Via alle Unioni Civili: due uomini i primi a sposarsi a Viterbo

(NewTuscia) – VITERBO – Il Consiglio di Stato ha detto sì al decreto ponte che permetterà la celebrazione delle prime Unioni Civili tra persone dello stesso sesso. Tanti i Comuni di Italia che hanno messo a disposizione i luoghi più belli. Da Verona il sindaco Tosi ha messo a disposizione il balcone di Romeo e Giulietta, mentre a Viareggio ci si potrà sposare in spiaggia.

A Milano già è attivo il numero verde 02.884.41641  per prenotare il lieto evento in Comune e in una sola giornata già sono arrivate 79 richieste. A Firenze la prima unione civile verrà celebrata l’8 settembre, nella Sala Rossa d Palazzo Vecchio.

Quindi se tutto procede come dovrebbe, a Ferragosto avremo le prime coppie omosessuali unite civilmente. Sarebbe bello che anche Viterbo offrisse le locations migliori e invitasse la popolazione a partecipare all’evento. Viterbo è ricca di storia e bellezze artistiche.

Ricordiamo che qui, nel 2014, fu istituito il registro delle Unioni Civili ,dopo una lunga battaglia tra opposizioni filo cattoliche e forze arcobaleno. La lotta fu dura senza risparmio colpi bassi e feriti sul campo. La popolazione manifestò il suo consenso al registro, firmando per la petizione promossa dall’ associazione Solidarietà Cittadina. Vennero consegnate più di 3400 firme..

Per il 2014 quel registro era l’unica possibilità, di pseudo legalità, per una coppia gay o lesbica. Riconosciuto dal Comune di appartenenza attribuiva qualche diritto a due persone colpevoli solo di essere dello stesso sesso. Ma questo registro presente in ben 327 Comuni d’Italia è servito per far capire, al livello nazionale, che c’era bisogno di una legge che tutelasse questi legami.

Il lavoro delle associazioni, in questo caso dei Comini italiani, fu quello di premere sulle istituzioni affinché si colmasse un vuoto normativo che durava da più di 30 anni. È logico che ora questo registro delle unioni civili appaia nulla al confronto di una legge nazionale, ma senza di esso non si sarebbe mai arrivati a una legge italiana che tutelasse le unioni tra omosessuali.

Il Comune di Viterbo, poi, disse che avrebbe fatto tanto per pubblicizzare questo registro ma così non avvenne. Solo dopo molte rimostranze si riusci ad ottenere un accordo con la ASL in modo che in ospedale, il compagno del malato potesse essere riconosciuto come tale. Insomma, il registro fu proclamato, ma fu lasciato vuoto di contenuti.

Da Ferragosto, anche a Viterbo, ci si potrà unire civilmente tra persone dello stesso sesso. Non vale l’obiezione di coscienza, perché lo impone la legge. Due ragazzi, M. e J., nel fiore degli anni, stanno con il fiato sul collo degli incaricati del Comune per prenotare il lieto evento. Si amano, si vogliono sposare. Faranno la cosa giusta? Durerà? Chi può saperlo. La cosa importante è che da oggi hanno la possibilità di scegliere, possibilità che prima no avevano, e soprattutto, una volta detto il fatidico “Sì”, avranno gli stessi diritti una coppia eterosessuale unita in matrimonio.

Emanuela Dei