PSEUDO ANIMALISMO: IL BUSINESS DELLA SOFFERENZA


04/09/2015

Beatrice Lo Bue

(NewTuscia) - ROMA - E’ sempre la solita  storia. Date la possibilità agli uomini di decidere e loro inganneranno. Dategli l’opportunità di gestire, e distruggeranno. La sofferenza può essere molto remunerativa, i deboli estremamente funzionali, gli indifesi stendardi da sventolare, utilissimi per coprire sotto uno spesso strato di falsa pietà ed impegno interessi tutt’altro che nobili. Purtroppo, dove c’è un sapiens c’è (molto spesso) disonestà, e nemmeno il vasto mondo dell’animalismo è immune da ricerca di profitti e ‘magagne’.

Associazioni, volontari, staffettisti , stalli , canili lager che ‘più accalappi più guadagni’, mercati neri di bestiole, costituzione di parte civile in un processo (spesso nulla più che una sceneggiata in stile   Gatto e la Volpe), sono una sorta di limbo istituzionale, legale ed etico che permette a molti di lucrare con la scusa della tutela giuridica ed etica degli animali.

Di seguito, una approfondita ricerca su queste zone grigie, decisamente favorevoli per il proliferare di sordidi guadagni sulla pelle di creature innocenti; un quadro preciso e documentato di ciò che dovrebbe essere e invece è.  Posto che, fortunatamente, animalisti seri ed onesti ancora esistono, è di estrema utilità prendere atto, ancora una volta, di come in taluni casi stanno le cose. Perché se è vero, e i fatti lo dimostrano, che ‘alla fine stare zitti conviene a tutti’, c’è ancora chi ha la lealtà ed il coraggio di denunciare, senza aspettarsi medaglie, applausi o guadagni

 

LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE, IL VOLONTARIATO

In seguito al divieto di soppressione dei cani nei canili, che fino ad allora erano stabulari (i canili), cioè erano luoghi dove gli animali transitavano in attesa della camera a gas, e, all’introduzione della L. 281/91, la quale racchiude tutte le specifiche relative alla modifica delle strutture esistenti nonché alle modalità di adozione degli ospiti, si fa sempre più importante la figura dell’associazione animalista.  Infatti in base alla L. 281/91 il Comune, che deve avere un canile proprio o di riferimento per i randagi del suo territorio, si deve affidare a un’associazione che si occupi della promozione e dell’affido dei cani di sua competenza.

 Tratto da  http://www.animalinsieme.it/cms/index.php?page=canili---adozioni-e-volontari …Legge del 14 agosto 1991 n.281, articolo 4, comma 1 (aggiornata all'articolo 4 della finanziaria 2008)ARTICOLO 4: competenze dei comuni: Comma 1..... i comuni ... provvedono a gestire i canili e i gattili direttamente o tramite convenzioni con associazioni animaliste e zoofile o soggetti privati che garantiscano la presenza nella struttura di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti dei cani... (D.G.R. 43/2010 Art. E( sei sicuro che è scritto art. seguito da lettera?) Disciplina delle procedure di adozione degli animali ricoverati nelle strutture di cui al punto A) normativa di riferimento Prg E.1)

…Ai sensi della Legge 24 Dicembre 2007, n.244, articolo 2, comma 371, i Comuni garantiscono l'accesso delle associazioni di volontariato animalista ai fini della promozione del benessere animale e delle adozioni.

La presenza delle associazioni di volontariato animalista nei canili o gattili pubblici o privati convenzionati è da considerarsi requisito indispensabile per i contratto e/o convenzione di affidamento del servizio; gli organi di controllo e di vigilanza sono tenuti a verificare che nell'ambito delle procedure interne di gestione della struttura siano previsti idonei protocolli per garantire che tale condizione sia rispettata.(D.G.R. 43/2010 art. A4)

Da qui, secondo lo status delle associazioni di volontariato, e sottolineo volontariato, dovrebbero nascere dei protocolli d’intesa con i comuni atti a far adottare il maggior numero possibile di cani che abbiano come scopo il benessere animale e non il lucro di qualcuno. Invece, scorrendo qua e là in rete, troviamo informazioni che ci portano a bandi di gara dei comuni atti alla gestione del randagismo e delle adozioni (esempio di accordo fra comune e associazione  http://www.uc-mugello.fi.it/opencms/multimedia/documents/1436282501760_lettera_invito_CANI.pdf ) e informazioni che su un articolo di Margherita D’Amico (tratto da http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2014/08/30/gestione-randagismo-chi-e-buono-e-chi-cattivo/ ) in cui un virgolettato di Michele Visone, presidente di Assocanili,  dice in uno stralcio

