(NewTuscia) – PERUGIA –La III Commissione Consiliare Permanente Urbanistica ha analizzato questa mattina l’Ordine del giorno del cons. Bori : Perugia viva, proposta di attivazione del servizio di mobilità notturna.

Nell’atto l’istante sottolinea che la città di Perugia è conosciuta nel mondo come pioniera nel settore della mobilità alternativa. Tuttavia oggi, anche al fine di disincentivare l’uso del mezzo privato, appare necessario ottimizzare i percorsi e i mezzi pubblici che attraversano il vasto territorio comunale di Perugia. Il tutto tramite punti di convergenza ed interscambio tra tipologie diverse di mezzi di trasporto: buxi, autobus, minimetrò, treni.

In particolare Bori ha posto l’accento sui dati positivi della sperimentazione fatta durante i grandi eventi dell’apertura prolungata del minimetrò, degli ascensori e delle scale mobili: iniziative che hanno consentito di far vivere l’acropoli.

Ritenendo che queste azioni vadano potenziate, al fine, da un lato di garantire una maggiore presenza delle persone in centro (e dunque maggiore sicurezza) e, dall’altro di incentivare l’uso del mezzo pubblico, Bori nel dispositivo ha proposto di impegnare l’Amministrazione a:

-Attivare la sperimentazione del servizio di Mobilità Notturna, in particolare nei fine settimana del periodo primaverile ed estivo, migliorando i collegamenti tra i quartieri nei quali risiedono maggiormente gli studenti, quelli dove sono presenti collegi universitari ed il centro storico. Il tutto integrando il percorso della circolare notturna con i capolinea del minimetrò.

-Prevedere, come richiesto dalle organizzazioni studentesche, una “circolare” che unisca di notte queste zone della città, così da migliorare la mobilità di giovani e studenti, in particolare i fuorisede e i non patentati, garantendo anche maggior sicurezza e vivibilità nel centro storico e nei quartieri limitrofi.

-Pianificare, anche tramite la riorganizzazione degli orari di funzionamento, l’apertura notturna del minimetrò nei fine settimana alla luce del successo delle sperimentazioni per i grandi eventi.

Ulteriormente argomentando, Bori ha ricordato che recentemente il Consiglio regionale ha approvato un odg proprio sulla mobilità notturna, ove si prevede un co-finanziamento del sistema in caso di attivazione dello stesso da parte del Comune di Perugia.

Entrando nel dettaglio della proposta, il consigliere PD rileva che a Perugia vi sono ben quattro atenei con una popolazione studentesca, sia di fuori sede che non, molto numerosa. Gli studenti, oggi, sono costretti ad utilizzare il mezzo privato con continuità non potendo contare su un servizio di mobilità notturna adeguato. L’attivazione del servizio, dunque, oltre a fornire una soluzione utile per i giovani, consentirebbe di rendere maggiormente attrattiva l’intera città, come avviene in molte realtà italiane ed europee.

Insomma una proposta che coniuga mobilità sostenibile, vivibilità, contrasto all’inquinamento e tanto altro.

“Credo che si debba rispondere, quindi, all’impegno mostrato dagli studenti, che hanno presentato molteplici proposte di spessore”.

Ed alla seduta odierna hanno partecipato proprio i rappresentanti delle organizzazioni giovanili, ossia Unione universitaria, rete degli studenti medi, Consiglio degli studenti, onde illustrare, con l’ausilio di slides, la soluzione proposta.

Il progetto presentato prevede un tracciato circolare percorso dalle navette in ambo i sensi, onde aumentare la frequenza ed il collegamento tra tutti i quartieri, in particolare quelli più popolosi. Insomma sono previsti collegamenti quartiere/centro e quartiere/quartiere.

La mobilità notturna riguarda la fascia oraria 22-2, con frequenze di passaggio di circa 30 minuti e tracciabilità gps integra nell’app del Comune. La richiesta degli studenti è di procedere, innanzitutto, ad una sperimentazione di questo sistema, di 2-3 giorni a settimana, preferibilmente nei fine settimana.

