A cura della D.ssa Gioia Nibbio

(NewTuscia) – Nonostante il problema sia da molti sottovalutato, il bullismo produce effetti che si protraggono nel tempo e che comportano dei rischi evolutivi tanto per chi agisce quanto per chi subisce prepotenze.

La D.ssa Gioia Nibbio

La D.ssa Gioia Nibbio

 Il bullo acquisisce modalità relazionali non appropriate in quanto caratterizzate da forte aggressività e dal bisogno di dominare sugli altri; tale atteggiamento può diventare trasversale ai vari contesti di vita poiché il soggetto tenderà a riproporre in tutte le situazioni lo stesso stile comportamentale.

Di conseguenza, a lungo termine si delinea per il bullo il rischio di condotte antisociali e devianti in età adolescenziale e adulta.

La vittima, nell’immediato, può manifestare disturbi di vario genere a livello sia fisico che psicologico e può sperimentare il desiderio di non frequentare più i luoghi dove solitamente incontra il suo persecutore, luoghi percepiti come pericolosi e quindi da evitare.

La vittima vive una sofferenza molto profonda, che implica spesso una svalutazione della propria identità. A distanza di tempo possono persistere tratti di personalità insicura e ansiosa tali da portare, in alcuni casi e con più probabilità rispetto ad altri, a episodi di depressione.

 E’ possibile individuare specifiche conseguenze a breve e a lungo terminebullismo, sia per bulli  sia per le vittime.

 Le conseguenze per i bulli a breve e a lungo termine sono:                    basso rendimento scolastico, disturbi della condotta per incapacità di rispettare le regole, difficoltà relazionali, ripetute bocciature e abbandono scolastico, comportamenti devianti e antisociali, violenza in famiglia e aggressività sul lavoro .

Le conseguenze per le vittime a breve e a lungo termine sono :

 sintomi fisici (mal di testa, mal di stomaco, mal di pancia),sintomi psicologici (disturbi del sonno, incubi, attacchi di ansia), problemi di concentrazione e di apprendimento, calo del rendimento scolastico, psicopatologie, depressione, comportamenti autodistruttivi/autolesivi, abbandono scolastico, bassa autostima, insicurezza, isolamento sociale, solitudine.

Sebbene le conseguenze del bullismo siano diverse per i bulli e per le vittime, non va dimenticato che, generalmente, entrambi presentano difficoltà sul piano relazionale. Secondo alcune ricerche, i ruoli di bullo e di vittima tenderebbero a persistere nel tempo: bambini che iniziano a subire prepotenze già all’inizio della carriera scolastica possono mantenere questo ruolo negli anni.

Ciò non significa che sia impossibile per i bulli e le vittime uscire da questi ruoli : il cambiamento è possibile, anche se è difficile che avvenga spontaneamente.

In molti casi, infatti , è necessario non solo un intervento da parte dei genitori, degli insegnanti e di altre figure significative per il     bambino/ragazzo, ma anche di professionisti della salute mentale che lo aiutino a recuperare un positivo adattamento.

 

Bibliografia

-I quaderni del telefono azzurro –Il fenomeno del bullismo, conoscerlo e prevenirlo (2003)

-Rapporto Nazionale sulla condizione dell’infanzia e adolescenza (2009)

-Campagna “Smonta il bullo” (www.smontabullo.it)

 

Dott.ssa Gioia Nibbio

Psicologa clinica ,Psicoterapeuta in formazione presso la scuola di Psicoterapia Umanistica –Integrata ASPIC , sede di Roma .

Attualmente si occupa  della diagnosi  e riabilitazione di pazienti con disturbi alimentari e obesità all’Istituto San Giorgio a Soriano nel Cimino .

 Collabora con la sede ASPIC di Viterbo e  svolge in forma privata  attività di consulenza e diagnosi psicologica .

 

Per domande o consulenze :

  • gioia .nibbio@hotmail.it
  • cell.3493707183