CANI KILLER, UNA CREAZIONE UMANA: INTERVISTA ALL'ESPERTO PAOLO CALDORA


27/01/2015

 di Beatrice Lo Bue

(NewTuscia)  - “Loro non sono come noi né si può pretendere che lo siano” (Paolo Caldora). Quando lo stereotipo prende il posto della conoscenza e della competenza, si genera un’eccessiva semplificazione, talvolta anche distorsione della realtà che, in casi come questo, può essere non solo deleteria, ma decisamente pericolosa. Nessuno si sognerebbe di dare dello squilibrato ad un t-rex, del killer sociopatico e seriale ad un gatto che uccide una lucertola, o del maniaco ossessivo compulsivo con comportamenti distruttivi al coniglietto che rosicchia tavoli o quanto gli capiti sotto i denti.   Uno è un predatore carnivoro, l’altro un felino, l’ultimo un roditore, quindi, niente paura, è la loro natura, è tutto ‘normale’.

Poi un cane aggredisce un umano…Improvvisamente non c’è più nulla di naturale, anzi! Alto tradimento del sacro rapporto uomo-cane, Fido è impazzito, è squilibrato per natura e non c’è da fidarsi, è un killer pericoloso e letale per i piccoli della specie umana. Che fine hanno fatto i cuccioloni morbidi e pelosi in pizzi e merletti? Che fine ha fatto ‘il cane migliore amico dell’uomo’? Il punto è un altro: che fine ha fatto la verità? Il cane è il cane, non è né pazzo né squilibrato. Nulla significa per queste creature 100% naturali la storiella del ‘fatta la legge trovato l’inganno’. Nessun inganno, l’unica legge è quella di madre natura, non altre. Prima si familiarizza con qusto concetto, prima si inizia a sgomberare il campo da inutili illusioni. Via le idealizzazioni made in Hollywood, il cane non è, per fortuna,  ad immagine e somiglianza dell’uomo.

Trattarlo e pensare di poterlo plasmare secondo le imperfezioni umane è un’operazione folle e distruttiva, per lui e per chi con esso convive, adulto o bambino che sia. Non si confondano le esperienze casuali con la competenza vera, il cane è un ‘affare serio’, la sua corretta crescita psico-fisica lo è altrettanto, e, così come accade in un branco naturale, ‘chi sbaglia paga’. Crudo, scomodo, spiacevole, antipatico, forse, ma pur sempre reale e ‘naturale’. Il primo passo è comprenderlo, il secondo, quello a cui nessuno riesce ad arrivare, è accettarlo. Paolo Caldora, Esperto educatore ed addestratore cinofilo, ha risposto in un’intervista a NewTuscia.it riguardo la pericolosità derivante dalla mal gestione di un cane.

Si noti bene:  quanto emerso dall’intervista non costituisce giudizio preventivo. Il Sig. Caldora è stato contattato ed interpellato da questa redazione in qualità di esperto, ed ha commentato il fatto di cronaca in base a quanto già emerso e letto dai giornali, senza essere quindi personalmente al corrente dei fatti.

Paolo Caldora

Paolo Cadora è  iscritto alla sezione C, educativo-cinofila, dell'Albo Regionale degli Esperti per corsi indirizzati ai cani appartenenti alle razze riferite all'articolo 1 comma 1 della legge n. 33 del 6 ottobre 2003 (pitbull, staffordshire terrier, staffordshire bull terrier, bullmastiff, dogo argentino, dogue de Bordeaux, fila brasileiro, cane corso e loro incroci) e relativi proprietari con protocollo 63815 determinazione 696 del 9 marzo 2006; iscritto alla sezione 1° dell’Albo nazionale degli addestratori cinofili dell’ENCI (Ente nazionale Cinofilia Italiana) secondo il D.M. 21204, con protocollo 45401 FC/AP/ro  14 dicembre 2006;

 

Muore una bimba di tre anni in seguito all’aggressione da parte del  cane ‘di casa’, un’altra tragedia che poteva essere evitata?

Assolutamente si. Un cane, per avere una crescita psico-fisica equilibrata, deve far parte di un branco, di una famiglia, dove ci sia un’adeguata e continua interazione. Chiarito questo, un cane che viva solo in un recinto (come nel caso in questione), o in un giardino,conduce un’esistenza di privazioni, incompleta, isolata. L’isolamento diventa così fonte di disagio ed il disagio, a sua volta, costituisce causa di pericolo. C’è da considerare inoltre che, in un cane che viva in queste condizioni, il cibo acquista una valenza ancora più particolare, ‘preziosa’ se vogliamo, dato che è l’unico momento veramente bello, l’unica ‘parentesi rosa’, in mezzo ad una vita sincopata. Non c’è dunque da stupirsi se l’aggressione sia avvenuta proprio nel momento in cui l’animale stava consumando il suo pasto.

Cani e bambini, un binomio possibile? Se si, con quali regole.

Cani e bambini possono convivere solo ed esclusivamente se i genitori sono persone equilibrate ed in grado di educare sia gli uni che gli altri alla vita e alle regole del branco, altrimenti, è una cosa da evitare, come è da evitare di lasciare bambini incustoditi in presenza di cani. Quando si decide di prenderne uno, bisogna conoscere bene le caratteristiche della sua razza e capire se esse siano idonee e compatibili con la vita che andrà a fare.

Quando i cani aggrediscono…

Ogni animale può essere aggressivo e l’uomo lo è più degli altri. La differenza sta nel fatto che gli animali aggrediscono con finalità precise,  che vanno dalla difesa della prole o del cibo, alla paura, o ancora, la difesa del territorio o del branco. In sostanza, le loro motivazioni sono sempre legate ad un qualcosa che sia relativo alla loro conservazione e sopravvivenza, ad esigenze primarie. La stessa cosa non può dirsi per l’uomo.

Le risposte aggressive in un cane possono essere ‘gratuite’ e prive di connessioni con un contesto?

A prescindere non sono mai gratuite, come ho appena accennato nella domanda precedente. Se per aggressive poi si intende ‘squilibrate’, a maggior ragione dico no, perché rispettano sempre il loro equilibrio interiore.

I cani sono creature  imprevedibili?

I cani sono prevedibilissimi, nel bene e nel male. Le loro azioni sono il frutto di una serie di caratteristiche genetiche, combinate alle variabili  intervenienti del contesto in cui vivono e  delle esperienze che faranno (siano esse positive o negative).

Confine tra informazione e allarmismo.

Non c’è informazione, quindi, c’è allarmismo. Oggi si parla per stereotipi, i media hanno umanizzato gli animali dando vita ad un meccanismo distorto che ci allontana dalla realtà su di essi e sui loro comportamenti. Sostanzialmente, i media diffondono senza conoscere la materia di cui parlano, o sparlano.  Esaltano o terrorizzano per fare audience, costruiscono titoli roboanti e spesso brutali per vendere, poco importa se enunciato  e fatto corrispondono. Pensiamo allo spiacevole fatto di cronaca cui abbiamo fatto riferimento all’inizio. Il titolo recita: “Roma, bimba di tre anni azzannata e uccisa dal suo cane”. Bene, peccato che quello non fosse il ‘suo’ cane, quello, semmai,  era ‘un’ cane dentro al recinto di casa. Un recinto ‘a norma’ che, però,  una bimba di tre anni ha potuto facilmente aprire.  Ancora, tempo fa si è parlato di un mastino che ha sbranato un bimbo di docici mesi. Orribile, nessuno però ha detto che il cane in  questione era  stato sottoposto da un anno a Prozac!  Che dire dell’allarme lupi in Maremma, e del terrore che ha destato una coppia di questi temibili predatori spintasi fino al centro della città? Fà lo stesso se si trattava di una coppia di cani lupo cecoslovacchi (non lupi), con cucciolo al seguito,  che, probabilmente, qualche irresponsabile aveva lasciato ‘al pascolo’. Altra tendenza preoccupante delladisinformazione è quella di voler applicare agli animali, con tanto di sigillo scientifico, concetti e patologie tipiche esclusivamente della psicologia umana. In altre parole, problematiche come depressione, ansia e simili non sono riscontrabili nei cani. In essi possiamo trovare disagi causati da comportamenti umani sbagliati nei loro confronti. Diversamente dall’uomo, lo psicologo al cane non serve.

