A cura della D.ssa Gioia Nibbio

(NewTuscia) – Quando pensiamo alla nascita di un bambino la nostra mente si riempie di immagini di mamme serene e riposate che stringono tra le loro braccia bellissimi e tranquilli neonati. gioia_nibbio2_201506291092910_tt30ynktqdsdgpe3dx4r98275La pubblicità di prodotti per l’infanzia veicola questo messaggio di bellezza, serenità e perfezione dove tutto sembra naturale e semplice.

La maternità invece è un periodo complesso dove convivono emozioni contrastanti e dove, a volte, sono presenti difficoltà e sofferenza.

La gravidanza rappresenta per la donna un periodo di profondi cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici. Questo sconvolgimento emotivo può scatenare nelle donne più vulnerabili un’esperienza depressiva di varia intensità.

L’80% delle donne, nelle prime fasi successive alla gravidanza, presenta un problema dell’umore conosciuto come baby blues, una forma di tristezza che dipenderebbe dal cambiamento ormonale e anche da un cambiamento esistenziale e fisico-organizzativo che segue l’essere diventati genitori.

Dopo un mese questo fenomeno scompare, l’umore diventa positivo grazie a fattori quali il sostegno dell’ambiente, del partner e della rete sociale  e a fenomeni di adattamento.

Tuttavia il 16% delle donne mostra invece un trascinamento della baby blues con effetti significativi sulla donna e sulla relazione sia con il partner e sia con il bambino.

I sintomi principali sono: tristezza e umore depresso, pianto incontrollato, ansia e attacchi di panico, perdita di interesse per le attività tra cui quella sessuale, ritiro sociale, sensazione di perdita di valore; stanchezza, affaticamento, disturbi del sonno, instabilità emotiva; disturbi dell’appetito, eloquio e movimenti rallentati,senso di colpa e auto biasimo, senso di disperazione, inadeguatezza e pensieri costantemente pessimisti, ridotta capacità di concentrazione, ossessioni, angoscia e pensieri suicidari.

depressionepostpartum_201605231175416_sfdyxky1guaqizp2kqip22nyyMolte ricerche evidenziano come la depressione post partum abbia degli effetti a lungo termine sul bambino che comprendono disturbi nell’attaccamento, disturbi cognitivi e sociali e disturbi nello sviluppo. La depressione post partum ha inoltre un elevato rischio di ricadute e di comorbilità con altre patologie. Questo disturbo compromette anche la relazione di coppia. I partner di donne con depressione post partum hanno inoltre maggiori possibilità di sviluppare un disturbo dell’umore.

Un approccio preventivo di educazione pre e postnatale è di fondamentale importanza e permette l’individuazione già nel pre-parto delle donne maggiormente vulnerabili. Per ridurre il rischio depressivo sarebbe, infatti, utile mettere in atto degli interventi prima della comparsa del disturbo.

Questo tipo di prevenzione primaria può essere fornita anche grazie a degli accoglienti percorsi di accompagnamento alla nascita che permettano alle future madri di trovare spazio per esprimere bisogni, condividere emozioni, informazioni e strategie.

La rete sociale e il supporto reciproco diventano fondamentali soprattutto nel periodo successivo al parto. La vicinanza, il sostegno e la condivisione sono fattori importantissimi per accompagnare e sostenere la madre.

Oltre ad intervenire sui fattori di rischio, diminuendo soprattutto l’isolamento sociale, esiste la necessità di diagnosticare tempestivamente la depressione post partum per poter intervenire in modo adeguato e ridurre le conseguenze a lungo termine per la donna e per il bambino. E’ fondamentale che la madre mantenga i contatti con amici e famigliari imparando a chiedere aiuto, rafforzando il rapporto con il partner, cercando di comunicare ed esprimere le proprie emozioni e le proprie necessità.

Amici, partner e famigliari devono prestare attenzione ai comportamenti, imparare a leggere oltre al silenzio, offrendo sostegno  nella quotidianità, comprensione e ascolto empatico.

La donna, prima di tutto, deve imparare ad ascoltare, comprendere e comunicare il proprio malessere e, per fare questo, deve sapere di poter ricevere aiuto, sostegno e incoraggiamento da chi la circonda.

 

Bibliografia

-Quando le madri non sono felici. La depressione post partum M.Ammaniti;S.Cimino;C.Trentini.Il pensiero scientifico.

-Depressione del post-partum e sviluppo del bambino.L.Marray;P.J.Cooper.CCI Edizioni Internazionali

Dott.ssa Gioia Nibbio

Psicologa clinica ,Psicoterapeuta in formazione presso la scuola di Psicoterapia Umanistica – Integrata ASPIC , sede di Roma .

Attualmente collabora con la sede ASPIC di Viterbo e svolge attivita’ di consulenza e diagnosi psicologica .

 

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