Quali sono le esigenze degli animali? Quali le misure indispensabili al loro benessere? Vanno stabiliti obblighi essenziali e identici, sia per i privati che per il mondo associazionistico. Quest’ultimo, voglio ricordare, gestisce il 75% del mercato economico del randagismo, pari a finanziamenti da 350 milioni di euro l’anno” … cifre da capogiro se pensiamo al volontariato!

STAFFETTE

Scorrendo oltre troviamo informazioni sulle famose staffette nate tanti anni fa per promuovere le adozioni al nord Italia dei cani del meridione, e diventate, almeno in parte, una vera professione. E’ del 24 luglio 2015 un articolo  (http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/) che parla di una nota staffettista “Una delle più conosciute e discusse staffettiste fra chi in tal senso opera nel nostro Paese, professionista attiva nel trasporto di cani e gatti, è stata fermata oggi a Sesto Fiorentino dagli agenti del Comando provinciale di Firenze del Corpo Forestale dello Stato, e denunciata per maltrattamento di animali. Circa cinquanta cani, fra cui diversi cuccioli, viaggiavano su un furgone che recava la scritta "trasporto animali vivi" alla volta di presunte adozioni al Nord.

"Erano trasportati in condizioni pessime" riferiscono dal Cfs. "I forestali hanno fermato il veicolo e, all’'apertura del portellone posteriore, hanno rinvenuto una trentina di cuccioli di 2-3 mesi e una ventina di esemplari adulti. Meticci ma pure pastori maremmani, beagle, pitbull, volpini, stipati all'interno di gabbie impilate fino al tetto del mezzo".

"Condizioni di trasporto pessime" dichiara il Cfs. La staffetta era organizzata da una discussa professionista degli spostamenti di cani e gatti

La staffetta, così vengono chiamate le movimentazioni di cani e gatti, nate come iniziative virtuose per spostare randagi del Sud alla volta di adozioni nelle regioni settentrionali - che oggi tuttavia danno vita a un frenetico giro di trasporti incontrollabili e sono spesso causa della perdita di tracciabilità degli animali - era partita dalla Sicilia e si muoveva verso Bologna e Milano.

"Gli animali erano rinchiusi stretti nelle gabbie, avevano difficoltà di movimento" dicono ancora dal Cfs. "Il veterinario della Asl competente ha effettuato le opportune visite, constatando che, nelle condizioni descritte, non potevano procedere fino alla destinazione prevista. Alla titolare di una onlus con sede in Sicilia, già nota alle forze dell'ordine, è stato quindi contestato il reato di cui all'articolo 544 ter del Codice penale: maltrattamento di animali in quanto sottoposti a fatiche e sevizie inutili".

E’ del 14 dicembre 2014 un altro articolo (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/14/cani-randagi-business-delle-trasferte-i-comuni-sborsano-decine-migliaia-euro/1154759/  ) che citaCani spediti al nord o all’estero per liberare le strade dai randagi o svuotare canili sovraffollati. È la politica attuata da molti Comuni del Sud, che stringono sempre più spesso accordi con associazioni o privati per trasferire gli animali in zone in cui avrebbero maggiori possibilità di essere adottati. Una strategia che però sposta il problema anziché risolverlo e solleva interrogativi sia sulle condizioni di trasporto sia sulle reali destinazioni dei cani. Affidati a «staffette» che si incaricano del trasporto, alcuni animali trovano casa, altri finiscono in rifugi di diverse regioni o in località sconosciute.

Quella di «staffettista» è ormai diventata una professione. Una decina di soggetti percorrono la penisola in lungo e in largo ogni settimana, indicando su Facebook tappe, date e orari degli spostamenti previsti. I viaggi non sempre rispettano le disposizioni per il trasporto di animali e i camion a norma sono rari. I cani rimangono a bordo anche per più di 24 ore. Accade per tragitti internazionali, come quello tra la Sicilia e il nord della Francia, ma anche su distanze minori, nel caso di contrattempi che, secondo le testimonianze di vari adottanti, avvengono di frequente.