L’assessore Casaioli ha sottolineato che su questo tema vi è stato un incontro tra Comune,  rappresentanti degli studenti e Regione. L’Amministrazione comunale ha confermato la propria disponibilità ad attivare la mobilità notturna, purché la Regione provveda a co-finanziare la stessa anche nella fase sperimentale. In sede di incontro, tuttavia, non è stato mostrato dalla Regione un preciso impegno in tal senso.

L’assessore ha ricordato che in passato a Perugia vi è stata una mobilità notturna; poi, a causa della riduzione delle risorse a disposizione, si decise nel corso delle precedenti legislature di tagliare molte corse, incidendo soprattutto su quelle ritenute non soddisfacenti tenuto conto del numero degli utenti. E’ probabile che la mobilità notturna sia stata considerata in tal senso.

Arrivando all’oggi, Casaioli conferma che l’Amministrazione sta predisponendo il nuovo Pums che, secondo le direttive europee, metterà al centro del sistema le esigenze della mobilità delle persone. Per questo verrà redatto un progetto che dovrà rivedere il sistema generale, tenuto conto dei dati concreti: domanda degli utenti in primis.

Le priorità, in particolate, saranno garantire il collegamento casa-lavoro e casa-studio.

Il pums sarà ampiamente partecipato con la cittadinanza; tutti, dunque, potranno far pervenire le loro istanze e sollecitazioni, compresi i giovani.

Introdurre un sistema di mobilità notturna, secondo l’assessore, è plausibile, ma è subordinato alla disponibilità di risorse ed al quadro generale, secondo le priorità prima evidenziate.

L’auspicio, pertanto, è che le risorse regionali (fondo per i trasporti) in favore del Comune di Perugia possano crescere, tenuto conto del fatto che in città viene servito un numero di utenti molto superiore a quello delle altre realtà della regione.

“Come Amministrazione il Pums rappresenta per noi una grande sfida: vogliamo, cioè, mettere in rete tutti i mezzi di trasporto disponibili (comunali e provinciali in particolare) fornendo servizi pubblici concreti ed ottimizzati (evitare la sovrapposizione di linee), che consentano di disincentivare l’uso del mezzo privato. Insomma una mobilità intelligente che permetterà di ridurre i livelli di inquinamento, il rischio di incidenti, ecc.”.

Altro punto centrale del pums sarà la revisione delle tariffe; oltre al biglietto unico sono allo studio ulteriori soluzioni “mirate”.

L’ing. Naldini ha ricordato, in merito alla proposta formulata dagli studenti e concordata con gli uffici comunali, che il percorso proposto nasce da un lavoro “a più mani” tenuto conto dell’esperienza del passato (dati e numeri reali).

Oggettivamente – ha detto – il trasporto notturno è stato progressivamente ridotto nel tempo, onde consentire di garantire (vista la carenza di risorse) il servizio diurno. Oggi a Perugia la mobilità notturna è pari ad 1/20 di ciò che si garantiva 15 anni fa. Purtroppo attualmente la carenza di risorse impedisce di attivare questa soluzione autonomamente; per questo il Comune sta lavorando con la Regione per portare avanti un discorso basato sul co-finanziamento.

Camicia ha ringraziato Bori per la presentazione dell’odg; tuttavia ha chiesto di sapere le ragioni per le quali questa proposta non sia stata presentata in passato, quando al governo vi era il centro-sinistra.

Questa città – ha detto il capogruppo Cor – oggi non ha trasporto urbano, come avviene nei paesi del terzo mondo. Le lamentele dei giovani, dunque, sono legittime soprattutto per ciò che riguarda i fine settimana ed i giorni festivi.

Uno che vive a Perugia, secondo Camicia, si trova davanti un deserto, in caso di impossibilità ad utilizzare il mezzo privato, per la mancanza di servizi pubblici.

Eppure da Pian di Massiano partono giornalmente 4-5 linee che garantiscono i collegamenti con città di altre regioni, come ad esempio Napoli, ed a prezzi contenuti.

Ciò vuol dire che i privati riescono a garantire collegamenti importanti, a differenza di quanto avviene per il pubblico.

