Oggi la votazione della mozione di sfiducia contro il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini. Si parte alle 15.30 con l’appello per il consiglio comunale di Viterbo che, a meno di colpi di scena più che clamorosi, non riuscirà a concludere la gestione Michelini in quel di Palazzo dei Priori.
Sì, perché per sfiduciare Michelini servono 17 voti e, calcolando che Moltoni (GaL) è ancora assente da Viterbo, certi ce ne sono solo 12. Servirebbe un quasi ammutinamento di pezzi pregiati della maggioranza Michelini e, questo, è da escludere.
Ma facciamo un passo indietro. Perché l’universo mondo dell’opposizione in consiglio comunale di Viterbo vuole la testa del primo cittadino?
In primis le opposizioni (si sono uniti al centrodestra e a Viterbo2020 anche il gruppo misto, Gal e M5S) criticano il mancato rispetto degli impegni presi durante la campagna elettorale. Michelini si era presentato come il sindaco della “rivoluzione” dopo 20 anni di centrodestra e, in una parola, doveva essere il sindaco dell’ammodernamento di Viterbo.
Ebbene.
Tutto questo non ci sarebbe stato secondo le opposizioni, anzi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la famigerata delibera sulle RSA che ha falcidiato, di concerto con il ritardo dei fondi regionali, le possibilità di sostentamento di decine di degenti nelle residenze sanitaria assistite, imponendo parametri molto duri tra reddito generale (beni mobili e immobili) e clausole di applicazione.
Di poche ore fa il tentativo di conciliazione con la Regione Lazio e qualche spiraglio si vede, ma il danno d’immagine per Michelini & Co. ormai c’è stato.
In questi anni si sono avute le inchieste sulla gestione dei rifiuti, il dramma lavorativo di decine di dipendenti pubblici, i progetti saltati su termalismo e Tuscia Expò (solo per citarne due), centro storico con serrande sempre più abbassate.
Per trovare note positive può venire in mente la Macchina di Santa Rosa “Fiore del Cielo” all’Expò di Milano, anche se a danno dei soldi per la risistemazione delle strade cittadine, e qualche accenno alla promozione della città.
Ma i problemi cronici di Viterbo diventano sempre più cronici.
C’è la questione criminalità che emerge non solo nel centro storico ma soprattutto in esso: la convivenza con gli stranieri non è sempre facile e, diciamocela tutta, sta esplodendo una città spaccata in due: un centro sempre più svuotato dai viterbesi per gli stranieri e scarse iniziative pubbliche durante l’anno. Ciò fa il paio con la totale assenza di un progetto di riqualificazione complessivo del cuore antico di Viterbo e uno stato penoso di quartieri come San Pellegrino.
I lavori pubblici riguardano quasi esclusivamente i cantieri per il progetto Plus, iniziati durante la giunta Marini, e da poco quelli per la riqualificazione della zona di Sallupara.
Tutto questo non servirà per sfiduciare oggi Michelini, forse, ma sarebbe bene fare un rapporto del tempo in cui questa amministrazione si è dedicata ai problemi concreti di Viterbo con quello dedicato alle dinamiche autoreferenziali (vedi balletto nomine presidenti consigli comunali e commissioni andate a vuoto).















