"IL RITORNO DEL GATTO NERO". ANNIVERSARI LETTERARI. 1536, L'ANNO DELLE TRE REGINE TUDOR


16/05/2016

Federica Marchetti 

(NewTuscia) – VITERBO - Nell’anno 1536, 480 anni fa, quando il regno inglese è potente e sotto Enrico VIII Tudor, sul trono si avvicendano ben tre regine, mogli del re più discusso della storia inglese, addirittura, secondo studi recenti, considerato il peggiore tra i monarchi britannici per la sua poca indulgenza. Sebbene nei libri di storia a proposito di re Enrico VIII venga approfondita la questione religiosa con lo scisma da Roma e la fondazione della chiesa anglicana (eppure egli fu sempre e morì fervente cattolico), nell’immaginario collettivo egli è celebre per le sue sei mogli.


                

Nelle scuole del Regno Unito, ai bambini viene insegnata una filastrocca per far ricordare la sequenza dei destini delle sei sfortunate sovrane. “Ripudiata, decapitata, morta, ripudiata, decapitata, sopravvissuta”. La loro storia è piena di passioni, tradimenti e inganni e vengono ricordate più per le fobie di re Enrico che per la loro vera personalità, schiacciata dal potere degli uomini che ne hanno scritto la sorte.

Enrico Tudor non è destinato al trono perché secondogenito di re Enrico VII, primo re Tudor dopo la Guerra delle due Rose (1455-1485). Suo fratello Arturo, promesso e poi sposo a sedici anni a Caterina d’Aragona, figlia dei re di Spagna, muore nel 1502, solo dopo un anno di matrimonio. La giovane vedova quasi ostaggio del re inglese a cui suo padre non aveva ancora finito di pagare la dote, nel 1509 sposa il cognato, Enrico che, alla morte del padre, sale al trono. Da qui in poi la storia si fonde con la leggenda.

              

Enrico è un re amato: attraente, alto circa un metro e novanta, biondo e atletico, definito “il più bel principe della cristianità”, non sembra rassomigliare all'immagine tramandata ai posteri di un re tirannico, obeso e spietato. Considerato gioviale e cavalleresco, possiede una vasta cultura umanistica, una buona conoscenza delle lingue (latino, francese, spagnolo), un sincero interesse per la teologia grazie anche all’istruzione religiosa ricevuta (come secondogenito era stato destinato alla carriera ecclesiastica) e un indiscusso talento musicale. Tra alleanze, rivalità, battaglie, la politica europea è tesa, il potere vacillante, la Chiesa ha peso sulle scelte dei sovrani e la questione dinastica diventa una priorità per mantenere solido il potere. Re Enrico ne è assillato e, circondato da abili uomini di corte che lo manipolano facendo leva sulle sue debolezze, cade in una morsa sempre più stretta intorno a lui.

 Il matrimonio con la regina Caterina è il più lungo (24 anni) e felice ma Caterina ha 7 gravidanze e una sola figlia, Maria. Negli anni il re non si è fatto mancare amanti tra le dame di corte tra cui Maria Bolena e Bessie Blount da cui addirittura ha un figlio, Henry Fitzroy. Ed è proprio una damigella a portare lo scompiglio nel cuore del re: Anna Bolena, sorella di Maria, tornata dalla corte di Francia, immediatamente attira la sua attenzione e ne diventa l’amante. Spinto dal team di Sir Thomas Boleyn, ambizioso uomo politico che non ha esitato a usare le figlie per acquistare potere, Enrico perde la testa per Anna e, deciso a farne sua moglie, insiste per ottenere dal Papa l’annullamento del matrimonio da Caterina accusandola addirittura di aver mentito sul mai consumato matrimonio con suo fratello Arturo. Il Papa non asseconda il suo volere (anche perché legato politicamente ai re di Spagna) ma nel 1532, con una cerimonia segreta, Enrico sposa Anna Bolena. Il Papa lo scomunica, egli risponde autoproclamandosi capo della Nuova Chiesa e ripudia Caterina e sua figlia Maria. Lo sconvolgimento religioso è inevitabile e di dimensioni incontenibili: il Parlamento emette delle leggi che producono la frattura da Roma. Soprattutto l’Act of Supremacy del 1534 dichiara il re come unico Capo Supremo in terra della Chiesta d’Inghilterra. Molti monaci dissenzienti vengono torturati e condannati a morte, i beni delle chiese confiscati, i monasteri incendiati.