Il problema, per Camicia, è che nel Comune di Perugia le cose non cambiano in quanto non sono cambiate le persone, visto che al governo ci sono gli stessi che, in passato, hanno fatto parte della sinistra. Dunque il consigliere ha chiesto al sindaco di operare un cambio di passo, magari ridisegnando il volto della giunta.

Alla fine Camicia ha proposto di approfondire il tema incontrando i rappresentanti dell’Università.

Giaffreda ha ricordato che il M5S ha presentato sul tema della mobilità alcuni odg, tutti respinti dalla maggioranza. Il consigliere ha detto di concordare sul contenuto dell’atto presentato da Bori e sulla proposta avanzata dagli studenti, ritenendola utile per i cittadini. Al di là dell’appartenenza politica, infatti, il compito della politica è di fornire servizi per la gente, favorendo socialità, vivibilità e sicurezza.

“Perugia è arretrata a livello universitario nel recente passato per molteplici ragioni; per questo ora occorre cambiare passo, partendo magari proprio dalla mobilità, oggi insufficiente. Comprendo i problemi economici del Comune, ma vi sono delle priorità, come questa, cui occorre necessariamente rispondere”.

Numerini ha detto di non essere, pregiudizialmente, contrario alla proposta avanzata. Tuttavia ha constatato che del tema della mobilità notturna si parla ormai da anni senza che alla fine sia stata trovata una soluzione. Evidentemente le perduranti difficoltà economiche hanno reso impossibile, anche per la precedente giunta, dar seguito alla delibera consiliare n. 48 del 2010.

Il capogruppo di Progetto Perugia ha detto di ritenere che la Regione debba considerare Perugia come assoluto punto di riferimento nel panorama regionale, attribuendo per l’effetto al Capoluogo maggiori risorse dal fondo trasporti.

Intanto il Comune, sul tema mobilità, ha già assunto le prime iniziative, ad esempio attivando per gli studenti tariffe agevolate.

Infine Numerini ha segnalato che, pur essendo vero che in Regione è stato approvato un odg sul tema della mobilità notturna, tuttavia ci sarà bisogno di tempo prima che la giunta regionale vi possa dar corso. Quindi per il momento Numerini ha preannunciato un voto di astensione.

Bori ha chiarito che l’odg regionale prevede già un preciso impegno di spesa e potrà concretizzarsi solo dopo la presentazione di uno specifico progetto da parte del Comune.

Dunque la “palla” è passata – secondo il consigliere Pd – proprio al Comune.

Pastorelli si è detta d’accordo affinché si possa trovare una soluzione condivisa che migliori il trasporto al servizio degli studenti e dei giovani in genere.

La consigliera di FdI, tuttavia, ha chiesto di procedere ad una più attente riflessione in merito al terzo punto del dispositivo, ove si chiede di riorganizzare gli orari di funzionamento del minimetrò con possibile apertura notturna dello stesso.

Infatti ha fatto rilevare che, in caso di attivazione notturna del Minimetrò, dovrà essere prevista una paritetica chiusura giornaliera. Ciò in quanto la metropolitana di superficie non può funzionare ininterrottamente per troppo tempo, pena guasti inevitabili, rumore e quant’altro.

Al termine del dibattito il tema è stato rinviato alla prossima seduta onde consentire l’audizione del rappresentante dell’Università (prof. Rossi) e della Regione (Dirigente dott. Zurli).

ATTIVITÀ SVOLTE DAI VIGILI URBANI/ COMUNICATO E ODG DEI CONSIGLIERI BORGHESI E MIRABASSI (PD)

Presentato questa mattina un ordine del giorno dei consiglieri Borghesi e Mirabassi per fare chiarezza sull’attività della polizia municipale ed in particolare sulla destinazione del gettito delle multe e sulle modalità di organizzazione del servizio di prevenzione e controllo all’interno del territorio comunale effettuato con rilevatori (autovelox e telelaser) che sono delle vere e proprie trappole per gli automobilisti.

