“VORREI SOLO CHE IL MIO CANE”: LA SAGRA DELLE PRETESE UMANE


13/03/2015

Beatrice Lo Bue

(NewTuscia) - “La buona educazione  viene appresa dal modello  che si ha di fronte”.  Un principio tanto basilare e veritiero quanto ignorato. Non c’è molta differenza tra il mondo umano e quello animale quando si tratta di ‘formazione’, e un cane che sbaglia (ammesso che lo faccia) sta semplicemente parlando la stessa lingua del suo exemplum.

Non solo, per quale  assurdo motivo  dovremmo ritenere le richieste una prerogativa esclusivamente umana, come se ‘il volere’ o la necessità (di qualsiasi genere) fossero strade a senso unico, percorribili unicamente dai ‘sapiens’ ( ‘sapiens’ poi…)?  Di seguito un catalogo, purtroppo tristemente esemplificativo e tragicamente diffuso,  di quanto i più pretendono dal proprio Fido.

Se poi tutte quelle pretese, ingiustificate ed ingiustificabili, vi appariranno normali, beh, allora non fa per voi non solo un cane, ma nemmeno il mondo reale!

La parola agli esperti Barbara Tullio e Paolo Caldora

La frase ricorrente è questa: dal mio cane vorrei solo che mi ubbidisse e che mi difendesse. In verità,  dietro a quel ‘vorrei solo’ si cela un’innumerevole sfilza di pretese che il proprietario modello esige dal proprio cane .

Vorrei che non facesse i suoi bisogni in casa;  

vorrei che non si sgrullasse sul tappeto appena ho finito di pulirlo;

vorrei che stesse al suo posto quando passo l’aspirapolvere;

vorrei che non elemosinasse il cibo dal nostro tavolo;

vorrei che non facesse lo schizzinoso per i suoi pasti;

vorrei che non strofinasse il muso sui divani dopo aver mangiato;

 vorrei che non travolgesse le persone che vengono a trovarmi a casa;

vorrei che stesse fermo quando lo lavo; -

vorrei che non scavasse le buche in giardino;

vorrei che tornasse subito quando lo chiamo;

vorrei che mi riportasse la pallina;

vorrei che non litigasse con gli altri cani;

 vorrei che non tirasse al guinzaglio;

vorrei che mi camminasse vicino senza il guinzaglio;

 vorrei che fosse socievole con le persone, ma non invadente;

 vorrei che fosse buono e che mi difendesse;

vorrei che stesse nella sua cuccia o sul suo lettino invece di cercare di entrare in camera mia;

vorrei che mi si accoccolasse vicino quando mi sento solo;

 vorrei che non si mettesse ad abbaiare quando ho altro da fare che pensare a lui;

 Vorrei… A tutti questi vorrei rispondo con: perché hai deciso di dividere la tua vita con un cane? Perché non hai pensato che un robottino sarebbe stato un compagno meno scomodo? Cosa sei pronto a dare al tuo cane in cambio di tutti questi vorrei? Ti è mai passato per la mente che un cane accetta tutto quel che giornalmente gli propini senza mai lamentarsi? Ti sei mai chiesto cosa in realtà un cane vorrebbe da te? La buona educazione viene appresa dal modello che si ha di fronte, per cui,  se sarai in grado di educare il tuo cane nel rispetto non avrai problemi. Se invece lo abbandonerai all’anarchia, celandoti dietro a un non sapevo non potevo non volevo, non solo non otterrai nulla, ma in più ti ritroverai con un fardello egoista come te al seguito.

Strumentalizzazione

Mi piacerebbe tanto sapere perché molte persone accolgono nella propria casa un cane. Alcuni, lo so, ne sono innamorati e, guarda il caso, non hanno nessun problema con il prezioso compagno. Altri invece non tollerano da lui  nessuna azione che non si addica al volere del momento, e cercano in ogni modo di forviare la volontà dell’animaletto per renderlo conforme ai propri voleri:

 Non voglio che faccia l’irrequieto quando devo uscire;

Non voglio che mi salti addosso quando rientro;

Non voglio che metta a soqquadro la casa quando resta solo;

Non voglio che non senta la mia mancanza;

Non voglio che sia dipendente da me;

Non voglio che stia nella mia stanza;

Non voglio che abbai in giardino;

Non voglio che scappi;

Non voglio che tiri al guinzaglio;

Non voglio che faccia le feste a tutti;

Voglio che abbia tanti amici al parco, così non ho l’obbligo di giocare con la palla;

Voglio che quando lo chiamo torni subito;

Voglio sentirlo amico quando mi sento solo;

Voglio che sappia stare al suo posto quando ho altro da fare.

Nient’altro? A tutti questi non voglio, voglio, mi piacerebbe rispondere: ‘ma lo sai che il tuo compagno è un essere vivente? Lo sai che è un animale nato dal volere dell’uomo e non un animale nato per volere della natura? Lo sai che è un animale da branco? Lo sai che il suo sviluppo intellettivo è pari a quello di un fanciullo di un anno o due al massimo? Lo sai che solo negli atteggiamenti istintivi è evoluto? Lo sai che sei stato tu a volerlo e non lui a cercarti? Ma perché ti sei preso un cane? Soffrivi forse di solitudine? Hai bisogno di un coinquilino che sia sempre a disposizione quando vuoi e che non rompa quando non vuoi? Perché non ti sei preso un gatto? Perché non ti prendi un tamagogi? Comunque, se proprio vuoi un cane, prima di prenderlo con te, ti consiglio di guardare un po’ di filmati sui lupi. Se non lo sapessi, il lupo è il progenitore di tutti i cani. Osserva e pensa, ti aiuterà a non strumentalizzare il tuo ipotetico, prezioso compagno. E solo quando avrai ben chiaro tutto quel che comporta assumersi un compito tanto delicato, fai il grande passo.

 

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