Venerdì 28 novembre alle ore 17.00, presso la “Sala Accademia degli Ardenti” del Museo Civico di Viterbo (P.zza Crispi 2), avrà luogo la conferenza Architetture farnesiane nella Tuscia, iniziativa promossa dall’Associazione culturale Archeotuscia Onlus.

In qualità di relatrice, ho il piacere di illustrare ai lettori della rubrica settimanale qualche anteprima degli argomenti che affronteremo nel corso dell’incontro.

Tematica centrale sarà la committenza farnesiana nel Viterbese, fonte di  rinascita culturale territoriale.

I Farnese, famiglia di origini medievali, si affermarono in modo decisivo nella provincia, a partire dal XV secolo.

A dare grande impulso alle vicende familiari e politiche fu papa Paolo III,  che nel 1537 istituì il Ducato di Castro, affidandolo al figlio Pier Luigi.

Il ducato si estendeva su un’area molto vasta, tra il Mar Tirreno, il Lago di Bolsena e i Monti Cimini. Unità amministrativa assai potente, in poco tempo vide sorgere numerose chiese, rocche e residenze per volere dei suoi signori. Diversi furono gli artisti a cui i Farnese fecero riferimento, ma l’architetto per eccellenza fu Antonio da Sangallo il Giovane.

Sangallo il Giovane, di origine fiorentina, trovò fortuna negli ambienti romani, dove si distinse per le costruzioni in Vaticano, ma le sue opere architettoniche si innalzano anche in altre regioni quali: Umbria, Toscana e Marche.

La Tuscia, in particolare, conserva numerose testimonianze dell’architetto fiorentino…

Per saperne di più, appuntamento venerdì al Museo Civico di Viterbo.