A Palazzo dei Priori ospiti le città delle macchine a spalla: “Stringere legami con Viterbo”

robert rydlberg
L’ambasciatore svedese Robert Rydberg

Maurizio Fiorani

(NewTuscia) – VITERBO – Trasporto della Macchina di Santa Rosa vista da Palazzo dei Priori: la Rete delle Macchine a spalla lascia il segno. Il riconoscimento Unesco alla manifestazione del Tre Settembre viterbese, incarnato in quello che in tanti, in Italia, chiamano il Campanile che cammina, non poteva non portare i rappresentanti istituzionali delle altre tre città che hanno ricevuto l’ambito titolo, Palmi, Nola e Sassari, a fare visita al sindaco Leonardo Michelini.

Insieme a loro, ovviamente, non poteva mancare chi ha permesso, attraverso l’esame delle pratiche presentate per l’ottenimento del riconoscimento Unesco, il sì a un titolo così importante: il professore Francisco Morales, referente Unesco e Patrizia Naldi, ideatrice e responsabile della Rete delle città delle macchine a spalla. Insieme a loro un illustre esponente del mondo istituzione del nord Europa, l’ambasciatore di Svezia Robert Rydberg, insieme al Comandante generale dei Carabinieri, Tullio Del Sette.

Di esponenti politici nazionali solo il sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova.

Tra gli ospiti locali l’On. Giuseppe Fioroni, i consiglieri regionali Enrico Panunzi e Daniele Sabatini, il Patron della Viterbese Castrense Piero Camilli, la direttrice del carcere di Mammagialla Teresa Mascolo, il magnfico rettore dell’Unitus, Alessandro Ruggieri e i vertici militari del noastro territorio.

gianni quaranta architetto
L’architetto Gianni Quaranta

Il ricordo di Viterbo è forte negli svedesi per la presenza di Re Gustavo a Viterbo negli anni Ottanta per fare mecenatismo nel settore del recupero dei beni storici del territorio. “E’ la prima volta che vengo a Viterbo a vedere dal vivo il trasporto – ha detto l’ambasciatore svedese – è da un anno che sono in Italia in veste di ambasciatore. C’è un legame speciale che unisce Viterbo alla Svezia, questo grazie a Re Gustavo, che venne alcuni decenni fa nella Tuscia per compiere mecenatismo nel settore della cultura. Questa sera ho provato una forte emozione, in questa festa si uniscono, la fede religiosa, la tradizione e la cultura di una città splendida come Viterbo. Un’esperienza fantastica. Il riconoscimento Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità contribuirà a far conoscere Viterbo a livello internazionale e spero di ritornare presto qui”.

Nello specifico, le altre città che hanno vinto il riconoscimento Unesco erano rappresentate dai membri della Fareda dei Candelieri di Sassari, con tanto di presenza dell’assessora alla cultura del Comune di Sassari Raffaella Sau,
quelli dei Gigli di Nola e della Varia di Palmi, manifestazioni aventi carattere folcloristico, culturale e religioso.

Il professor Francisco Morales ha contribuito a fare conoscere la Rete delle Macchine a spalla, essendo il referente Unesco, insieme alla professoressa Patrizia Naldi.

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L’ideatrice e responsabile della rete delle Macchine a spalla, Patrizia Naldi
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A sinistra l’assessora di Sassari, Raffaella Sau

“Il progetto della Rete delle città aventi manifestazioni delle macchine portate a spalla è stato ideato 10 anni fa, poi nel 2010 è iniziato il percorso e l’iter procedurale sia per la candidatura che per il riconoscimento, per poi giungere nel 2013, dopo appena tre anni, al riconoscimento di bene immateriale dell’umanità, un risultato prestigioso raggiunto facendo squadra ed un percorso comune”.

“E’ la prima volta che sono a Viterbo e che vedo dal vivo il Trasporto – ha detto Morales -, è un onore unico perché in questa festa si vedono la forza e la fede religiosa di una comunità e di un popolo ed il loro attaccamento alle proprie tradizioni ed alla propria cultura, una cosa molto importante in un mondo sempre più globalizzato, dove si stanno perdendo i valori e le proprie identità culturali”.

Dalla Sardegna è venuta con grande entusiasmo l’assessora di Sassari Sau. “E’ la prima volta che vengo a Viterbo ad assistere alla vostra festa, anche se ogni anno il 3 settembre mandiamo una delegazione del nostro Comune a Viterbo. Ho visto molta partecipazione popolare della popolazione di Viterbo, che assiste con trepidazione e partecipazione e fede religiosa. Possiamo fare un confronto tra le due feste: sono diverse perché da noi a Sassari ci sono 11 candelieri che sfilano ma con Viterbo ci  accomuna il senso d’appartenenza delle popolazioni locali alle proprie tradizioni e l’attaccamento alle radici culturali e religiose. Certamente il riconoscimento Unesco ha contribuito a rafforzare la Rete delle città delle macchine a spalla e rappresenta una prospettiva sociale e di sviluppo dei territori che permetterà di fare conoscere e promuovere a livello turistico e culturale la conoscenza delle tradizioni locali”.

Un habitué di Palazzo dei Priori è l’architetto Gianni Quaranta. “E’ ormai la terza volta  che vengo a Viterbo per assistere al trasporto della macchina di Santa Rosa. E’ sempre una grande emozione vedere una così grande partecipazione popolare ed il Trasporto crea un’atmosfera incredibile e suggestiva. Il riconoscimento Unesco ha attribuito maggiori valore e visibilità a livello mondiale, dimostrando l’importanza delle nostre tradizioni”.