Catechesi adulti. Responsabilità improrogabile per ogni comunità cristiana. “La discesa di Cristo agli inferi”

(NewTuscia) – CAMPAGNANO DI ROMA (ROMA) – La discesa di Cristo agli inferi è uno degli eventi più misteriosi ed enigmatici nella storia del Nuovo Testamento. La spiegazione di questo articolo del credo non è facile. Tuttavia non possiamo snobbarlo o svuotarlo del suo contenuto, affermando che tale immagine esprime solamente la realtà della morte.
Il credo ha già proclamato la realtà della morte di Gesù: «Fu crocifisso, morì e fu sepolto». Qui fa un passo avanti e ci vuol dire qualche altra cosa. La discesa di Cristo agli inferi fa parte della sostanza della buona novella.
Gesù «era disceso nelle regioni inferiori della terra. Colui che discese è lo stesso che anche ascese» (Ef 4, 10). Il Simbolo degli Apostoli professa in uno stesso articolo di fede la discesa di Cristo agli inferi e la sua risurrezione dai morti il terzo giorno, perché nella sua pasqua egli dall’abisso della morte ha fatto scaturire la vita: «Cristo, tuo Figlio, che, risuscitato dai morti, fa risplendere sugli uomini la sua luce serena, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen».
Gesù è veramente il salvatore di tutti gli uomini. Solo così si avvera in modo pieno e totale quanto ha detto Cristo: «Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12, 32).

Gesù cosa vi andò a fare agli inferi? È uno degli interrogativi a cui il Vescovo Romano Rossi cercherà di dare una risposta alla luce della fede.
Vista la partecipazione alle precedenti catechesi sul Vangelo Marco, c’è da aspettarsi che anche nei giorni caldi di agosto, una partecipazione numerosa e qualificata. Tutto, comunque, verrà registrato e messo sul sito della Diocesi, in modo da permettere a tutti di approfondire la catechesi stessa.
Si tratterà di giorni trascorsi nella preghiera, in ascolto del Signore e nella familiarità con Lui. Una opportunità per gustare l’amicizia con il Signore e nel riscoprire un modo «significativo» di vivere la fede oggi, in stretto rapporto con le situazioni di vita e con l’esigenze di crescita personale e di responsabilità sociale.
Un invito a prendere posizione dentro di noi, a mettersi alla sequela del Signore, per ricevere i doni e rispondere con generoso impegno nella bellezza del servizio gratuito, consumati nell’unità fraterna, nell’amore senza limite e nella sua misericordia senza fine.

Don Giancarlo Palazzi