 “Il tragitto da Lecce a Savona una volta è durato 30 ore” racconta Marina Catalano, una volontaria pugliese che si era affidata alla staffettista più nota e discussa, Chiara Notaristefano. Quest’ultima sul suo profilo Facebook ha giustificato il ritardo con lo scoppio di un pneumatico, ma Diego Musiani, che era con lei sul camion quel 2 novembre 2013, racconta particolari ben più drammatici. “All’altezza di Fiano Romano ci scoppiò una gomma e chiamammo l’Aci. In carrozzeria ne approfittammo per far scendere i cani (che fino a quel momento non avevano mangiato), ma alcuni rimasero sul camion. Notai tracce di candeggina in alcune ciotole per l’acqua. A Piacenza ci accorgemmo che Elisir, un bulldog inglese, era morto. Mi disse di portarlo in una clinica veterinaria di Monza, dove il cane fu congelato prima che l’adottante potesse chiedere l’autopsia.”

Quella di «staffettista» è ormai diventata una professione. Una decina di soggetti percorrono la penisola in lungo e in largo ogni settimana

Chiara Notaristefano, ex agente immobiliare e fondatrice dell’associazione “Mamma Chiara Animal Onlus” con 4 sedi in Brianza e una a Scicli, in Sicilia, è al centro delle critiche di gruppi animalisti per la morte di un altro cane, Jango, durante la staffetta del 22 luglio. Caricato a Caltanissetta e diretto in Lombardia, il cane si ferisce in gabbia e perde sangue. Durante una tappa ad Agrigento per far salire altri cani, Notaristefano se ne accorge e lo porta da un veterinario. Per stabilire chi abbia deciso di farlo ripartire e quali siano state le cause del decesso è stata aperta un’inchiesta.

Quando a pagare sono le associazioni o gli adottanti, i prezzi dei viaggi vanno dai 30 euro per un cucciolo agli oltre 100 euro per un cane adulto di grossa taglia. E lo staffettista viene remunerato spesso in nero. “Io pagavo sempre in anticipo, inizialmente sul conto Postepay del marito di Chiara, poi sul conto corrente della sua associazione, con causale ‘donazione’”, precisa Marina Catalano.

Ma a volte quei viaggi sono già pagati in partenza dai comuni, disposti a versare somme ancora maggiori. Ragusa, Scicli, Modica, Ispica e Vittoria, per citare solo qualche esempio, pagano tra i 100 e i 400 euro per ogni cane spostato altrove. Il fenomeno si sta diffondendo particolarmente in Sicilia, dove il randagismo è ancora una piaga e dove i vigili non intervengono nemmeno, quando ricevono segnalazioni di animali vaganti, dato che nei canili non ci sono posti liberi.

Il comune di Ragusa, nella Determinazione dirigenziale n.151 del 29 gennaio 2014, stanzia 10.000 euro per il trasferimento di un minimo di 100 cani nel corso dell’anno a cura dell’associazione Aida e dichiara che questa attività “se portata avanti con costanza consentirà un notevole risparmio per le casse comunali.” Sulla carta sembra un affarone: 100 euro per disfarsi di un cane che, altrimenti, costerebbe al comune di Ragusa 2,90 + Iva al giorno in canile, quindi oltre 1000 euro l’anno, per tutti gli anni della sua vita

STALLI

Continuando la ricerca, ci soffermiamo sugli stalli nati per evitare ai cani trovati per strada di entrare in canile, quindi abituarli a una casa e renderli facilmente adottabili … E io che credevo fosse tutto volontariato, al limite con rimborso delle spese vive! Invece no, è nato lo stallista, una vera e propria professione, probabilmente in nero, che invece di aiutare il cane ingrassa le tasche di chi lo tiene in stallo … esiste addirittura un sito che elenca gli stallisti nelle varie regioni italiane (http://stallitalia.jimdo.com/qui-trovi-stalli/) dove ci sono recapiti nomi e tariffe!!! E le associazioni? Quelle serie e oneste, e vi assicuro che ce ne sono tante, sono al tracollo nella speranza che qualche cane tenuto in stallo o in pensione venga adottato e diminuisca il salasso economico per pagare i conti, altre, poco serie e disoneste ma magari con una facciata attraente, sono una fabbrica di soldi mascherati dal volontariato e dall’animalismo! Ci sono cani di serie a e cani di serie b, situazioni che danno visibilità e su cui ovviamente bisogna subito intervenire e situazioni che non la danno su cui la risposta è “stiamo facendo il possibile, i canili sono pieni, non abbiamo nessuno che ce li tenga etc.

