Ombre Festival: identikit, il disegnatore di incubi di Maurizio Lorenzi

IDENTIKIT_fronte_low(NewTuscia) – VITERBO – Disegnare il volto dell’autore di un reato del quale non si possiedono immagini basandosi sulle descrizioni di vittime o testimoni, ricostruire i lineamenti del viso di un latitante a partire da una fotografia scattata anni prima, tenendo conto del progressivo invecchiamento legato al passare del tempo. Tracciare occhi, naso, bocca, zigomi e rughe della persona così come il “disegnatore forense” li ha immaginati sulla base delle informazioni raccolte, e dare nuovo impulso alla caccia all’uomo.

È un lavoro complesso fatto di intuizioni, ponderazioni, abilità artistiche e approfondite nozioni di psicologia, quello degli agenti del Servizio Polizia Scientifica impegnati nella sezione identikit.

È questo, dal caso della banda della Uno Bianca a quello di Unabomber e molti altri, il mondo in cui si muove e respira il disegnatore di incubi, uno dei più grandi investigatori della storia italiana.

Maurizio Lorenzi (MaLo), poliziotto, scrittore e pubblicista, ha pubblicato Racconti sulla strada (Sottosopra), A modo mio (edizioni Il Molo), Racconti di strada (Edizioni Ananke), il racconto L’ultima lettera, inserito nella raccolta di scritti e ricette Il gusto del Piemonte (Conti editore), Sbirro Morto Eroe, le verità giudiziarie (Conti editore), Eroi senza nome (Imprimatur), vincitore del premio Il Molinello 2016, premio Speciale della Giuria per la Saggistica.
“Leggere per capire, scrivere per capirsi” è il nome del suo blog (www.mauriziolorenzi.it), un laboratorio di scrittura e letture in cui confluiscono idee e riflessioni di ogni libero pensatore.