tolgono di dosso la tradizionale suspense.

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Ora si viaggia verso piazza del Teatro, ma la girata non termina verso la basilica di Santa Rosa ma si va verso via Marconi. E’ il gesto dei Facchini in onore del Giubileo della Misericordia, che si aggiunge al trasporto del corpo incorrotto di Santa Rosa, per due giorni, al Duomo.

Le due fermate che servono per raggiungere la prossimità di piazza dei Caduti sembrano non allentare il ritmo dei Facchini che, in meno di 45 minuti, sbrigano la pratica.

Ora Rosina è di nuovo a piazza del Teatro, ma girata verso la sua casa: la basilica.

DSC_4391 DSC_4408Ci si ferma di nuovo più della media, ma anche qui è la tradizione.

Tutti i Facchini tornano a rifocillarsi e le corde vengono subito portate per issare la Macchina che sta per  risalire, esattamente un anno dopo, sulla forte pendenza che porta davanti la basilica di Santa Rosa. Qui le forze dell’ordine si impongono per evitare qualsiasi rischio: dopo un po’ di chiarimenti riusciamo a salire in cima, per attendere l’ultimo volo di Santa Rosa. Che avviene esattamente allo scoccare della mezzanotte, quando tutti i Facchini, comprendendo chi tira le corde e i cavalletti, insieme portano in trionfo per la seconda volta “Gloria” di Raffaele Ascenzi.

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Lo fanno per Viterbo, per Nadia Benedetti, per le vittime del terremoto e del terrorismo.

 

Un altro miracolo è avvenuto.

 

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Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21