PROVE TECNICHE DI HARAKIRI DELLA GIUNTA MICHELINI

Leonardo Michelini, diciamocela tutta, è alquanto sfortunato. E’ stato il sindaco della Macchina di Santa Rosa a Expò e sono piovute le polemiche dopo gli articoli critici di Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano. direttore_gaetano_alaimo2_201307111152708_zbwmrkcgcxpfnmgv93g6cvt0sHa avuto il suo attimo di gloria con i tre consiglieri piazzati in Provincia a sostegno di Mazzola e dentro il suo di consiglio, Palazzo dei Priori, è esplosa una crisi che vede contrapposti due blocchi: il suo, formatosi quasi spontaneamente dopo l’esito del voto, formato dal PD che guarda a lui e Fioroni più i “Civici” e quello che fa riferimento a Serra e Panunzi, che chiede di prendere atto della netta metamorfosi politica avvenuta.

Ma andiamo per gradi.

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Michelini ha preso atto della fragilità della sua posizione politica ormai da tempo e, giustamente, ha voluto fare un atto di coraggio fondando un suo partito, dei Moderati e Riformisti, e ha avuto un ottimo successo facendo eleggere tre consiglieri su 12 in quel di via Saffi.

Questo, però, ovviamente ha causato le ire di chi, nel PD
(i fedelissimi di Serra), si vede emarginato malgrado il peso politico in maggioranza. In altre parole, questa parte di PD che non ha, di fatto, posizioni in giunta, chiede a gran voce un rimpasto strutturale della composizione della squadra di governo della città. Tutt’al più che, ora, Michelini è di fatto un concorrente politico. Almeno in prospettiva.

Bene. Anzi, male. Sì, perché ora, per l’ennesima volta, alchimie politiche fini a se stesse stanno prevalendo sull’esame concreto dei problemi dei cittadini. E accettiamo prove di smentita. In un momento in cui Viterbo batte ogni record negativo, dai livelli di disoccupazione alla strade colabrodo, dalla cronica carenza di posti auto al traffico diventato da girone dantesco, passando per l’invivibilità di un centro storico “desertificato” dai viterbesi e diventato dormitorio per gli stranieri. Qualche nota positiva per le iniziative nel centro storico che hanno riportato turisti a Viterbo, ma è l’unica luce.

Ebbene, le attenzioni sono tutte sugli equilibri e gli squilibri di una maggioranza partita già composita e, ora, preda di dissidi interni. Michelini ha preferito creare un proprio partito in cui iniziare una scalata politica che, forse, si vedrà nei futuri appuntamenti elettorali, piuttosto che basarsi su una lista elettorale, “Oltre Le Mura”, che ha visto prima lo scontro con il PD per l’elezione del nuovo presidente del consiglio comunale (poi, per “geoalchimie intrinseche”, lasciato con la De Alexandris a VivaViterbo), quindi il fuoco amico di Chicco Moltoni e Sergio Insogna. Il primo deluso dal presunto “lavarsi le mani” del sindaco sul caso Cev, il secondo nemmeno informato della nascita di una lista partitica per le Provinciali, guidata da Michelini: il consigliere delegato allo sport ha saputo tutto solo dopo averlo letto solo sui giornali.

In tutto questo mare magnum si è aggiunto il “manifesto” degli esponenti PD che fanno riferimento a Serra che, nero su bianco, hanno chiesto un rimpasto immediato e strutturale. Ultimo intervento in ordine di tempo quello di Melissa Mongiardo (PD), che ha parlato dello spettacolo indegno delle “Poltroniadi” e della necessità di un rilancio dell’azione amministrativa per risolvere i problemi concreti dei cittadini o, in caso di ulteriori problemi, meglio trarne le dovute conseguenze.

A nostro modesto avviso, la situazione non è dissimile da quella in cui, a suo tempo, era caduta la giunta di centrodestra in cui si vedevano i veti incrociati tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, solo che, allora, c’era un centrodestra che era nettamente maggioranza e, malgrado le divergenze, continuava a vincere le elezioni. Ora il centrosinistra basa la sua forza su un PD ai massimi storici e, al massimo, sull’appoggio di VivaViterbo. E il rischio di andare tutti a casa è molto forte. E di non tornare più in quel di via Ascenzi.

Nel variopinto panorama che c’è nel centrodestra viterbese targato 2015, malgrado la frammentazione che si è vista nei soli 3 consiglieri eletti in Provincia (anche se con i voti dei consiglieri comunali e non dei cittadini), c’è già un clima di attesa.
E’ forte la voglia di misurarsi realmente nei numeri tra le novità degli ultimi anni: da una parte i “leghisti”, quindi una Forza Italia ridotta all’osso e dilaniata internamente,  i tanti movimenti civici e la novità Italia Unica.

Un quadro politico in evoluzione quello del Comune di Viterbo che, se non si troverà una quadra molto più strutturale, avrà solo due esiti: nuove elezioni e, a nostro parere, ingovernabilità totale.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21