“Abbiamo ritenuto opportuno presentare questo ordine del giorno – sostengono Borghesi e Mirabassi – perché nel bilancio di previsione la Giunta ha aumentato le entrate derivanti da multe e contravvenzioni di oltre 500.000,00 euro. Si tratta di un notevole aumento e il timore è che l’amministrazione piuttosto che attivarsi per garantire il rispetto delle regole del codice della strada si impegni in una azione di repressione finalizzata all’incremento delle entrate. Crediamo – proseguono i due consiglieri – che il compito di un ente vicino ai cittadini come il Comune sia quello di prevenire e scoraggiare comportamenti scorretti svolgendo anche una funzione educativa e improntata al rispetto del senso civico e non a battere cassa con multe e sanzioni.

In molte parti della città i perugini segnalano in questo ultimo periodo un considerevole aumento di contravvenzioni elevate: un accanimento che serve solo a rendere il vigile urbano un esattore piuttosto che una figura vicina al cittadino.

Vorremmo inoltre capire come, nel rispetto del codice della strada che tra l’altro stabilisce il vincolo di utilizzo, vengono impiegati i proventi delle contravvenzioni: manutenzioni alla segnaletica stradale, messa a norma e manutenzione delle barriere, sistemazione del manto stradale, dotazioni migliori per la polizia municipale, corsi didattici finalizzati all’educazione stradale e molto altro.

Di seguito l’odg:

“PREMESSO CHE:

Nell’ultimo bilancio di previsione il Comune di Perugia ha considerevolmente aumentato, rispetto agli anni precedenti, le entrate derivanti dalle sanzioni per violazioni del Codice della Strada incrementando considerevolmente la previsione di entrata di circa 520.000,00 euro (si passa da 5.481.557,00 euro a 6.000.000,00 di euro) come evidenziato anche dal collegio dei revisori dei conti che nella relazione allegata al bilancio di previsione 2016 invita l’Ente a monitorare queste entrate classificate come non ricorrenti.

Secondo la giurisprudenza corrente tra le funzioni primarie delle multe e delle sanzioni amministrative c’è quella di prevenire e dissuadere automobilisti ed utenti della strada dal tenere comportamenti dannosi o pericolosi per sé e per gli altri, piuttosto che rappresentare una entrata extra per le casse comunali.

Sia all’interno della città densa che nelle varie frazioni, molti cittadini stanno segnalando un considerevole aumento del numero di contravvenzioni elevate senza che vi sia una percezione del miglioramento della sicurezza stradale.

Un consistente aumento di multe rischia di non far percepire i vigili urbani come punto di riferimento per i cittadini trasformando la multa da giusta sanzione a comportamenti scorretti in vessazione volta solo a fare cassa.

CONSIDERATO CHE:

Per quello che concerne le sanzioni per il superamento dei limiti di velocità la normativa attuale prevede che la postazione (dispositivo elettronico di rilevamento velocità) debba essere segnalata con cartelli, fissi o mobili, posti ad una distanza massima di 4 km e ad una minima di 250 metri. I cartelli devono essere in regola con le disposizioni attuali del CdS in merito, ovvero siano ben leggibili da una distanza minima di 80 metri e coperti di pellicola riflettente che ne faciliti la lettura in condizioni di bassa visibilità proprio per assolvere la funzione di deterrente rispetto a comportamenti contrari al Codice della Strada.

La presenza dei vigili urbani, se ben visibile e segnalata, assolve a pieno la funzione di deterrenza e di prevenzione delle infrazioni al Codice senza il rischio di trasformare il vigile urbano in esattore del Comune.

