Questo l’invito arrivato in redazione e di cui, preliminarmente, ringraziamo l’organizzazione di Caffeina:
La Fondazione Caffeina raddoppia, nasce “Caffeina Polis”. Quest’anno, per la prima volta, si affianca al festival una sezione interamente dedicata alla politica, all’economia e al sociale. “Caffeina polis – spiega Filippo Rossi – ha l’obiettivo di arricchire l’evento con uno sguardo sul mondo, cui saranno chiamati a partecipare politici, imprenditori, personaggi della finanza, professori universitari… La nascita di questa nuova sezione – prosegue Rossi – è parte integrante del processo di salvataggio e rilancio del festival viterbese”.
L’appuntamento inaugurale, dal titolo “Sguardi sul mondo”, si terrà sabato 5 dicembre alle ore 17, presso la
Fondazione Carivit in via Cavour 67. Intervengono: Filippo Rossi, direttore artistico di Caffeina Festival; Giovanni Masotti, direttore di “Caffeina Polis”; Antonio Tajani, vicepresidente Vicario del Parlamento europeo; Giuseppe Fioroni, Presidente Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro.
Introduce Mario Brutti, Presidente della Fondazione Carivit.
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Questo il comunicato di invito alla conferenza di domani cui si annuncia la nascita di “Caffeina Polis”, la parte di approfondimento politico, economico e culturale di Caffeina. Bene, fin qui nulla da dire. Ci si permettano solo alcune considerazioni generali e, alcune, limitate alla nostra attività.
Fino a poche settimane fa, così come dopo praticamente ogni edizione di Caffeina, chi gestisce questa manifestazione ha convocato conferenze stampa usando parole molto forti per parlare di “Rischio fine della manifestazione”, “Ci trasferiamo”.
In poche settimane, in questo anno di grazia 2015, invece, sembra che abbiano risposto all’appello nomi che contano, in primis Terme dei Papi e Comune di Viterbo. Nel primo caso 100 mila euro in 5 anni, nel secondo stanziamento di 50 mila euro. Ma, come dissero nella conferenza stampa di novembre Rossi e Baffo (in cui, appunto, si annunciava l’ingresso delle Terme dei Papi tra i finanziatori di Caffeina), tutto ciò ancora non basta. Eppure…
Eppure ora viene annunciata la nascita di “Caffeina Polis” che, come dice il nome, sarà la Caffeina della piazza, della polis, ossia del dibattito e approfondimento politico, economico e cultural-sociale. Quindi delle due l’una, o in queste ultime settimane le cose sono improvvisamente andate meravigliosamente bene o si cerca obtorto collo di allargare l’area di influenza della manifestazione che, ormai, diventa La manifestazione della Tuscia. Tutto ok, tutto perfetto.
Allora ci viene spontaneo anche pensare che i tanto “tirchi” e cattivi imprenditori e politici viterbesi tanto “acci” non siano. O, meglio: se Filippo Rossi vuole, ormai, ottiene un po’ tutto. Allora perché lamentarsi tanto? Perché credere che tutto andava a rotoli quando, invece, sembra che la Tuscia, tra Comune e Terme dei Papi, abbia detto sì subito e senza battere ciglio? Qui non faremo nessuna allusione politica sul fatto che Rossi è parte integrante di una maggioranza di cui esprime un assessore (Barelli), per opportunità (?) tolto dalla Cultura tempo addietro. Però…però un’altra domanda ci sorge spontanea, rimanendo in quelle “generali”.
Domenica scorsa, presso l’Hotel Salus delle Terme di Viterbo, Fondazione ha riunito praticamente tutte le principali associazioni, tra cui quelle culturali, per il Brainstorming: nessun esponente del Comune di Viterbo si è fatto vedere. Filippo Rossi compreso. Il Comune ha investito 50 mila euro in una botta sola su Caffeina, a fronte di decine di associazioni culturali che sono a picco. Poi lo si invita a dire la sua e non viene. Nell’ambito di uno sviluppo cuturale plurale e democratico di Viterbo, non sarebbe più giusto fare scelte più, appunto, democratiche e plurali? Viterbo non è quella città in cui non esiste più nessun cinema di rilievo e il teatro dell’Unione, anche per motivi economici, ancora è chiuso?
La casetta di legno in piazza del Comune per raccogliere fondi per Caffeina, perché non la trasformiamo in raccogli-fondi per tutto il panorama culturale viterbese?
Il dibattito conseguente a queste riflessioni lo lasciamo ai lettori.
Che, poi, domani alla presentazione di Caffeina Polis ci siano nientepopodimenoché Fioroni e Tajani insieme, conferma l’idea della volontà di un irrobustimento bipartisan di Caffeina a discapito di piccole realtà del tutto ignorate sul territorio. Senza sminuire Caffeina, ma facendo giornalismo con onestà intellettuale come metro di giudizio.
Ultima piccola battuta sulla stampa locale.
A Filippo Rossi, contattato personalmente, ho domandato un fatto che, a mio modestissimo avviso, stride con l’obiettivo di un festival per la città in senso comunitario. Di questa idea non sono tutti i colleghi, ma noi la portiamo al pubblico dominio. Attualmente Caffeina ha come media partner un unico giornale online, la domanda posta è semplice semplice: perché non allargare a tutti i giornali (online e non) la possibilità di avere una vetrina con Caffeina e gestire direttamente una quota-parte di Festival, portando quel singolo valore aggiunto che, nel complesso, farebbe rima con democraticità, pluralismo e pari opportunità informative?
Ebbene, più volte sollecitato Filippo Rossi ha risposto, in soldoni, che la visibilità che porta questo giornale online a Caffeina è insostituibile per avere altri media partner dello stesso target. Il che, praticamente, cozza sia con i principi di pluralità e democrazia, sempre a nostro modestissimo avviso, che con l’idea che Caffeina debba avere un obiettivo comunitario e non di elite.
Tutto qui ma, con l’occasione della scoppiettante presentazione di Caffeina Polis, non abbiamo resistito a fare queste considerazioni. E, ora, un po’ di Caffeina, che l’articolo è stato lungo.
State bene!















