Stefano Stefanini

(NewTuscia) – VITERBO – In una delle domeniche  tra il 13, 20 e 27 novembre saremo chiamati come elettori “sovrani” ad esprimere  un “si” o un “no”  alla seguente domanda del referendum consultivo sulla riforma costituzionale :

“Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzioname

nto delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016? “

Si tratta di un importantissimo momento di partecipazione politica da parte dell’elettorato,  da cui deriveranno novità fondamentali per la democrazia, la rappresentatività del voto dei cittadini e l’efficienza dei sistemi istituzionale ed amministrativo  del nostro Paese.

Ieri  8 agosto la Corte di Cassazione ha espresso  l’ammissibilità del referendum consultivo sulla riforma costituzionale. L’ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte Suprema di Cassazione –  si legge nel comunicato della Corte – con ordinanza dell’8 agosto 2016, ha dichiarato conforme all’art. 138 Cost. e alla Legge n. 352 del 1970 (disposizioni sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo), la richiesta di referendum depositata il 14 luglio 2016  sul testo di legge costituzionale.

L’auspicio che ci sentiamo di esprimere come giornalisti impegnati, per quanto nelle nostre possibilità,  per il corretto svolgimento del responso popolare è quello che i cittadini siamo messi nelle migliori condizioni di esprimere in modo  informato e consapevole il loro si o il loro no  sulle “conseguenze pratiche” dei quesiti   su:

– bicameralismo paritario tra Camera dei deputati e  Senato della Repubblica;

-riduzione del numero dei parlamentari,

-contenimento dei costi delle istituzioni,

-la soppressione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro,

– la revisione del titolo V della parte II della Costituzione.

Avremo modo nei prossimi mesi di approfondire le delicate questioni sul tappeto e di seguire la campagna referendaria che si annuncia fin da ora intensa ed aspra per la posta in gioco e ci auguriamo i dibattiti siano costituzionalmente trasparenti e motivati nelle argomentazioni proposte agli “elettori sovrani”.