“VA TUTTO BENE MADAMA LA MARCHESA”. FIORONI CONTRO OGNI EVIDENZA: “MICHELINI VAI AVANTI!”

Un grande casino. Prescindendo da primogeniture giornalistiche sui perché e percome del caos politico-istituzionale in quel di Palazzo dei Priori e ringraziamenti pubblici a questo o quel giornalista, cerchiamo noi, umilmente, di capirci qualcosa.

?

Se è possibile solo provarci.

Allora.

Ieri Giuseppe Fioroni  ha chiamato a raccolta i suoi fedelissimi per esprimere pochi ma semplici concetti. Tra questi i principali possono essere riassunti così: il documento con cui Serra e altri sei consiglieri PD chiedono la testa di Michelini è strumentale e non per vere colpe amministrative del sindaco; Egidi e chi fa dichiarazioni contro il sindaco si deve dimettere perché il primo cittadino “vive del suo” e non fa della politica il mezzo ma il fine; la revoca dell’ex assessore Vannini sarebbe (col condizionale d’obbligo) legata alla quasi concomitante azione di Serra & Co.; Michelini deve andare avanti perché rappresenta il nuovo; chi si mette contro il sindaco agisce da “comunista”.

Partiamo da quest’ultima affermazione, “comunista”. Ora, chi se la prendeva sempre con Berlusconi perché usava spesso questo termine quando era a corto di argomentazioni concrete potrà essere rettificato: anche dentro il PD si usa. Per carità, non vogliamo dire che Fioroni sia a corto di argomentazioni, ma le parole usate ieri hanno riportato alla memoria alcune tipiche esternazioni di Berlusconi.

experience_etruria2fioroni_michelini_201510251131845_f4nonc26b2c571m765efpqd84(Fioroni ribenedice Michelini e lo striglia nonostante tutto e tutti: “Leonardo vai avanti!”)

Ora. Il “tecnico” Vannini, suo malgrado, si è trovato al centro del fuoco e della contraerea di due fronti opposti. Da una parte i fedeli  del sindaco che, con Fioroni come riferimento politico, rivendicano la bontà del progetto dei Moderati e Riformisti, nati, formalmente, per allargare il consenso nell’area del centrosinistra, sostanzialmente, aggiungiamo noi, per costruire un soggetto di centro che sia alternativo sia al PD che al centrodestra e si prepari per le prossime elezioni comunali di Viterbo. Dall’altra parte il PD e i suoi leader, divisi per beghe interne ma, nei momenti critici, di nuovo uniti per fronteggiare rischi “esterni”.


Dicevamo Vannini. Il nostro pensiero, ma è solo il nostro, è che i suoi sei mesi di assessorato siano stati i migliori in assoluto di tutta questa consiliatura, con qualche accenno solo a Barelli per Expò e la Macchina di Santa Rosa mentre, per gli altri, vale solo l’ordinaria amministrazione. Vannini, “assessore-operaio”, si è prodigato per dare un segnale di concretezza a questa giunta molto autoreferenziale e con grandi difficoltà nel dire pubblicamente i risultati fin qui ottenuti. Fioroni ha parlato di normale dialettica politica all’interno di una maggioranza che deve fare riferimento solo ai consiglieri e al sindaco, senza ingerenze esterne, mentre i leader del PD che cercano di inserirsi, parafrasando, lo farebbero solo strumentalmente e per fini politici.
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(Francesco Serra)

Nel comunicato a firma di Livio Treta, capogruppo dei Moderati e Riformisti in Provincia, vengono rimandate al mittente tutte le accuse di Alessandro Mazzoli che, con un comunicato molto corposo, di fatto si ritiene pentito di avere dato carta bianca alla candidatura di Leonardo Michelini a sindaco di Viterbo al posto di Francesco Serra, considerato figura di spicco del PD.
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(Alessandro Mazzoli)

Mentre Mazzoli punta sulla fiducia tradita da una gestione, come dicevamo, autoreferenziale di Michelini e basata su alchimie di equilibri politici più che sul bene comune (vedi vicenda Vannini), Treta risponde parlando di ingerenze del PD e di autonoma volontà dei consiglieri comunali.

