Giorgio Scerbanenco (1911-1969) è l’autore del racconto “Un treno per l’inferno” tratto dal volumeUn treno per l’inferno e altri racconti (in edicola con “Il Sole 24 ore della domenica”).
Pubblicata tra il 1959 e il 1969, la storia ritrae un gruppo di otto giovani, cinque uomini e tre donne, che organizzano un fugace party notturno a base di alcol e droga su un vagone fermo.
Al lettore può venire in mente che, se non fosse dentro uno squarcionoir, tutto somiglierebbe ad uno dei tanti racconti fatti da amici in cerca di divertimento facile finito senza onore né gloria ma nemmeno spargimento di sangue.
La consapevolezza fa affrettare la lettura che procede spostando l’attenzione al di fuori del vagone dove un piccolo comando di carabinieri è sulle tracce del gruppo in mezzo al quale si nasconde, all’insaputa della combriccola, un pericoloso delinquente internazionale. L’ansia verso gli ignari imbecilli prigionieri inconsapevoli del latitante sale fino alle ultime righe del racconto.















