Riforma Boschi: rischio di trasformare il Senato in un refugium peccatorum

(NewTuscia) – VITERBO -Uno dei più grandi motivi di propaganda è l’abolizione del
ViterboSenato, ma questo è palesemente falso, come spiegano Alessandro Pace e di Andrea Aurelio Di Todaro

“La riforma Boschi, nell’attribuire ai consigli regionali, e non ai cittadini, il diritto di eleggere il Senato (100 senatori), viola la sovranità popolare, di cui «la volontà dei cittadini espressa attraverso il voto (…) costituisce il principale strumento di manifestazione», come affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014.

La riforma non abolisce affatto il Senato ed anzi ne ribadisce la funzione legislativa e quella di revisione costituzionale, ancorché, non essendo stato eletto direttamente dal popolo, il Senato sarebbe privo della legittimazione democratica.

Inoltre, la riforma prevede che i senatori esercitino contemporaneamente anche le funzioni di consigliere regionale o di sindaco, senza considerare che l’importanza e l’onerosità delle funzioni senatoriali (funzione legislativa ordinaria e costituzionale; raccordo tra lo Stato, le Regioni e i comuni, con l’Unione Europea; valutazione delle politiche pubbliche e dell’attività delle pubbliche amministrazioni; verifica dell’impatto delle politiche dell’Unione Europea sui territori ecc. ecc.) ne renderebbero aprioristicamente impossibile il puntuale espletamento.

I futuri 100 senatori, in quanto sindaci o consiglieri regionali, non saranno compensati per le loro funzioni di senatore, ma avranno soltanto un “rimborso-spese”. Godranno dell’insindacabilità giudiziaria per i fatti posti in essere nell’esercizio delle proprie funzioni – il che è condivisibile – e, ancorché senatori solo part time, godrebbero anche dell’immunità “personale” dagli arresti, dalle perquisizioni personali e domiciliari, e dai sequestri della corrispondenza, col rischio – connesso all’abnorme numero dei consiglieri regionali attualmente indagati o addirittura rinviati a giudizio – di trasformare il Senato in un refugium peccatorum.”

Il Comitato per il No di Viterbo e Provincia invita associazioni, enti, sindacati, etc ad unirsi a questa lotta e a formare Comitati in ogni paese della provincia. nfo: cdcviterbo@gmail.com