EVIDENZIATO CHE:

Gli articoli 142 e  208 del Codice della Strada stabiliscono vincoli di utilizzo delle somme acquisite con le multe: un 50% di libera disposizione dell’Ente locale che lo ha incassato e un altro 50% che è invece vincolato per legge a determinati usi. Ed esattamente:

  • In misura non inferiore a un quarto della quota: destinata ad interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell’ente;
  • In misura non inferiore a un quarto della quota: al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, anche attraverso l’acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia municipale;
  • Il restante: ad altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale, alla manutenzione delle strade di proprietà dell’Ente, incluse installazione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione delle barriere e sistemazione del manto stradale delle medesime strade, ad interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti deboli, quali bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti, allo svolgimento, da parte degli organi di polizia locale, nelle scuole di ogni ordine e grado, di corsi didattici finalizzati all’educazione stradale, a misure di assistenza e di previdenza per il personale e ad interventi a favore della mobilità ciclistica. Quest’ultima quota può essere anche destinata ad assunzioni stagionali a progetto, nelle forme di contratti a tempo determinato e a forme flessibili di lavoro, ovvero al finanziamento di progetti di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale, nonché a progetti di potenziamento dei servizi notturni e di prevenzione.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:

A riferire in merito all’impiego effettivo del gettito derivante dalle multe, in particolare se sono stati sviluppati progetti di potenziamento dei servizi di controllo, se sono state investite risorse nelle dotazioni dei vigili urbani, nonchè se i luoghi dove vengono effettuate le contravvenzioni sono a maggior rischio di incidentalità.

A fornire informazioni dettagliate in merito al numero delle pattuglie munite di autovelox e telelaser operanti nel comune di Perugia, sulle modalità organizzative del servizio di prevenzione e controllo all’interno del territorio comunale;

A consegnare copia della relazione annuale della casistica degli incidenti per luogo e tipo di incidente degli ultimi 3 anni.

Nel merito delle richieste formulate, si chiede audizione dell’Assessore alla mobilità e della Comandante dei Vigili urbani nella Commissione competente”.

“SISMA: INTERROGAZIONE URGENTE DEL M5S SULLO STATO DEGLI EDIFICI”/ COMUNICATO DEL CAPOGRUPPO ROSETTI

“I terremoti non sono eventi eccezionali e la prevenzione è l’unica chiave per contenere ed evitare laddove possibile il costo enorme in termini di vite umane prima e di danni materiali poi degli eventi sismici. In questi giorni non si fa che sottolineare che il modello Umbria funziona, che tante risorse sono state destinate non solamente alla ricostruzione, ma anche alla prevenzione, soprattutto con impegni finanziari stanziati dalla Regione anche in assenza di contributi dello Stato. Ebbene i cittadini hanno diritto di essere adeguatamente informati sullo stato effettivo degli edifici pubblici e privati perché la sicurezza deve diventare oggetto della domanda pressante dei cittadini, se si vuole che entri nelle politiche di programmazione di lungo periodo. Con l’imminente riapertura della scuola, al di là dei proclami, il M5S interroga la Giunta comunale sullo stato effettivo degli edifici pubblici e privati, in primis quelli che ospitano asili nido, scuole e uffici pubblici per conoscerne lo stato effettivo ed in particolare chiede: qual è lo stato degli edifici pubblici o privati di pubblica utilità e degli edifici privati del Comune di Perugia, il periodo di costruzione, la tipologia di struttura portante, lo stato conservativo delle strutture, se sono stati fatti interventi di riparazione, miglioramento sismico o adeguamento sismico, qual è lo stato degli edifici che ospitano asili nido, scuole e ospedali, se per ognuno dei predetti edifici, il Comune di Perugia è in possesso del progetto strutturale e del certificato di collaudo statico, per quali edifici è stata eseguita la procedura di “valutazione della sicurezza” e quali sono stati i valori raggiunti, quali le attività di controllo sulla sicurezza sismica e sul rispetto delle norme svolto dall’ufficio “Vigilanza e Controllo” sulle costruzioni della Regione Umbria, di cui codesto Comune deve essere a conoscenza, se nelle commissione di collaudo degli edifici pubblici si prevede la presenza di geologi ed esperti di interventi edilizi anti-sismici. Le famiglie che portano i loro figli nelle strutture scolastiche devono chiedere ed informarsi sullo stato degli edifici e il Comune dovrebbe rispondere, in tempi rapidi, esponendo pubblicamente e rendendo accessibili ai genitori in loco tutte le informazioni necessarie sulla sicurezza degli edifici”.