(NewTuscia) – VITERBO –  In data  20/12/2012 atto n. 201 il Consiglio Comunale dell’epoca approvò un Regolamento per l’istituzione ed il funzionamento dei consigli nei territori già comuni di Grotte S.Stefano, Bagnaia, S.Martino al Cimino e Roccalvecce.

Però questa indicazione specifica di realtà locali non ci deve far dimenticare che esistono importanti realtà abitative come la frazione di La Quercia ( ex circoscrizione autonoma) e le realtà rurali di Monterazzano e Castel D’Asso ( ex III^ circoscrizione ) , che hanno comunque e  sempre una loro identità e specificità storica e culturale ed anch’esse hanno necessità di concreta e fattiva attenzione da parte degli organi centrali.

Con questo documento si cercò  in maniera costruttiva e concreta di poter sopperire al vuoto amministrativo creato dalla soppressione per legge delle circoscrizioni, che se per la città avevano una importanza normale ma utile per certi aspetti per le realtà extra cittadine avevano una importanza fondamentale su tutti i fronti.

Brevemente riportiamo che questo Regolamento si compone di 19 articoli più l’art.20 che costituisce la Norma Transitoria, che prevede l’avvio di queste realtà decentrate, stabilendo il percorso amministrativo  necessario  a portare a regime la costituzione dei Consigli su base elettiva.

La necessità di convocare questo Consiglio Straordinario, nasce dall’aver constatato l’assenza di verifica dei rapporti con l’amministrazione centrale, del relativo confronto e della condivisione sulla prevista sperimentazione, art.20 Norma Transitoria del Regolamento, tutto a danno delle fasi successive.

Aver constatato le conseguenti lentezze istituzionali nei confronti di questi organismi decentrati che sono stati istituiti con lo scopo di poter garantire una migliore e maggiore partecipazione e condivisione delle scelte amministrative, legate alle esigenze di queste realtà extra cittadine, degli ex comuni, frazioni e realtà rurali che  dipendono dal Comune di Viterbo.

Una delle premesse importanti e fondamentali di un giusto ed equilibrato rapporto amministrativo, tra cittadini ed organi di governo, diventa quella di considerare il fatto che i cittadini di queste realtà decentrate pagano le tasse come gli altri cittadini virtuosi ed a pieno titoli hanno gli stessi diritti e doveri, se un dovere è pagare le tasse diventa automatico il diritto di  pretendere ed ottenere la giusta e doverosa considerazione amministrativa di chi governa,  in termini di servizi, strutture ed infrastrutture ed anche investimenti economici sul territorio.

In data 21/01/2014 con delibera n°   4    questo Consiglio Comunale approvò la nomina dei componenti dei quattro Consigli con le modalità previste dal Regolamento sempre dalla Norma Transitoria punto 1 , mentre a tutto oggi rimangono disattesi i punti 2, 3, 4 e 5 del citato art. 20.

L’attuazione di questi punti  è propedeutica e fondamentale per attivare la fase conclusiva e democratica dell’elezione di detti Consigli e quindi rendere agibile tutta la parte relativa al Funzionamento del Consiglio art. 7, all’Elezione del Presidente art.8;  ai compiti del Presidente art.9; alla nomina del Segretario art. 10 ed al Diritto d’Informazione art.11. per poi passare al Titolo III : Funzioni del Consiglio art.12, Funzioni consultive art.13, Funzioni propositive art.14; Funzioni conoscitive e di iniziativa art.15, Funzioni di verifica art.16, Consultazioni dei cittadini art.17, L’assemblea art.18, la Conferenza dei Presidenti dei Consigli  art.19.  

Già in data 17/04/2015  fu formalizzata e protocollata una richiesta di convocazione di un Consiglio Straordinario sulla questione consigli di frazione firmata da un numero sufficiente di consiglieri come previsto dal Regolamento del Consiglio Comunale art.29 comma 1, ma tutto è stato dimenticato ed omesso, vari solleciti sono stati riproposti per togliere l’argomento dall’O.d.G punto come argomento di natura ordinaria e trasformarlo in Consiglio Straordinario, ma anche questi sono caduti nel vuoto.

Oggi questo documento intende porre il Sindaco, la Giunta e l’intero Consiglio Comunale finalmente di fronte a questi organismi e poter conoscere dai loro rappresentanti le criticità del Regolamento, se ci sono, conoscere le problematiche, le carenze, le criticità e le proposte amministrative utili a rafforzare il rapporto con il Comune, anche in previsione del bilancio di previsione 2016  e soprattutto procedere in tempi brevi alla prevista elezione dei Consigli di Frazione, essendo trascorso il tempo stabilito, dal punto 5 della norma transitoria,  di un anno dalla nomina dei componenti  avvenuta il  21/01/2014 come da  delibera C.C. n 4 .

Dal dibattito e dal confronto che si svilupperà in questa seduta scaturiranno riflessioni, indicazioni e proposte utili a poter consentire una reale funzionalità, una concreta azione di confronto e rappresentatività dei Consigli dei Territori già comuni di Grotte S.Stefano, Bagnaia, S.Martino al Cimino e Roccalvecce e potranno modificare tranquillamente la richiesta che andiamo a formalizzare .

 

Tutto ciò premesso si chiede al   Sindaco e alla Giunta Municipale per quanto di competenza :

di porre in essere nel più breve tempo possibile gli atti amministrativi utili a consentire l’ elezione dei Consigli come previsto dal  Regolamento per la istituzione ed il funzionamento dei consigli nei territori già comuni di Grotte S.Stefano, Bagnaia, S.Martino al Cimino e Roccalvecce, con le modalità previste dal Titolo II  artt.4 e 5, essendo scaduto il periodo sperimentale previsto,  dall’ art.20 punto 2 del succitato regolamento;

di garantire nel bilancio di previsione anno 2016 capitoli di spesa specifici da quantificare che siano riferiti alle numerose problematiche relative ai servizi, alle strutture ed infrastrutture degli ex comuni, citati nel Regolamento, prendendo spunto anche da eventuali proposte nate nel corso di questo dibattito o da proposte già formulate od in corso di formulazione;

di garantire uguale considerazione ed attenzione per la frazione di La Quercia e le realtà rurali di Monterazzano e Castel D’Asso, che non rientrano in questa organizzazione decentrata e non sono indicati nel Regolamento istitutivo , ma che comunque dovrebbero avere pari dignità amministrativa in virtù della loro storia, delle loro tradizioni e culture, visto anche il loro trascorso  amministrativo da  ex circoscrizioni;

di garantire nel futuro, una volta eletti i rappresentati dei Consigli, periodici confronti con i medesimi onde poter stabilire comunemente strategie e scelte utili a risolvere i problemi e soddisfare le richieste dei residenti e/o dei loro rappresentanti in Consiglio Comunali siano essi consiglieri delegati del Sindaco ed a determinare insieme le somme da ascrivere a bilancio relativamente ai capitoli di cui sopra.

I consiglieri Francesco Moltoni e Sergio Insogna