I GUITTI DI SUTRI IN “GIULIA 1300 ED ALTRI MIRACOLI”: UN GRANDE SUCCESSO

Beatrice Lo Bue

(NewTuscia) –  SUTRI – ‘Una nera, un camorrista, du’ sfigati e un comunista’, c’è tutto ciò che serve . Il destino procura l’incontro, la mancanza di alternative  unisce e muove la storia.

Entrano in scena Diego (Raffae13692255_1130118273715329_32710979_ole Ceccarelli),  inappagato venditore di automobili con ‘ben sette macchine all’attivo’, accomodante e apparentemente equilibrato, in pausa dalle donne; Claudio (Giovanni Battista Caccia), che  ha fatto fallire la storica impresa di famiglia, divorziato, ingenuo, discretamente ipocondriaco, esperto di tragedie e con un talento per angoscia e sveniment13718035_1130118307048659_402661336_oi; Fausto (Lorenzo Bombardi), venditore di orologi scadenti in tv, collezionista di  vittime piuttosto che di clienti, perseguitato dal bianco  degli assegni o dal verde delle proprie tasche e dai creditori, apprendista manipolatore del confine tra realtà, credibilità e fantasia, che, lamentando  molestie da parte di Angelina Jolie, millanta fama ma trasuda cattiva reputazione; Sergio (Luca Ceccarelli), impavido e quasi malinconico comun 13734771_1130116700382153_1684578679_n

13699404_1130118293715327_1226985001_o    ista, imperturbabile e pratico, che sprizza ‘Resistenza’ da tutti i pori e funge da perfetto contrappeso emotivo al resto degli improvvisati soci.

Ancora, Aba (Arianna Chiavacci), nera ex principessa che, da padrona a garzona si ritrova a lottare per la sopravvivenza con la dignità di chi ha conosciuto dolore e privazioni.

Basta un appuntamento sovrapposto, a causa di una ‘scientemente sbadata’ agente immo13705183_1131914833535673_1104148229_n biliare (Cinzia Fabrizi) , che vende l’invendibile, si improvvisa architetto e traveste una patata bollente da affare imperdibile, e la trama si impenna. I neo-soci  comprano il casale con la mentalità tipicamente italiana del ‘prima si firma e poi si legge’ , e decidono di farne un agriturismo.  A lavori quasi ultimati ,si inco13695957_1130719800321843_1264732295_nntrano-scontrano con Vito (Maurizio Rotella), gustoso rappresentante in giacca e cravatta della camorra locale, arrivato a bordo di un Giulia 1300 verde, estorsore che offre ‘protezione’ alla stre13646877_1130118253715331_1684063940_ogua di un signorotto feudale. Il malavitoso tenta di superare le ritrosie dei poveri imprendi
tori lanciandosi in una lezione morale in cui, alla classica contrapposizione tra bene e male, sostituisce quella tra truffatori professionisti e non: del resto, ‘il professionismo non è una colpa’ e tutti, a vario titolo, sono camorristi.

Su un tappeto comico-paradossale, la vicenda accelera, scandita dal perentorio e scansonato “Areggi” di Sergio, che, affidato al compagno di turno il suo prezioso sigaro, anticipa l’azione e fa progredire la storia mettendo KO il mafioso e sequestrandolo in cantina, in mezzo allo stupore misto a terrore degli impotenti compagni, immortalato in una moviola di altissimo valore drammatico.13734721_1130719900321833_1626551192_n

All’iniziale immobilismo esistenziale, melmoso ed asfissiante dei personaggi, corrisponde specularmente,  dentro l’agriturismo, un dinamismo vorticoso che ingloba tutti. La cantina guadagna altri ospiti particolari: colleghi camorristi (Domenico Ciucci e Walter Urbani )che, venuti a cercare Vito e ‘pizzo’, si ritrovano a condividere  prigionia, pasti scadenti, playstation e ‘150 kg di femmina’. A questo punto chi rimane fermo è il m13689825_1130719910321832_1476432947_nondo fuori: Il movimento narrativo travolge, coinvol13734786_1130719836988506_744621366_nge e attira nuovi personaggi, come l’affascinante cuoca (Giulia Citti) che, tra una confessione e una sensuale pr13705281_1130719916988498_1063478062_novocazione all’impacciato Diego, guadagna la collaborazione ai fornelli di Vito, che, mafioso per mestiere, si riscopre esperto di musica classica, cuoco e campagnolo per passione.

E in un intreccio che pare aver raggiunto un equilibrio, La Giulia occultata a due metri di profondità funge quasi da deus ex machina: il suo stereo difettoso farà  da involontaria colonna sonora, e la fantasia bugiarda di Diego la consacrerà ad oggetto miracoloso. Ci si  guadagna così un ingresso gratuito  nella leggenda, ed i clienti verranno attirati , con mistico entusiasmo, dal mito del musicista che, dalla tomba, manda in cielo note incantate alla sua amata.

Mentre i protagonisti cercano  (e  riescono anche) di  allocarsi in un nuovo contesto, conquistando ruoli 13714279_1130118243715332_1899432591_ne senso,   la situazione si fa nuovamente liquida, sfuggente, tanto  da produrre altri scivoloni, riprese, ricadute, ed eroiche arrampicate.  Insomma, la trama diventa un personaggio a sé stante, colloidale, che  rimescola, divide, amalgama , unisce per poi portar via  tutto con sé…A bordo della disseppellita Giulia.

Nella loro magistrale rivisitazione del romanzo di Fabio Bartolomei, i Guitti, con la regia di Raffaele Ceccarelli,  hanno probabilmente raggiunto l’apice della loro potenza creatrice e teatrale, arricchendo, senza snaturare, un lavoro che ha incontrato la soddisfazione dello stesso autore. Padroni del palco come sempre, hanno giocato su equilibri delicati, in cui l’esagerazione dialoga con la temperanza, la paura con il coraggio, la perseveranza con la rinuncia. Così, ‘Giulia 1300 e altri miracoli’ è diventato un ciclone tragicomico, la storia di ‘un pareggio con il sapore della vittoria’.

CON: Giovanni Battista Caccia, Raffaele Ceccarelli, Luca Ceccarelli, Lorenzo Bombardi, Arianna Chiavacci,  Cinzia Fabrizi, Giulia Citti, Maurizio Rotella, Domenico Ciucci, Walter Urbani.

SCENOGRAFIA: Andrea Venturini

EFFETTI SONORI: Mirko Caccia

LUCI: Luca Mancinelli

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21