“Spetta ai consiglieri comunali, innanzi tutto al sindaco, autonomamente decidere senza ingerenze. Gli accordi politici –  dice Treta – di maggioranza hanno previsto sempre tre assessori civici, Vannini ha sostituito Alessandra Zucchi la nostra prima degli eletti e non mi sembra che ti sia stracciato allora le vesti. Vedi, noi vogliamo un rapporto con il PD di rispetto e di autonomia su tutto il territorio provinciale, non siamo abituati a prendere ordini da nessuno”.
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(Livio Treta)

Alla luce di tutto ciò, permettetecelo, ci chiediamo come Fioroni possa dire pubblicamente che Michelini deve andare avanti con orgoglio, questo il concetto delle sue parole. Ok se si vuole appoggiare la condotta del sindaco fin qui, ma l’evidenza dice che 7 (sette!) consiglieri di fatto sono contro questa maggioranza, due sono usciti anzitempo (Moltoni e Insogna) e il fronte delle opposizioni è formato “solo” da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Viterbo2020, Movimento5 Stelle e singoli consiglieri. Ergo: anche chi non ci capisce nulla di politica penserebbe che la navigazione di Michelini continuerà sotto bombardamenti in aria e con rischio di squali in acqua.

Ma, tant’è! Si va avanti! Michelini, ieri, dopo l’intervento-fiume di Fioroni ha detto che i sette consiglieri del PD devono formalizzare la loro sfiducia nei suoi confronti se vogliono avere rilevanza. Dopo i comunicati di queste ore non crediamo che ciò tarderà ad accadere.

Due ultime riflessioni. La prima, meno importante, ci riguarda e la tratteremo subito sotto. La seconda, più importante: ma dei problemi reali di Viterbo che ne è? Ieri solo vaghi accenni a Expò, alla Macchina di Santa Rosa e spiccioli. Ricordiamo che, mentre si cerca di capire la sorte di Michelini e i suoi, migliaia di viterbesi sono in povertà, hanno perso il lavoro, e ci sono in sospeso questioni urgenti: dallo scandalo rifiuti alla disoccupazione generale, dalle vicende sempre occupazionali che dipendono dall’azione amministrativa di Palazzo dei Priori a una viabilità in molti tratti di Viterbo da terzo mondo, passando per un termalismo “fantasma” e per opere pubbliche che sono state “firmate” dalla precedente giunta Marini. Ebbene, Michelini se vuole restare in sella fino al 2018, come dice, pensi a dare risposte su tutto ciò. Magari pensando che, oltre alla già grande frammentazione del suo consenso, ha i cosiddetti “civici” (leggi in primis un certo Filippo Rossi), che un giorno lo appoggiano e il seguente gli sparano addosso.

Dicevo sopra un’altra piccola riflessione che riguarda noi umili scribacchini di provincia.

Più che un brindisi preferiamo restare dietro le quinte e dire con neutralità quello che pensiamo.

Si legge su internet per bocca di Fioroni riferito a un noto direttore web locale:

“Stasera facciamo vedere a tutti come si fa un vero dibattito politico.  Un conto è l’amicizia quarantennale su cui non ci piove, un altro è lo scontro politico. Da buon andreottiano ho capito questo”.

Caro Fioroni, il resto della stampa viterbese non “incensata” da lei non sarà capace di fare un “vero dibattito politico” a “quattr’occhi” con la sua autorità. Pazienza. Ne guadagnerà il pluralismo che noi e tanti altri giornali fanno ogni giorno senza bisogno di esaltazioni pubbliche. Continueremo così, su questa linea.

Buon Natale!

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21