Il matrimonio tra Enrico e Anna è tempestoso: la tranquillità si alterna a periodi di tensione e litigi, dovuti soprattutto alle numerose infedeltà di Enrico, che causano violente crisi di pianto e di collera di Anna. È una donna intelligente, acuta, appassionata di politica ed entra in conflitto con l’autorità del marito. Nasce la figlia Elisabetta poi Anna ha due aborti spontanei. Tra le dame di corte è arrivata Jane Seymour che entra subito nelle grazie del re: è gentile, mite, innamorata e sembra la regina ideale.

Il 7 gennaio del 1536 muore Caterina d’Aragona, ormai in esilio nel castello di Kimbolton, nel Cambridgeshire: durante l’imbalsamazione il suo cuore insolitamente nero fa pensare ad un avvelenamento (sebbene fosse un cancro al cuore malattia di cui oggi si ritiene sia morta). Anna Bolena è di nuovo incinta ma il 29 gennaio, giorno del funerale di Caterina, ha un terzo aborto spontaneo. Enrico decide di liberarsi della Bolena così, con l’appoggio dei nemici della regina, l’accusa di alto tradimento, stregoneria, adulterio e incesto (accuse che la storia ha dimostrato essere false) e il 2 maggio la fa rinchiudere nella Torre di Londra. I presunti amanti della regina vengono torturati e condannati (compreso suo fratello George Boleyn) e il 19 maggio Anna Bolena viene decapitata. Il suo matrimonio con il re è nullo e sua figlia Elisabetta illegittima. Il 30 maggio 1536, appena undici giorni dopo l'esecuzione della Bolena, re Enrico VIII sposa Jane Seymour, facendo di lei la sua terza moglie. Amata dal re e dai sudditi, Jane restituisce alla corte uno stile più sobrio e sereno e, finalmente, il 12 ottobre 1537 partorisce l’agognato figlio maschio, Edoardo. Subito, però, si ammala di setticemia e il 24 ottobre muore. Aveva 29 anni ed era stata regina per 18 mesi. Il re cade in profonda depressione e per lui nulla sarà mai più come prima. Si risposerà altre tre volte ma sarà sepolto accanto all’amata Jane, nella Cappella di St. George presso il Castello di Windsor.

 

Ripudiata (Caterina d’Aragona)

Decapitata (Anna Holena)

Morta (Jane Seymour)

Ripudiata (Anne di Clèves)

Decapitata (Catherine Howard)

Sopravvissuta (Catherine Parr)

 

Alla morte di Enrico VIII, nel 1547, sale al trono suo figlio Edoardo VI che ha 10 anni. La reggenza va a John Dudley, I duca di Northumberland che convince il giovane principe a designare come suo successore la cugina lady Jane Grey (nipote di Maria Tudor, una sorella di Enrico). Edoardo, però, muore a 16 anni di tubercolosi (o forse avvelenato) e si scatena la questione dinastica. Sulla linea di successione ci sono le sue due sorellastre, Maria e Elisabetta ma Dudley impone Jane Grey fatta sposare a suo figlio Guildford. La Grey, che aveva rifiutato la corona, regna per soli 9 giorni quando, ritornata in Inghilterra la principessa Maria, verrà mandata a morte insieme al marito. La nuova sovrana sarà conosciuta come Maria la Sanguinaria (Bloody Mary) a causa della sua ferocia nel tentativo di ripristinare la fede cattolica in Inghilterra ma muore a soli 42 anni per cancro uterino. Sul trono sale Elisabetta I, figlia di Anna Bolena, che regna fino al 1603: 45 anni di potenza commerciale e marittima, di successi militari, di inizio di colonizzazione e di grande fioritura artistica. L’epoca elisabettiana ha avuto grandi scrittori e pensatori tra cui Francis Bacon e William Shakespeare. Alla morte di Elisabetta, senza eredi, il trono andrà all’odiato ramo degli Stuart con l’avvento di Giacomo I.

 

Coinvolti nell’intreccio e ipnotizzati da nomi, passioni, complotti e tradimenti, come non pensare alle moderne soap opere?

Le statue di cera delle prime tre regine Tudor.

 

Con i Tudor proseguono gli Anniversari Letterari a cura di Federica Marchetti presso Etruria Libri in via Matteotti 67 a Viterbo. Il nuovo appuntamento è previsto giovedì 19 maggio alle ore 17,30.

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