(NewTuscia) – VITERBO – Egregio Sindaco, le scrivo per proporle ancora una volta tre iniziative su due delle quali due anni fa lei stesso gia’ espresse il suo consentimento.
La prima: che il Comune attribuisca la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunita’ loc
ale ha una relazione significativa e quindi impegnativa.
La seconda: che il Comune istituisca la “Consulta comunale delle persone straniere residenti nel Comune”.
La terza: che il Comune istituisca la presenza in Consiglio Comunale dei “consiglieri comunali stranieri aggiunti”.
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Sono tre proposte, gia’ adottate da diversi anni (in alcuni casi da decenni) da numerosissimi Comuni in tutta Italia, il cui fine primario e’ impegnare l’ente locale a riconoscere l’esistenza delle numerose famiglie di persone non native del luogo ma che della nostra comunita’ hanno deciso di far parte venendo a vivere con noi recandoci il dono prezioso della loro presenza, dei loro saperi e dei loro talenti, ed esprimere quindi a queste famiglie e persone la vicinanza e la gratitudine del Comune e della comunita’ locale tutta, non solo per dovere morale e civile di umana solidarieta’ e democratica convivenza ma per persuasa empatia e sincero affetto, massime laddove si tratti di persone e famiglie che le guerre e le sofferenze hanno costretto ad abbandonare i loro paesi – e cui la legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico – la Costituzione della Repubblica Italiana – riconosce e garantisce il diritto d’asilo nel nostro paese.
Ma naturalmente sono anche tre proposte di provvedimenti amministrativi che oltre ad avere un valore intrinseco ed effettuale in termini di democrazia e civilta’, esprimono anche in forme adeguate, concrete e coerenti, un appello al Parlamento per leggi che finalmente prendano atto della realta’ attuale e riconoscano i pieni diritti sociali, civili e politici a tutte le persone che vivono nel nostro paese, ovvero affinche’ anche in Italia viga erga omnes il primo principio democratico, “una persona, un voto”, che ad ogni persona presente in una comunita’ riconosce il diritto a partecipare alle decisioni che riguardano tutti, nella condivisione dei comuni doveri
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Egregio Sindaco,
Avevo sperato due anni fa che queste proposte, o almeno le prime due, fossero condivise toto corde dagli amministratori comunali o almeno dalla generalita’ delle rappresentanze della societa’ civile; e l’avvio dell’iter per l’istituzione della Consulta degli immigrati con ampio consenso del Consiglio Comunale, cosi’ come la condivisione unanime della proposta della cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini da parte di tutte le associazioni presenti nell’allora “Tavolo per la pace” dal Comune promosso, inducevano a credere che si potessero realizzare queste ragionevoli proposte (e forse sara’ non inutile ricordare che per quanto riguarda la proposta dei consiglieri stranieri aggiunti ci fu un impegno per la loro istituzione gia’ vent’anni fa presso il Consiglio Provinciale di Viterbo).
Nell’incontro che avemmo il 23 luglio 2014, e che certo anche lei ricordera’, lei stesso e gli altri amministratori comunali presenti esprimeste una significativa consonanza ed un esplicito consenso alle proposte avanzate allora dal “Tavolo per la pace” che in questa lettera sono riprese. A due anni da quell’incontro con questa lettera vorrei sollecitare ancora una volta che finalmente quelle proposte giungano alla discussione ed al voto del Consiglio comunale.
Allego in calce le tre proposte di deliberazione, restando a disposizione per ogni opportuno approfondimento (e segnalando che per quanto concerne la Consulta il “Tavolo per la pace” istituito dal Comune di Viterbo a suo tempo – oltre un anno fa – ha formulato una dettagliata proposta di regolamento).
Ringraziandola per l’attenzione ed augurandole ogni bene,
Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo















