I CANI: BUONI O CATTIVI?


19/05/2015

Beatrice Lo Bue

“L’Animale possiede una memoria antica”, quella che si collocava in un mondo ancora incontaminato da un punto di vista non solo e non tanto ‘paesaggistico’, ma etico , morale. Poi è comparso l’Homo Sapiens, e la forma, che è convenzione, ha sostituito la sostanza, che è verità. Così, nel suo innato istinto alla sopraffazione a tutti i costi, il “sapiens” ha iniziato a ’nominare’ oggetti, eventi, concetti. Buoni o Cattivi, meritevoli o dannati, Bene e Male…Era ormai iniziata l’era delle costruzioni ideologiche , relative, strumentali e (nemmeno troppo velatamente) utilitaristiche.  Ed in questo voler modellare il cosmo a sua immagine e somiglianza, l’uomo ha fatto in modo di collocare nel girone dei violenti anche gli animali . La bestia è cattiva, feroce.

Ora, non che tra Lupi, o Cani, non si verifichino scene ‘cruente’, ma si faccia attenzione a non confondere la ‘cattiveria’ con una sorta di ‘forzuta determinazione’ necessaria all’Animale per potersi collocare all’interno di uno spazio sociale (impegnato  sempre e comunque per la sopravvivenza)in cui ad ogni azione corrisponde una reazione ben precisa, ma mai gratuita (grande differenza con il mondo umano).  Teniamo bene a mente: “non esistono cani buoni o cattivi, esistono i cani” (Paolo Caldora), quindi, o impariamo a conoscerne e rispettarne la natura comunicando con loro in maniera corretta, o è meglio lasciare le ‘definizioni’ made in sapiens per i cruciverba. Se il mondo funzionasse come un branco, non dovremmo guardarci le spalle dai nostri stessi simili.

 

Nei  prossimi articoli, la nostra esperta educatrice cinofila, Barbara Tullio, ci accompagnerà in un percorso  di grande rilevanza culturale e scientifica sui temi “Bene e Male – Buono e Cattivo” ed il  “Concetto di Vita e Morte” nel mondo animale. Ancora una volta, ci vengono offerte delle grandi verità , fuori da qualsivoglia ideologia anestetizzante o stereotipo , che però, forse proprio per questo, quasi nessuno vuole ascoltare.

Di Barbara Tullio

(NewTuscia) - L’altro giorno, parlando di faccende di Cani con una persona a noi molto cara, la giornalista Beatrice Lo Bue - che ringrazio per l'illuminante spunto che mi ha dato per innescare un utile discorso di chiarimento su concetti molto importanti - durante il discorso, lei se ne è uscita con una frase in latino: «homo homini deus est, si suum officium sciat» («l'uomo è un dio per l'uomo, se conosce il proprio dovere»). Riportandomi indietro nel tempo, all’epoca in cui tentavo di essere una brava liceale, mi sono ''illuminata'' come davvero non mi capitava di fare a scuola. Cercando di ricordare a cosa si riferisse l’autore Cecilio Stazio, ho aperto una pagina internet dove era trascritta la frase citata, accompagnata ad un’altra di Plauto, altrettanto significativa e ''illuminante'' per i nostri discorsi: «lupus est homo homini, non homo, quom qualis sit non novit» («l'uomo è un lupo per l'uomo, non un uomo, qualora si ignori chi sia»).

Il Lupo, il signore oscuro della vita selvaggia, maggior rappresentante di tutto ciò sia ritenuto privo di cuore e altruismo, veniva e, ahimè, ancora oggi, viene, per molti versi e da molte persone, preso ad esempio di malvagità; perciò è normale che quando si parlava e si parla, di uomini non coerenti, non solidali e privi di socialità, o semplicemente sconosciuti (l'oscurità del mistero), si accumunavano, si accomunano essi al Lupo.
Lupo e bene non vanno d’accordo!
Lupo e socialità ancor meno!
Lupo e saggezza neanche a parlarne!
Queste tre regole, organizzano le credenze mistiche su un Animale che, se sapesse come fare, non solo arginerebbe la sua vita il più lontano possibile dall’uomo ma altresì viaggerebbe nello spazio alla ricerca di un pianeta dove del sapiens non ci fosse neanche l’ombra di un ricordo lontano; in più esse, oltre ad essere totalmente fuorvianti sulla realtà del Lupo, riflettono quelli che sono i concetti del Bene e del Male che tirano le redini della ragione umana.

Bene e Male, Buono e Cattivo, Giusto e Sbagliato, Diavoli e Santi, prendono piede nella nostra filosofia di vita, già qualche anno prima della nostra comparsa in campo cinofilo e degli studi intrapresi per la conoscenza dei nostri Amici Cani e dei loro progenitori, i Lupi.

Non a caso, Bene e Male, sono la rappresentazione della nostra condotta, del nostro pensiero e della nostra religione; le concezioni che li rappresentano sono due e si riconoscono in: metafisiche - oggettivistiche e soggettivistiche. Il momento della loro comparsa si delinea nel medioevo e fu Platone che dedicò gran parte della sua attività, tentando di chiarire come, sia l’uno che l’altro concetto, influenzavano la vita dell’uomo.

Il Bene: il Sole, la Luce, è tutto ciò che avviene nella limpidezza del Giorno, allo scoperto, ove ognuno può ammirare, criticare o approvare l’operato altrui. Il Sole, il caldo astro che dà la Vita e illumina la Via da percorrere. Il Male: la Notte, l’Oscurità; tutto quello che deve agire nell’ombra per non farsi scoprire, ciò che non è degno di essere mostrato alla Luce del Giorno, poiché vile e talmente abominevole nelle fattezze e nella mente, che non può trovare il coraggio di mostrarsi, e ancor meno di essere. Nello splendore del Giorno, il popolo riconosce la figura di Dio che dà forza e come il Sole scalda l’Anima e dà la Vita! Nell’oscurità della Notte, il popolo riconosce il Diavolo, le Tenebre degli Inferi, la punizione a restare lontani dalla Luce, dall’illuminazione della mente.

Tutto ciò che è Bene, è Buono e desiderabile, tutto ciò che è Male, è Cattivo e va fuggito, e se possibile ‘’carcerato’’! Da qui la persecuzione delle Creature della Notte e l’elogio a coloro che agiscono in pieno Giorno. Da qui le religioni che prendono piede nella nostra realtà e a cui l’uomo si affida per l’illuminazione eterna. Il Dio splendente nella Luce!

- Sarà un caso che il nostro ‘’Dio’’ è riconosciuto in un uomo dalla pelle bianca, bello nell’aspetto, puro come l’acqua cristallina generata dalla fonte? Un Essere meraviglioso che, prendendo le sembianze dei suoi Figli, scende sulla Terra per ‘’illuminarli’’. Sarà un caso che pur nascendo in una terra calda, non ha scelto di nascere di colore scuro? - Sarà un caso che, quando da piccini, volevano farci rispettare le regole di casa, ci intimidivano con ‘’arriva l’uomo nero’’, o che le bestie assassine erano sempre rappresentate da Animali (Lupi nella preferenza) neri come la Notte?

- Nell’ultimo episodio della saga di Harry Potter, il giovane Harry nel momento in cui dovrebbe essere morto, incontra Albus Silente in una stazione di passaggio, sita a metà dei Regni della Vita, quello terreno e quello ultraterreno; il luogo è chiaro, brillante di Luce e il Mago Buono è vestito con abiti chiari; tutta la scena si svolge nella Luce e quando Silente si congeda da Harry, è avvolto da un bagliore quasi accecante! - Nel Regno di Fantasia, Gmork, il servo del Nulla, è un Lupastro nero, mentre FalKor, il FortunaDrago, è bianco!

Gli eroi dell’immaginario sono sempre Esseri saggi, e la Saggezza dell’uomo agisce nella Luce perché nella Luce è d’obbligo essere Giusto. Ma per essere Giusti, bisogna essere obiettivi, e questo non è facile, se non impossibile, dato che le esperienze della vita formano l’individualità caratteriale che già alla nascita e diversa in ognuno di noi, figuriamoci quanto lo può essere dopo aver vissuto determinate esperienze (vicissitudini obbligatorie per la formazione della personalità). Serve quindi un gruppo di saggi per permettere all’umanità di essere guidati nel Giusto; più questo gruppo riscuoterà il consenso della maggioranza degli uditori, maggiore sarà la sua credibilità e saggezza, e tutto quello che deciderà, poiché ‘’legittimamente considerato’’, assumerà per diritto un dettame guida – il Verbo!

A parte il fatto che mi sembra di essere entrata nei meandri politici che governano il mondo, e di essere caduta perciò in qualcosa che di Saggio e Buono ha ben poco, vorrei soffermarmi su ciò che realmente viene fuori dal discorso, ossia che tutti i bei ragionamenti, giusti o sbagliati che siano, portano comunque un timbro di coscienza tutta sapiens, una delle tante specie animali che popolano la Terra; specie animali ognuna diversa dall’altra come Natura vuole. Perché quindi l’uomo afferma con assoluta certezza che un Animale si comporta Bene o Male, è Buono o Cattivo, solo se rispecchia o non rispecchia il suo comportamento (logicamente mi riferisco al comportamento dell’uomo)?

Gli Animali, che non sono razzisti come noi, e non vedono nel Giorno e nella Notte le stesse cose che vediamo noi, agiscono di Giorno o di Notte a seconda della casistica della sopravvivenza; non possiedono l’addottrinamento della filosofia del Bene e del Male ma esclusivamente conoscono la verità sul rispetto e sull’alleanza per riuscire a sopravvivere nel territorio ove dimorano. Noi, giudichiamo un comportamento troppo duro come Cattivo, perché noi abbiamo la concezione di agire per arrecare un danno; cosa volete ne sappia un Animale di cosa sia un danno? Per lui, che possiede una memoria antica, tramandata di generazione in generazione, esiste un comportamento e il fine a cui esso conduce, non sapendo assolutamente cosa avviene a livello fisico in seguito al comportamento attuato, ma unicamente a livello mentale.

- E quella stessa memoria antica, parlando non solo del comportamento sociale ma rimanendo sempre in tema di sopravvivenza, gli fornisce la capacità di distinguere se un cibo è Buono o Cattivo (commestibile o nocivo); per lui è facile capire che una particolare erba non va mangiata perché poi lo farebbe star male, e a dire il vero, non capisce neanche il ‘’poi’’, sa solo che non si fa! Qualcuno prima di lui l’ha fatto pagandone le conseguenze, ma ciò ha permesso alle generazioni future di imparare e di proibire l’avvicinamento alla tale erba. -

Quando vediamo due Animali lottare, litigare, mordersi con un’intenzionalità agli occhi nostri ‘’feroce’’, vediamo in loro la nostra Cattiveria, perché solo noi sappiamo qual è l’intenzione che in noi potrebbe generare una simile azione, e a cosa potrebbe portare un determinato litigio, loro no! Loro agiscono per dire all’altro ‘’immobilizzati’’, perché attraverso l’immobilizzazione, l’avversario si arrende. E semmai capitasse che non si arrivi a questo (l’immobilizzazione), già il mostrarsi estremamente spossato, rende l’individuo incapace di reagire e perciò innocuo!
Ore e ore di visione di documentari sulla Vita del Selvatico e anni di esperienze di Vita Vissuta, mi hanno dato la possibilità di osservare e capire quanto sia folle anche il solo paventare l’ipotesi che un Animale (nel caso specifico dello scritto, parliamo di Lupi e di Cani), possa concepire il voler far Male, il voler agire con Cattiveria come anche il voler Bene e l’agire con Bontà. 

Riportando l’esempio della lite o anche chiarimento gerarchico: quando due soggetti o più di un soggetto va o vanno a scontro uno con l’altro, o gli uni sull’altro o altri, nessuno di loro ha intenzione omicide, anche quando le scene diventano molto cruenti fino allo strazio finale, nessuno degli operanti è in grado di agire con coscienza assassina. L’immobilità è la postura della resa; se non si ha la forza/coraggio di assumere tale postura, l’individuo che sta avendo la peggio ha due scelte ancora: a) guaire come un cucciolo, ma essendo un adulto non potrà mai più essere/assumere in tutta verità la parte che potrebbe salvarlo, poiché il suo odore corporeo tradisce l’adulto che è diventato (odore ben diverso da quello di un cucciolo, basti pensare solo all’odore che fornisce al corpo l’alimentazione - dovuta e necessaria in particolari fasi di crescita); b) il combattimento, attuandolo anche solamente per crearsi un varco e fuggire.

Ricordo la Lupa di Yellowstone ‘’Cenerentola’’, cacciata dalla Sorella Regina pur non avendo mai mostrato ribellione alla Alfa, e il suo ritorno al Branco. Quando ci fu il rincontro, come era norma accadesse, fra le due ci fu la disputa per il trono; Cenerentola vinse come vinse la Sorella sulla loro Mamma quando concepì l’idea di essere diventata grande. Cenerentola non uccise la Alfa; Alfa, stremata dal litigio, riportava ferite talmente importanti che il comportamento non poteva più essere offensivo verso Cenerentola, per cui quest’ultima la lasciò così. È vero che poi la Regnante detronizzata fu trovata morta dai Guardia Parco, ma a causa delle ferite, non per aver ricevuto la pugnalata ultima al cuore!…

E se la controparte muore nel combattimento, come può accadere? Come si dice in gergo umano: per sfortuna! O fortuna … Dipende dai punti di vista, perché è vero che dopo un chiarimento forte chi ha la peggio potrebbe anche salvarsi, ma dato che è difficile incontrare il santo che t’aiuti, morendo durante lo scontro forse è meno sofferto.  Da cosa è data la morte? Tecniche di caccia!

E per ciò che riguarda il discorso del Bene e del Buono, o dell’agire in Bontà se preferite, il solo riflettere che Essi non agiscono in Cattiveria in nessuno dei loro intendimenti e oltre ogni cosa, non concepiscono il delitto, SOLO questo ne fa gli Esseri più Buoni della Terra; il rispetto della Vita sopra a tutto!


Dal libro ‘’Diario – Similitudini fra Cani e Lupi – Illuminanti Riflessioni’’ di Barbara Tullio e Paolo Caldora

‘’ … Negli Animali non esiste il concetto di buono o cattivo, così come non esiste il concetto di giusto e sbagliato. Essi agiscono secondo un criterio diverso dal nostro, un criterio educativo, di apprendimento, di dialogo, che si basa esclusivamente su positivo e negativo, piacevole e sgradevole: la tale azione porta ad espressioni felici, emozioni positive? … bene! … la tale azione permette un’esperienza piacevole; un’altra azione porta ad espressioni tristi, emozioni negative? … male! … questa altra azione consegue un’esperienza sgradevole. Perciò, non sarà mai possibile che un Animale possa compiere un’azione mossa da cattiveria o da bontà, perché questi due concetti comprendono la conoscenza del significato ‘’voler bene e voler male’’, concetti che nella socialità degli Animali non esistono come li intendiamo noi, ma solo ed esclusivamente come rappresentazioni prive di artificiale coscienza, ossia rappresentazioni semplicemente piacevoli o sgradevoli…’’

 

 

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