“Mostri” ciclici a quattro zampe…

Premesso che anche due bassotti hanno sbranato una bambina, il pastore tedesco è ancora oggi la razza più diffusa e, di conseguenza, più a rischio di ‘denigrazione mediatica’. La gogna diventa tanto più amara se si considerano due aspetti:

a)    le persone non accettano di doversi rivolgere ad esperti per la gestione del proprio cane (perché ‘è una vita che ho cani e non ho mai avuto bisogno di educarli’, perché ‘che stupidaggini sono da che mondo è mondo i cani vivono benissimo così’, perché ‘hanno tutto lo spazio ed il cibo che vogliono non gli manca nulla’ e tanto altro ancora);

b)    I media hanno ormai collezionato anni e anni di ‘idealizzazione’ di molte razze e,in particolare, del  pastore tedesco. Come è possibile che i vari Rex e Rin tin tin siano capaci di azioni così orribili? Non è quello che ci hanno insegnato! Come mai ‘improvvisamente’ sono un pericolo per i nostri figli? E noi che pensavamo che Fido li aiutasse anche con compiti a casa e bigodini!

Mai idealizzazione fu più pericolosa e fuorviante. Divi di Hollywood o meno che siano, i cani sono sempre e comunque degli animali, e, come tali, sempre e comunque sottoposti alle regole di questo ‘regno’. L’esempio può essere quello di Fido che attacca il bambino ‘senza un motivo’. Ricordando che la follia così come noi la intendiamo e come caratterizza gli umani non appartiene ai cani,  rimangono comunque presenti in essi istinti innati che possono avere esiti anche mortali. Come dicevo prima, bisogna conoscere quale è e quale sarà, la realtà non solo fisica del cane che decidiamo di portare a casa. Il cane è una specie animale creata dall’uomo e non dalla natura; l’uomo nella selezione del cane ha evidenziato in lui talune caratterisitche; queste caratteristiche sono un preciso elemento per dare l’idea del comportamento del soggetto che rispecchierà la razza di appartenenza.

Anche fra i mix-breed è possibile individuare un indirizzo psicologico, ma per far si che ciò avvenga, bisogna avere una certa conoscenza che davvero non si acquisisce dai film o sui libri o nei corsi di pochi mesi. Un cane che risponde in maniera ‘’aggressiva’’ – come specifica l’uomo intendendo un comportamento squilibrato – ha sempre la sua motivazione, che davvero non è dettata dallo squilibrio. Può essere la reazione ad un urlo improvviso che ha spaventato a morte il cane, può essere la risposta accidentale di un gioco (il cane afferra con la bocca le cose perché non ha altro modo di fermare o prendere visto che non è dotato di mani come luomo) o la risposta accidentale ad un’azione che non aveva intenzione di fermare o prendere, semplicemente il cane si è girato verso ‘’il problema’’ – in questo caso la povera bimba vittima di conseguenze più grandi di lei, intendendo: nella poca sicurezza delle situazioni di casa e nella scarsa disciplina-educativa-assistenziale da parte di chi l’aveva in custodia, senza con questo voler accusare nessuno in particolare – ed è rimasta ferita purtroppo in un punto debole, in un punto cruciale, come del resto poi cruciali sono un po’ tutte le parti di un corpicino di un cucciolo di quell’età.

Non sapendo cosa sia successo nella realtà non possiamo che fare supposizioni però, quel che è certo è solo che un cane non morde se non costretto da una situazione e anche in questo caso il suo operato è sempre conseguenziale alle circostanze, e tantomeno uccide perché in lui non è presente il concetto di morte.   Detto ciò, sarebbe cosa buona e giusta se l’informazione facesse capire che i cani vanno allevati da chi lo fa per mestiere. Bisognerebbe operare un controllo più serio ed esperto sulle nascite e sugli incroci di linee di sangue (pedigree), poiché anche la consanguineità (sempre più spesso avvengono accoppiamenti fra consanguinei) o l’innesto di linee non compatibili, esaltano pregi e difetti della razza, e ciò può essere fonte di problematiche.  Fermo restando che l’educazione e lo stile di vita che conducono deve essere conforme alla loro ideologia di pensiero che ha crescita solo nella socialità della famiglia, essendo animali che abbisognano del grande legame che unisce i componenti di un clan.  Si parla molto delle similitudini fra cani e uomini quando si vuole esaltare o meno una certa caratteristica, ma mai si pensa a loro in qualità di elemento del branco che deve vivere una vita nell’ambito del branco, con il suo ruolo, la sua educazione e il rispetto per la sua natura.

Non sono uomini, ma sono animali sociali; non capiscono molti aspetti dell’uomo e l’uomo non capisce molti aspetti loro, ma mentre il cane non pretende di creare un uomo a propria immagine e somiglianza, un uomo antropomorfizza un cane! I cani non sono come noi, è bene ricordarlo ed accettarlo, né si può pretendere che debba essere così. 

 

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