Tiziana Agnitelli

(NewTuscia) – Dopo l’osservazione, avvenuta per anni delle diverse tipologie di firme gravitanti nel mondo forense, come ricordavo a voi lettrici e lettori nello scorso articolo, ho eseguito uno studio dei caratteri grafologici più peculiari di alcune ben distinte personalità riscontrate nei soggetti che “resistono ed esistono” in questo mondo affascinante quanto complesso.

Le firme raccolte mostrano delle caratteristiche originali e personali che appartengono ad ognuno in qualità di essere umano unico e speciale, ma attraverso l’osservazione e l’approfondimento dell’analisi dei segni grafico grafologici ho potuto notare che ce ne sono molti che si ripetono per alcuni “tipi psicologici” e tale ripetizione ha reso possibile l’individuazione di tre fondamentali categorie di firme, appartenenti al mondo forense, da me così suddivise:

  • le firme assertive accomodanti;
  • le firme diplomatiche;
  • le firme filosofiche idealiste.

Questi termini sono stati da me scelti in quanto ci sono peculiarità grafologiche dominanti, anche se non per tutte le firme sono le stesse, a volte sono piuttosto differenti, ma mixandosi insieme rientrano perfettamente in ognuno di queste categorie. Quindi, valutando e studiando il rapporto tra la forma e il movimento del filo grafico, la presenza/assenza di curve e di angoli, la qualità del tratto, i piccoli segni, il rapporto tra il bianco e nero sono emerse delle caratteristiche psicologiche che si ripetono nelle varie categorie di firme, spesso con segni simili, ma anche con segni diversi che rafforzano l’appartenenza a una determinata categoria e che rendono tali soggetti protagonisti del loro mondo, anche se con approcci diversi.

Senza voler tediare il lettore con troppe descrizioni tecniche, ma anzi cercando di catturarlo divertendolo o quantomeno incuriosendolo farò una breve sintesi degli aspetti prettamente grafologici per poi approfondire gli stessi in senso psicologico ed identificare in quale maniera miscelandosi insieme riescano a creare un prodotto originale e unico, appartenente a ognuna delle categorie individuate.

Iniziamo con la prima firma che rientra nella categoria delle firme assertive accomodanti.

Avvocato Penalista – anni 43 al momento della firma

Tutti gli scriventi si sono trovati davanti ad uno spazio bianco che hanno dovuto riempire, in grafologia lo spazio bianco “simboleggia” lo spazio in cui lo scrivente si muove.

In questa prima firma appartenente alla prima categoria possiamo notare che lo scrivente ha un filo grafico piuttosto curvo (accoglienza, generosità, ascolto), anche se qualche angoletto lo si può osservare guardando attentamente (decisione, determinazione), c’è un primo gesto ampio che “marca il territorio” e che “cattura” l’attenzione, la scena, il bianco del foglio (certamente non ama passare inosservato); sono presenti degli occhielli (diplomazia, modo gradevole di fare), la tenuta del rigo che va dall’orizzontale all’ascendente (portare a termine i doveri e il raggiungimento degli obiettivi con ottimismo e energia). Queste caratteristiche grafologiche danno vita all’essere accomodante (al dialogo, all’ascolto, al cliente), mentre l’assertività la possiamo desumere dagli angoli presenti, anche se ben nascosti, come ad esempio, nelle vocali “o” e dal “ripetere” la firma più volte nel foglio spontaneamente, se non è assertività questa… il soggetto scrivente è anche un uomo originale e non convenzionale, si desume dalla scelta del colore dell’inchiostro e dalla vocale “a” espressa con gesto “à rébours”.