A cura della D.ssa Gioia Nibbio

(NewTuscia) – Le arti visive, quali pittura, disegno, scultura, fotografia e cinema, hanno effetti positivi sulla salute mentale degli individui in quanto consentono l’emergere di contenuti inconsci e di conflitti nascosti. gioia_nibbio2_201506291092910_tt30ynktqdsdgpe3dx4r98275

E’ stato lo stesso Freud ad affermare che le arti visive sono più vicine all’inconscio per il fatto che la percezione visiva è evolutivamente più arcaica rispetto all’espressione verbale e cognitiva.

Analizzando la relazione tra psicologia e cinema durante la visione di un film si attivano due meccanismi fondamentali: la proiezione e l’identificazione. Attraverso il primo processo, si attribuiscono agli attori idee e aspirazioni che sono dello spettatore, anche se non realizzate. Con il secondo lo spettatore assimila l’aspetto e i sentimenti dei protagonisti dello schermo.

L’identificazione può essere così intensa da indurre gli spettatori, soprattutto in età evolutiva, a imitare, anche nella vita, gli atteggiamenti e l’abbigliamento dei propri idoli.

Questi meccanismi agiscono sul pubblico attraverso un effetto catartico e liberatorio che permette allo spettatore di rilassarsi e allentare la tensione e tramite la suggestione. Per suggestione si intende, invece, il processo mediante cui una persona viene influenzata al punto da accettare altrui idee, credenze o modi di pensiero.

immagine_articolo_tra_psicologia_e_cinema_201607131084321_i2l36ltpw9we82oefcpk0s5ilÈ interessante ritrovare, nei personaggi creati dal cinema, un aspetto della struttura della psiche concepita da C.G. Jung, uno dei più grandi pionieri della psicoanalisi.

L’aspetto in questione è “l’ombra” che è definita da Jung come la somma di tutte quelle caratteristiche che il soggetto vuole nascondere sia a se stesso che agli altri.

Nel momento in cui la parte oscura e inconscia di noi diviene più potente emergono parti della nostra personalità che possono farci commettere azioni malvagie e aggressive. Esempi di questo tipo si ritrovano in molti personaggi cinematografici (come anche letterari) come il Dottor Jeckyll e Mr. Hyde.

I film infatti che attirano più il pubblico sono, generalmente, quelli in cui compaiono quei fattori nascosti che agiscono negli strati profondi della mente.

Fattori che non si possono o non si vogliono soddisfare nella vita reale, ma a cui non si riesce a rinunciare completamente.

Il film, entro certi limiti, consente di appagare, in forma innocua, quegli impulsi che la coscienza considera proibiti.

Sono soprattutto gli elementi propri della vita istintuale ad essere mobilitati dal film. Ciò spiega perché, nella produzione cinematografica, l’erotismo e la violenza abbiano un così gran spazio.

Le ricerche più recenti delle neuroscienze si affiancano a quelle della psicoanalisi nel sottolineare il ruolo dell’immagine nell’organizzazione delle mappe neurali che rappresentano l’unità del sistema nervoso.

L’utilizzo del cinema può avere anche finalità terapeutica, relativa a psicosi, nevrosi, disturbi dell’umore,disturbi psicosomatici.

L’uso dei video e del cinema favorisce l’espressione dei sentimenti e delle emozioni represse, aumentando consapevolezza e maggior benessere.

Il cinema può anche avere un efficace ruolo di facilitatore di conoscenza e di apprendimento nell’ambito della formazione.

Ad esempio, in ambito scolastico con fini di istruzione, educazione, dibattito su temi, il cinema può essere utilizzato da insegnanti, docenti, educatori, opinion leader per proporre tematiche, suggerire soluzioni facendo riferimento agli esempi narrati nel film, stimolare la discussione su argomenti relativi all’età evolutiva o alle problematiche adolescenziali e giovanili.

La modalità didattica può anche essere utilizzata con finalità sociologiche, di dibattito politico e culturale, tipica dei Cineforum.

 

Bibliografia :

Giusti E;Piombo.I.(2003),ArteTerapie e Counseling Espressivo ,Roma A.S.P.I.C. Edizioni scientifiche.

Angelini A. ( 2005), Psicologia del Cinema, Napoli, Liguori.

Arnheim R. (1933-1938), Film come arte, Il Saggiatore, Milano.

 

Dott.ssa Gioia Nibbio

Psicologa clinica ,Psicoterapeuta in formazione presso la scuola di Psicoterapia Umanistica – Integrata ASPIC , sede di Roma .

Attualmente collabora con la sede ASPIC di Viterbo e svolge attivita’ di consulenza e diagnosi psicologica .

 

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