Politiche sociali, dopo 16 anni la nuova legge: per l’inclusione sociale e contro l’assistenzialismo

PER L’INCLUSIONE SOCIALE: LA REGIONE INVESTE 291 MILIONI PER I SERVIZI. I COMUNI DOVRANNO RISPONDERE CON ADEGUATA PROGRAMMAZIONE

Stefano Stefanini

(NewTuscia) – Un’azione di giustizia sociale e che mira a rendere più giusta e competitiva la Regione. Ecco quali sono le 4 azioni principali del programma dedicato alle famiglie, agli anziani, a più deboli, a chi è rimasto indietro.

In questi giorni sono stati presentati gli investimenti sul sociale della Regione Lazio . L’obiettivo è quello di dare una risposta concreta per rispondere ai bisogni e alle esigenze di chi si trova in difficoltà rimettendo al centro i diritto delle persone.  Ecco quali sono le 4 azioni principali del programma.

  1. Servizi per le famiglie con bambini nella prima infanzia, investimenti per 78 milioni. In particolare:
    l’apertura di nuovi asili nido: già avviato “Nidi al via”, 3 milioni di euro per aprire 17 nuovi asili nido per complessivi 560 nuovi posti bimbo già dal prossimo settembre. Altri 3 milioni di euro per aprire almeno 18 nuovi asili aziendali per complessivi 900 posti. In totale, quindi, 1.460 nuovi posti asilo. Sono previsti buoni-servizio per pagare la retta dell’asilo: 150/200 euro mensili, per tre anni, da utilizzare presso tutte le tipologie di asilo nido del Lazio. All’iniziativa destiniamo 32milioni di euro con lo scopo di raggiungere tra le 5.000 e le 6.000 famiglie all’anno per 3 anni.
  2. Servizi per nuclei famigliari con anziani over 75 e con ridotta autosufficienza, con investimenti per 94 milioni. Il programma prevede in particolare: buoni-servizio per favorire l’accesso ai servizi di cura anche ai nuclei familiari a basso reddito (assistenza domiciliare, retta di accesso in strutture semiresidenziali, assunzione di assistenti famigliari): 300/500 euro mensili. A questa misura saranno dedicati 50milioni di euro per raggiungere almeno 3500 famiglie all’anno per 3 anni. Sono previsti nuovi servizi di accoglienza e prossimità per anziani: 9 milioni di euro per aprire nuovi centri per 500 anziani.

3.Sport per i minori nelle famiglie più vulnerabili, investimenti per 7 milioni. In particolare vengono programmate  tante  iniziative: da “sblocchi di partenza” e altre iniziative per promuovere l’inclusione delle famiglie con minori attraverso lo sport; oltre alo sviluppo di reti tra agenzie educative, sportive, sociali e del lavoro, con particolare attenzione ai nuclei familiari fragili.

4.Interventi di contrasto alla povertà con specifiche misure di inclusione attiva, con investimenti per 112 milioni. Si tratta dell’intervento più corposo della misura, viene data attuazione e integriamo le azioni previste dal governo con il SIA , il Sostegno all’Inclusione Attiva e con il PON inclusione, Programma Operativo Nazionale.  In particolare: oltre 55 mln di euro dal Governo per l’attuazione del SIA per il 2016. In particolare lo stato ha destinato la somma di oltre 16mln di euro per il PON inclusione;

Rilevanti i 9,8 milioni sulla programmazione dei piani di zona, con le misure specifiche di contrasto alla povertà;  i 25 milioni per i servizi sociali innovativi destinati all’inclusione sociale da risorse POR  Piano FSE Europeo ;

A disposizione 5mln per il nuovo “bando povertà”, alla sua seconda edizione, nella prima finanziati 76 progetti con circa 8mln.

“Viviamo nel tempo delle chiacchiere, delle parole, degli insulti, di chi urla più forte per farsi vedere e a
tutto questo poi spesso non seguono i fatti. Noi stiamo provando a cambiare in meglio la vita delle persone – è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: sembrava un sogno tre anni fa perché eravamo coperti dai debiti, oggi poter dire che diamo a chi ne ha più bisogno è un passo per rendere un po’ più giusta questa regione e essere più vicini alla vita delle famiglie”- ha detto ancora Zingaretti.

“Investire sulla lotta all’esclusione. Ci vogliamo occupare delle nostre comunità e delle ingiustizie che colpiscono le persone fragili rimaste indietro – lo ha detto Rita Visini, assessore politiche sociali, sport e sicurezza, che ha aggiunto: è per loro che abbiamo approvato questa riforma e mettiamo in campo questo programma di interventi. Con questa legge abbiamo colmato- ha concluso- un vuoto vergognoso durato 16 anni”.   In appositi comunicati da noi pubblicati si riassumono le posizioni del Centro Destra,  del Movimento %Stelle e delle altre formazioni di opposizione.

Nelle politiche sociali regionali dopo 16 anni varata la nuova legge per l’inclusione sociale e contro l’assistenzialismo.

Dopo 16 anni il Lazio finalmente ha una legge sulle politiche sociali. Un progetto di riforma dedicato ai più fragili, per garantire a queste persone un welfare non orientato all’assistenzialismo ma incentrato sull’inclusione sociale, con servizi migliori per tutti.

Grazie alla legge – sostiene la maggioranza del presidente Zingaretti – sono più forti molti impegni in diversi ambiti che possono contare su maggiori garanzie e servizi migliori e sempre con lo stesso obiettivo: riformare il welfare e garantire servizi migliori ai cittadini. Un progetto di riforma dedicato ai più fragili, per garantire a queste persone un welfare non orientato all’assistenzialismo ma incentrato sull’inclusione sociale.  L’obiettivo è essere vicini a tutte e a tutti: alle mamme, con nuove tutele sulla gravidanza e sulla maternità, alle famiglie numerose e alle persone disabili, con reti di sostegno e strutture dedicate alle famiglie che assistono a casa persone anziane, a chi combatte contro la dipendenza dal gioco d’azzardo.

Servizi migliori e più vicini alle persone, attraverso specifiche modalità: centri di accoglienza residenziali o diurni, servizi per le donne vittime di violenza, supporto alle famiglie, con sostegno alla maternità e paternità e mediazione familiare,  con aiuti alle persone con difficoltà economiche e lavorative, mediante l’assistenza a migranti e minoranze. Questi provvedimenti attendono la prova dell’attuazione sul territorio nelle singole realtà municipali.

La regione Lazio  sostiene che con la nuova legge  i comuni che  avranno più certezze e la gestione dei servizi sociali sarà più semplice, efficiente e chiara.  Il Piano sociale regionale, il nuovo strumento di pianificazione delle politiche sociali introdotto dalla riforma: l’impegno della Giunta è di approvarlo entro la fine dell’anno.

Più risorse, più investimenti, assistenza e servizi migliori.  Il Consiglio regionale e l’intero mondo del sociale del Lazio hanno lavorato insieme: Regione, Comuni, operatori socio-assistenziali, associazioni, terzo settore hanno portato avanti un lavoro comune che ora continuerà con la predisposizione del Piano sociale regionale, il nuovo strumento di pianificazione delle politiche sociali introdotto dalla riforma: l’impegno della Giunta è di approvarlo entro la fine dell’anno.