Nel maggio del 1948 negli Stati Uniti esce su “Cosmopolitan” il racconto di Agatha Christie intitolato “Tre topolini ciechi”. Ispirato dall’omonimo radiodramma del 1947 scritto per l’ottantesimo compleanno della regina Mary che aveva espresso il desiderio di ascoltare alla radio una commedia di Agatha Christie, nel 1952 il racconto verrà messo in scena a Londra ininterrottamente fino ai giorni nostri. il_ritorno_del_gn_2015_con_foto_1_201503241110711_vobttotxuimpp2kg8m00uchgbAncora oggi Trappola per topi è la commedia più rappresentata del mondo. Quasi alla stregua di attrazione turistica, quasi istituzione nazionale, come disse la stessa Agatha Christie “non è un dramma, non è uno spettacolo dell’orrore, non è proprio una commedia brillante ma ha qualcosa di tutti e tre e così accontenta la gente dai gusti più disparati”. Ma perché tutto questo successo per una commedia che non è nemmeno tra le migliori della sua autrice? “È una questione di fortuna” ha risposto la Christie.

Per la versione teatrale la Christie sceglie un titolo shakespeariano Trappola per topi ispirato ad Amleto ma suggerito dal genero Anthony Hicks. Prodotta da Peter Saunders e diretta da Peter Cotes, il 6 ottobre del 1952 la commedia debutta al Theatre Royal di Nottingham per proseguire a Oxford, Manchester, Liverpool, Newcastle, Leeds e Birmingham. trappola_topi_agatha_christie_201505181091623_l3zkgtxwfd06acqs4m0wa1ylzIl 25 novembre va in scena all’Ambassadors Theatre di Londra. Convinta che la commedia non rimarrà in cartellone nemmeno un anno, l’autrice non sa di essere di fronte al suo più grande successo professionale.  Ignara del futuro trionfo, Agatha Christie ne lascia i diritti al nipote Matthew Prichard che all’epoca aveva dodici anni.

L’anno successivo la commedia viene rappresentata in un carcere londinese davanti a 300 detenuti e durante il secondo atto due di essi evadono.

Il 13 aprile del 1958 il produttore teatrale Peter Saunders organizza “The Night of a Thousands Stars”, una festa al Savoy Hotel per festeggiare Trappola per topi come l’opera più rappresentata del teatro inglese. Agatha Christie è l’ospite d’onore ma giunta in anticipo, non viene riconosciuta e non può entrare prima dello spettacolo. Così si ritira, timidamente. agatha_christie_201505181091725_g77vz0wc990ylqclcm2eoeur9Grazie alla segretaria del produttore viene fatta entrare, immortalata dai fotografi mentre taglia la torta dei festeggiamenti, saluta gli ospiti, fa un breve discorso. Nello stesso anno Agatha Christie regala all’Ambassador’s Theatre una trappola per topi d’oro.

Nel 1973 Trappola per topi ha compiuto 21 anni: viene dato un ricevimento al Savoy Hotel a cui partecipano tutte le 21 interpreti della protagonista femminile.

Il 16 dicembre del 2000 è andata in scena la sua 20.000ª replica.

Il 25 novembre del 2002 per il suo 50° anniversario hanno assistito allo spettacolo la Regina Elisabetta II e il principe Filippo.

Il 18 novembre del 2012 è andata in scena la sua 25.000ª replica.

La Christie non ha mai saputo spiegare il successo della commedia: “forse perché nel dramma c’è qualcosa per tutti”. Spesso lo attribuiva alla fortuna. Lo andava a vedere una volta all’anno annunciando che quella probabilmente sarebbe stata l’ultima.

 

L’habitat naturale di molte delle opere di Agatha Christie è il salotto che, in ogni casa, rappresenta il museo dei padroni e della loro posizione sociale. Regno incontrastato della padrona di casa che ne ha studiato ogni dettaglio, è il luogo dell’intrattenimento degli ospiti con elegante falsa modestia. Ogni velleità intellettuale viene disapprovata e solo apparentemente tollerata. Trappola per topi ha nel salotto il suo unico scenario e nel cast non più di dieci personaggi.

Eliminando l’azione e la figura del detective l’autrice fa concentrare tutta la suspense nell’intreccio e riesce a tenere viva per due ore l’attenzione degli spettatori. Dialoghi perfetti, ambientazione claustrofobica, personaggi che rappresentano più stati d’animo che vere e proprie personalità: tutto ruota intorno alla filastrocca macabra “Tre topolini ciechi”. Attraverso l’uso della filastrocca Agatha Christie fa un vero e proprio omaggio al teatro inglese dell’epoca elisabettiana. Non si è a conoscenza del motivo della scelta ma forse ad attrarre la Christie fu proprio l’allusione sadica legata alla nenia. L’elemento quasi fiabesco della filastrocca (in inglese nursery rhyme) la ritroviamo anche in numerose altre sue storie. Nella filastrocca, come nel giallo, l’assurdo diventa un mezzo di comunicazione ambiguo e, allo stesso tempo, rivelatore. È il mistero che si nasconde dietro l’incanto dell’innocenza. E nel giallo di Agatha Christie la filastrocca diventa un indizio importante sulla via della verità.

La commedia è la più classica delle storie gialle.

Nella locanda di Castel del Frate (in inglese: Monkswell Manor) Mollie (sprovveduta ma coraggiosa e umana) e Giles (serio e sicuro di sé), freschi sposi, sperano di costruire un futuro insieme. Mentre fuori inizia una tempesta di neve, cominciano ad arrivare gli ospiti: il giovane architetto Christopher Wren (infantile ma uno dei suoi personaggi più riusciti), la signora Boyle (pedante), la signorina Casewell(mascolina e schiva), il signor Paravicini (finto vecchio, finto ricco, finto straniero), il misterioso Maggiore Metcalf (militare in pensione) e l’inaspettato Sergente Trotter (polizia di Scotland Yard).

Isolati dal maltempo gli ospiti vengono coinvolti in un’indagine di omicidio dal sergente Trotter che è stato l’ultimo ad arrivare. Una donna è stata uccisa a Londra e sul luogo del delitto è stato rinvenuto un foglietto con la filastrocca incriminata e la minaccia di tre delitti, uno per ogni bambino (topolino) che la donna è accusata di aver maltrattato, più due indirizzi, quello della prima vittima e quello della locanda. Tra gli ospiti si potrebbe nascondere l’omicida e le prossime vittime. Inizia il massacrante gioco di ombre e sospetti mentre viene uccisa la signora Boyle. Il sergente Trotter incalza gli ospiti insinuando dubbi tra i presenti che si osservano e si temono per tutta la durata della storia e, mentre l’indagine procede per tentativi, i fatti scivolano verso un’inaspettata conclusione. Agatha Christie è pur sempre la Regina del Giallo e inganna tutti fino alla fine quando rivela l’identità dell’assassino: quello al di sopra di ogni sospetto.