Quando si è costretti a viaggiarci attraverso, la nebbia ha ben poco di poetico. Come sempre, a far le spese delle mancate promesse di chi dovrebbe amministrare e tutelare sono i cittadini, ai quali non rimane che farsi il nome del Padre prima di avventurarsi sulle disastrate strade della Tuscia. Segnalazioni e lamentele più che fondate sono ormai, da anni, la triste colonna sonora di una zona che diventa sempre più impervia e rischiosa per i pendolari che ormai devono chiedersi  quale sarà la loro ‘sorte’.
“Percorro abitualmente la via Cassia Cimina per recarmi al l
avoro, ma sere fa, tornando a casa, ho avuto una paura incredibile. C’era una nebbia talmente fitta da non poter distinguere più nulla. Come se non bastasse, la carreggiata in alcuni tratti è priva di segnaletica sia al centro che ai lati. Non c’è modo di orientarsi, ho temuto il peggio! Mi chiedo cosa stiano facendo le istituzioni competenti e, soprattutto, se stiano aspettando qualche grave incidente pr
ima di intervenire!” . Questa la testimonianza di una lettrice, altra pendolare vittima della dilagante malgestione  del nostro territorio.

Manti stradali disconnessi, buche simili a buchi neri in cui si disperdono i soldi e la pazienza degli automobilisti, strade allagate alla minima pioggia, segnaletica mancante e chi più ne ha più ne metta. Insomma, volendo fare un bilancio dello status delle strade della Tuscia, l’esito risulta tutt’altro che positivo e neanche lontanamente accettabile.
Da nord a sud della provincia delle promesse e dei buoni propositi platonici la situazione non cambia. Indignazione e preoccupazione le uniche compagne dei cittadini, che continuano ad attendere i dovuti interventi, nella speranza che patti, accordi e doveri non vengano inghiottiti in un ‘non si sa dove’, e non vadano in dissolvenza…
Come automobilisti attraverso la nebbia.
Beatrice Lo Bue