“Nel 1942, al tempo della guerra. Tanto io sono donna e sarei stata a casa”.
Questa la risposta incriminata, data a Claudio Amendola dalla neo miss Italia, la montaltese Alice Sabatini, che ha creato un vespaio sulla stampa nazionale. Ma analizziamo bene il contesto e la frase.
Eravamo nelle fasi finali del concorso di bellezza e l’ansia era altissima. Alice, come tutte le miss, è una ragazza molto giovane e, magari, in quel momento una domanda culturale l’ha lasciata un po’ spaesata. Non che lei sia poco acculturata, per carità, tutt’altro.
(Una delle immagini ironiche esplose sul Web dopo la (presunta) gaffe della neo Miss Italia di Montalto di Castro, Alice Sabatini)
Un po’ capiamola, forse nemmeno lei avrebbe mai pensato di arrivare fino a quel punto e, in quei frangenti palpitanti, chiedere in quale epoca storica avrebbe voluto vivere è come chiedere a un finalista olimpico dei 100 metri, a pochi istanti dal via, quale piatto preferisce. Così, per conoscerlo meglio.
Se è un concorso di bellezza, si valuta la bellezza, poi le miss hanno anche un profilo personale, ovvio, ma, ribaltando le cose, che direste se a un concorso di cultura, tipo le olimpiadi della matematica, si alzasse un polverone sul look della ragazza vincitrice perché inadeguato? Cosa stiamo valutando in questo caso? La preparazione in matematica o altro?
Quello che lascia un po’ atterriti è la formuazione letterale della risposta: ““Nel 1942, al tempo della guerra. Tanto io sono donna e sarei stata a casa”. Certamente sgrammaticata, tipica di una persona emozionata e giovane. Con un tono di voce, quello sì, che dà l’idea del momento: molto vago e non in sintonia piena con la domanda “culturale” fatta da Amendola.
Noi della Tuscia rimaniamo contenti di un momento storico per le bellezze della nostra terra, che non hanno mai piazzato al primo posto una loro esponente. Indubbiamente Alice è una bellezza atletica, non a caso ha giocato in serie A2 nel basket, e, diciamocela tutta, ha uno charme semplice.
La sua “gaffe” prendiamola come un modo quasi insperato (ma non preparato) per avere immensa pubblicità e una conferma della sua genuinità. E, oggi, di genuinità, in un mare di bellezze preconfezionate e fatte al computer, ce n’è davvero bisogno!













