Antenne Tim nel centro abitato dcivitonico: protesta del Comitato Spontaneo Cittadini in Comune Civita Castellana

(NewTuscia) – CIVITA CASTELLANA – Da alcuni mesi riceviamo lamentele da parte dei cittadini di Civita Castellana (VT), residenti in Via Falisca , Via Ugo Bassi, Via Attilio Bonanni, Via Roma e vie limitrofe, Via S. Gratiliano e vie limitrofe,  per la presenza di impianti di telefonia mobile (S.R.B.), installati nel pineo centro abitato.

In particolare ci riferiamo  a quelli installati  sul traliccio della Centrale TIM (già Telecom Italia, già SIP), sito in Via Bonanni.

I suddetti cittadini sono comprensibilmente preoccupati per la loro salute, visti i numerosi studi elaborati e pubblicati da vari enti pubblici (Istituto Superiore di sanità, Università, etc.), che individuano elementi di pericolosità per la salute umana, a causa delle onde elettro-magnetiche, anche entro i valori consentiti dalla legge.

Inoltre tutti i suddetti impianti ricadono in Zona B1 di Piano Regolatore Generale, zona interdetta all’installazione come da apposito Regolamento comunale sulle antenne di telefonia mobile.

La storia  è lunga ci spiegano , ma in tanti anni non siamo riusciti a farci sentire dalla nostra Amministrazione comunale  che crediamo che alla quale poco interessi la tutela della salute ed il benessere dei propri cittadini .

A tal proposito i nostri esperti si sono messi al lavoro per aiutare i nostri concittadini ed hanno subito individuato che il problema oggi  sarebbe facilmente risolvibile per  la nostra  Amministrazione .

E’ di pochi mesi fa’ un’importante Sentecivita castellana 2nza Tar della Lombardia, la  Sentenza n 2274 del 29/10/2015 che stabilisce quanto segue .

Il TAR stoppa i gestori telefonici: legittimi i limiti comunali per tutelare la popolazione dai campi elettromagnetici

Il TAR di Milano ha respinto il ricorso di Wind contro la normativa urbanistica di Sesto San Giovanni (Milano), che vieta le installazioni nei pressi di scuole, parchi gioco, ospedali e in generale al di fuori della aree indicate dal comune. Si tratta di uno dei pochi casi in cui il Comune vince sul gestore telefonico.
L’avvocato Umberto Fantigrossi: “Messo un punto fermo contro l’invasività dei tralicci telefonici e per una migliore tutela della salute sul territorio”.

Con ricorso del 27 marzo 2015 Wind Telecomunicazioni chiedeva al TAR Milano l’annullamento del provvedimento con il quale il Comune di Sesto S. Giovanni (in provincia di Milano) aveva respinto la sua istanza di istallazione, nel territorio comunale, di un nuovo impianto per la telefonia mobile con potenza totale ai connettori di antenna superiore ai 300 Watt.

La Società riteneva illegittima la regolamentazione urbanistica che individuava puntualmente le aree ove consentito l’intervento ed escludeva quelle non ricomprese in tale elenco, nonché quelle poste in vicinanza di siti sensibili, come scuole, parchi gioco, ospedali e strutture similari.

Il TAR Lombardia, con sentenza n. 2274 del 29/10/2015, ha respinto il ricorso della Wind, accogliendo la linea difensiva del Comune di Sesto San Giovanni, difeso dall’avvocato Umberto Fantigrossi di Milano. In particolare, il TAR ha rilevato la piena legittimità della normativa urbanistica, idonea, da un lato, minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici e, dall’altro, a rendere possibile la copertura del segnale sul territorio comunale, assicurando il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti.

Spiega l’avvocato Fantigrossi: “La sentenza precisa che non si tratta di divieti assoluti e generalizzati di localizzazione degli impianti, ma di precisi criteri oggettivi e razionali posti in esercizio del potere attribuito ai Comuni dall’art. 8, comma 6 della Legge quadro n. 36/2001 e come tali del tutto legittimi. Si tratta di una importante vittoria per i cittadini, perché mette un punto fermo contro l’invasività dei tralicci telefonici e per una migliore tutela della salute sul territorio”.

FONTE: http://milanonotizie.blogspot.it/2015/11/antenne-telefonichetar-milano-respinge.html

Ora visto il Regolamento comunale sull’istallazione delle antenne  dove al CAPO  I NORME GENERALI l’art 3 recita testualmente :  “ Art . 3 LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI, INSTALLAZIONI E DIVIETO”, il Comune ha il potere, il diritto-dovere e la responsabilità  di intervenire, come da stralcio di regolamento ch
e segue:

“Nella zona agricola F2 di Piano Regolatore Generale verranno individuate a specificazione ed integrazione del vigente P.R.G., entro il termine di 60 giorni dall’approvazione del presente Regolamento, le aree ove dovranno essere  installati o collocati  gli impianti  di stazioni radio e/o ripetitori base per telefonia mobile.

Sarà  permessa la installazione , la collocazione e la ricollocazione degli impianti anche su aree pubbliche ivi comprese quelle di proprietà comunale;  per queste ultime, il Comune   porrà  in  essere accordi con i gestori per incentivare  la installazione  o collocazione degli impianti.

Prioritariamente vengono individuati i seguenti luoghi nei quali è fatto assoluto divieto  di installazione di stazioni radio e/o ripetitori base per telefonia mobile:

  • zona A di P.R.G. (Centro Storico del nucleo urbano e della frazione di Borghetto);
  • zone la cui destinazione di P.R.G. ha perso efficacia ai sensi e per gli effetti della Legge 1187/68 art.2 sulla decadenza dei vincoli urbanistici;
  • zone destinate a “verde pubblico”;
  • zone di P.R.G. non suscettibile di edificazione per vincolo di rispetto cimiteriale;
  • zone di inedificabilità assoluta di P.R.G. (per vincolo naturalistico, paesistico o monumentale);
  • zona G (aree destinate ad edifici pubblici di interesse locale);
  • Centro abitato a destinazione residenziale, zone artigianali e industriali e zone agricole frazionate: B1, B2, B4, C1,C2, C3, C4, C5, D, E1, E2, F1A, F1B, F1C, F1D, F1E, F1F, F1G secondo la classificazione in zone omogenee del vigente P.R.G.”

Alla luce di questa importante Sentenza ora non resta altro  al Comune che  provvedere  allo spostamento di questi impianti presenti da molto tempo in pieno centro abitato,  risanando le aree  ed individuando altri siti idonei.