Gaetano Alaimo
(NewTuscia) – VITERBO – Santa Rosa, il corpo dopo 81 anni torna nel Duomo di Viterbo. Il primo miracolo la santa bambina lo ha fatto perché ha battuto la pioggia che, per molte ore, aveva messo a rischio un evento che non si svolgeva dal 1935 e che, voluto dal Sodalizio dei Facchini per il Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco, ha rappresentato il massimo della devozione dei viterbesi verso la loro patrona.
Malgrado il tempo incerto era un fiume umano quello che si è visto ieri sera lungo il tragitto che ha portato il corpo di Santa Rosa dalla sua basilica alla cattedrale di San Lorenzo. Tanti fedeli che, in occasione dell’indulgenza plenaria che Papa Francesco concede in occasione dell’Anno Santo, hanno voluto sia confermare l’amore verso Santa Rosa che dimostrare la loro vicinanza concreta per un evento che non solo è eccezionale ma che, in tempi di odio tra i popoli e guerra, vuole mandare un chiaro messaggio di pace universale e ritorno al dialogo.
Sono tutti principi che sono stati ricordati sia dal vescovo di Viterbo, mons. Lino Fumagalli, poco dopo l’arrivo del corpo incorrotto di Santa Rosa in Duomo, che dal presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini.
“L’esempio di Santa Rosa – ha affermato il vescovo Fumagalli – torna oggi immenso per tutti noi.Dobbiamo essere testimoni dell’amore che Dio ha per noi ogni giorno, sia in questo momento eccezionale che nella vita di tutti i giorni. Rosa è stata testimone dell’amore verso Dio e gli uomini e vuole che seguiamo il suo esempio, iniziando dalla preghiera quotidiana”
I Facchini hanno trasportato il corpo della loro santa tra commozione e intensa felicità, molti erano commossi. Così come la gente che, durante la cerimonia di preghiera che ha accompagnato tutto il trasporto eccezionale, ha partecipato ad un evento che lascerà un segno indelebile nella città di Viterbo.
La partenza è avvenuta alle 21 in un punto di ieri sera come previsto. Le suore alcantarine, da alcuni mesi nuove vigili custodi del monastero di Santa Rosa, hanno organizzato, insieme alla Diocesi, al Sodalizio e al Comune di Viterbo, nel dettaglio la preparazione alla cerimonia religiosa e pratica del trasporto del corpo della santa bambina.
Santa Rosa ha fatto il percorso inverso della sua Macchina e, domani, tornerà, in occasione del corteo storico, di nuovo nella basilica.
Un modo anche terreno, tangibile, di presenza tra gli uomini della santa. Il suo corpo che ripercorre, quasi in segno di ringraziamento, lo sforzo umano dei cavalieri con vestito bianco e fascia rossa che, la sera del 3, dimostreranno ancora una volta la devozione in onore del nome che portano.
Un modo quasi umano di stringersi tra Facchini e viterbesi e la loro santa Rosa. Un doppio percorso, che si intreccia e raffigura uno stringersi la mano in segno di patto che si rinnova. Ecco, il Giubileo della Misericordia lascerà, a mio avviso, principalmente questo ricordo: una stretta di mano e un corrersi incontro reciproco, i Facchini (che rappresentano i viterbesi e la devozione) verso Santa Rosa, e la santa bambina, quasi per ringraziarli, verso i suoi Facchini e la città.
Al centro di questo Trasporto eccezionale del corpo incorrotto di Santa Rosa un mistero di fede, devozione, partecipazione e senso del sacrificio: è quello dei fedeli mediante le loro intenzioni, di gente comune per la vicinanza fisica al simbolo religioso ed emotivo di Viterbo e dei Facchini, che mentre trasportano la Macchina elevano con lo sforzo fisico il loro grazie a Santa Rosa per la protezione e l’esempio che ha dato a tutti.
Intanto il pensiero va a chi ha perso tutto per il terremoto e ha bisogno sia di preghiere che di aiuti concreti: è dal connubio di queste due cose che Santa Rosa ha fatto la storia di lei e di Viterbo. Non può esserci vera misericordia senza l’esempio concreto, e Rosa lo dimostrò battendosi in prima persona per la salvezza di Viterbo, facendo miracoli ma dimostrando anche la sua fortissima umanità. Nel caso del dramma del terremoto siamo tutti coinvolti nella partecipazione emotiva ma anche nel dovere di aiutare concretamente.
E’ stato questo il messaggio ultramoderno e cristiano della nostra Santa Rosa.