CANILI

E veniamo ai canili … (stralcio tratto da http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2011/11/03/news/canili_horror_uno_canili_horror_due-24346476/)

"Dove nasce il business? I comuni invece di creare canili municipali stipulano convenzioni con società private, spesso sono aste al ribasso, anche solo 50 centesimi al giorno per ogni cane. Fatto l'accordo, nessuno controlla. Il sindaco ha la tutela dei cani, quindi è il responsabile ma non risponde mai di fatto e noi non abbiamo il potere neanche di infliggergli una multa". La mappa del degrado attraversa tutta l'Italia, al Sud la situazione è peggiore perché il business è in mano alla criminalità ma ogni regione ha i suoi scheletri, nel senso letterale. Solo nel 2011 sono stati fatti 6 sequestri. È stato chiuso il canile di Somma Lombardo dove tra i cani malnutriti c'era anche una gabbia con due tigri e altri animali esotici.

A Terni c'è stata un'ispezione dopo varie segnalazioni di maltrattamenti, una storia lunga e mai risolta, la Procura sta indagando. A Foligno segnalazioni per maltrattamenti. A Ceprano, Frosinone, il canile è sotto sequestro amministrativo. Chiuso Poggio Sannita: maltrattamenti. Aragona in Sicilia, una sorta di canile abusivo, senza legge e senza controlli, un caso di cui si parla da anni, solo ora si sta svuotando. Chiuso definitivamente ad aprile dopo anni di battaglie il lager per definizione, quello di Cicereale, in Campania, diventato un caso nazionale. Dentro duemila cani, per ciascuno la famiglia Capasso percepiva due euro al giorno. Ci sono stati anni di battaglie giudiziarie prima della chiusura.

Purtroppo quelli dei canili è una piaga nazionale, uniche vittime loro, i Cani, che sono il motore che movimenta un giro di soldi enorme “Vengono reclusi in strutture fatiscenti, maltrattati e dimenticati, a volte trasferiti clandestinamente in altri Paesi per finire nei laboratori della ricerca, oppure trasformati in cibo in scatola o pellicce. È il business del randagismo, l'affare dei canili, un traffico che si svolge con pochi controlli. È una storia dove s'intrecciano sperpero del denaro pubblico, malasanità, criminalità organizzata. Dove gli interessi in gioco sono più alti di quanto non si sappia e la legge viene sistematicamente ignorata. Alla fine il silenzio conviene a tutti. Sindaci, polizia, giudici, medici della Asl. Tutti complici, a volte senza neanche saperlo. È l'Italia dei canili, un paese degli orrori. (stralcio da http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2011/11/03/news/canili_horror_uno_canili_horror_due-24346476/)

Interessante la tesi ripresa in uno stralcio di un blog ( http://giuliabamonte.blogspot.it/2012/04/dossier-ugda-litalia-degli-orrori-i.html ) 

Costruisci un canile in posto desolato e distante. Assicurati che sia in un area non facilmente accessibile. Assicurati che il canile, come molti canili in Calabria, abbiano alte mura. Silenzio e privacy sono assolutamente determinanti per la riuscita dell’operazione. Come nei lager nazisti la visibilità non deve essere permessa. Altrimenti gli animalisti ti rompono le scatole. Sono matti e malati. Quando il canile è pronto impiega – preferibilmente – lavoratori extracomunitari che puoi controllare affinché non parlino. Se parlano creano grandi problemi. Se parlano licenziali e denunciali per farli rispedire nel loro paese. Quando il canile è pronto fai un accordo con i comuni dell’area (nel caso del notorio canile di Cicerale, non lontano dai tempi di Paestum, 97 comuni sono coinvolti nell’operazione) Usa il tuo carisma. Olia la macchina. Elargisci tangenti. Fai contratti solidi. Scegli il partito più forte ma tratta anche con l’opposizione. Assicurati di avere buone relazioni con il magistrato locale. Stabilisci solidi contatti con le multinazionali internazionali della vivisezione. Vendere randagi ai Mengele del mondo animale rende molto. Ora puoi andare ad accalappiare cani. Più accalappi e più guadagni. Ogni cane che accalappi sono 50 euro più una parcella mensile o annua che stabilisci con i vari comuni. Sii furbo: accalappiamenti, più mantenimento, più morte dei cani con incenerimento equivale a un bel mucchio di euro. Segui un ritmo fluente: più cani vivi o morti, più verdi dollari! Assicurati che: Un controllo nazionale dei canili non sia mai operante. O siamo fregati. Non ci sia un CCTV, una telecamera a circuito chiuso, nei canili. Le visite siano proibite così che nessuno sappia quello che accade dentro al canile La sterilizzazione non sia eseguita in maniera adeguata. Le sterilizzazioni devono essere minime così nascono cuccioli ed entra altro denaro. I controlli medici non siano adeguati, anzi inesistenti Le ASL veterinarie siano assenti, meglio se corrotte, così potrai assicurarti che scrivano sempre rapporti falsi dicendo che tutto va bene. Il microchiping sia impiegato in maniera limitata. Chi vuole avere un cane non lo adotti, meno cani hai nel canile, meno soldi guadagni. Ricordati: le adozioni sono fatali per i guadagni.

COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE IN UN PROCESSO

E per finire la trovata “ legale” che consente a chi si costituisce parte civile di diventare la parte lesa di un maltrattamento . Ho chiesto lumi ad un Avvocato e questa è stata la risposta:

“E’ oramai pacifico il riconoscere agli enti esponenziali di interessi collettivi, lesi dall’azione criminosa, di costituirsi parte civile nel procedimento penale … La qualità di soggetto passivo del reato (persona offesa dal reato) è riconosciuta alla persona fisica, alla persona giuridica nonché ad una collettività non personificata e qui entra in gioco la figura dell’interesse collettivo, ossia di un interesse che fa capo ad una collettività ben individuata con una propria organizzazione nel cui statuto è specificatamente richiamato quell’interesse collettivo che si presume leso dall’attività incriminata.

Requisiti che deve avere l’ente esponenziale del diritto collettivo sono essenzialmente tre

1 – il fine istituzionale

2 – la possibilità concreta dell’ente di perseguire quel fine, ossia lo scopo dell’ente stesso,

3 – la c.d vicinitas.

Non esiste nessun vincolo di destinazione circa il risarcimento liquidato dal Giudice.

Questo è quanto stabilito dalla legge in relazione alla costituzione parte civile, ma non posso fare a meno di pensare che oltre al vincolo di destinazione obbligatorio per il risarcimento liquidato, ci vorrebbe almeno l’aver partecipato attivamente e dall’inizio al procedimento in cui ci si costituisce.

Infatti, come scrive il presidente di Feder F.I.D.A. ONLUS - Federazione Italiana Diritti Animali  Loredana Pronio, un altro metodo ,molto utilizzato dalle associazioni animaliste per FARE SOLDI , è COSTITUIRSI PARTE CIVILE in procedimenti penali dove NON hanno nemmeno presentato la loro denuncia.
QUINDI:
IO presento la mia denuncia ...pago gli avvocati...rischio , qualora venisse archiviata, di essere contro-querelata e loro che fanno?
SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE PER ACCAPARRARSI IL RISARCIMENTO DANNI?
Ma i danni di chi?
Di chi ha sporto denuncia e non di certo di chi, stando a guardare la piega che prende il procedimento penale, decide se costituirsi o meno.
IO PROPONGO... (e la solita "mosca cocchiera" vedesse di trovare idee sue invece di campare di luce non propria...)
che la COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE sia esclusivamente di chi ha PRESENTATO REGOLARE DENUNCIA!!!!!
Sono stanca di queste associazioni che " fanno cassa" alle spalle di chi ci mette faccia, nome ed avvocati per poi scoprire che, di quei risarcimenti, non vi è traccia nei bilanci!
Presidente Feder F.I.D.A. onlus
Loredana Pronio.

Questa rappresentazione dei fatti vuole offrire un punto di riflessione sul come vengono applicate le leggi e  far soffermare il lettore sul fine sotteso, e assai poco nobile, alla costituzione di molte associazioni cosiddette di “volontariato” le quali, naturalmente, sono considerate da tutti noi  “paladine del benessere e della salvaguardia degli animali”. E come disse Pirandello “ così è se vi pare” .

Si declina ogni responsabilità per le dichiarazioni di terzi riportate nel presente articolo

 

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