SALVARE BOBBY DALLA SOPPRESSIONE? NON SERVONO FIRME: ECCO COME FARE


27/01/2015

(NewTuscia) - Usare la bandiera della tutela dei diritti degli animali per fare il pieno di click o di iscrizioni non è cosa giusta. Impegnarsi per una giustizia in materia,  maneggiando sui social network la buona fede di chi mostra sensibilità a riguardo,  è come  barare al solitario o fare beneficenza agli emiri sauditi. Molto probabilmente gli interessi tutelati non sono quelli dei cani. Ricorderete il tragico  fatto di cronaca di qualche mese fa, in cui una bimba di soli tre anni veniva aggredita ed uccisa  da un pastore tedesco. Ennesimo orrore, peraltro del tutto evitabile, prodotto solo ed esclusivamente dall’incompetenza e irresponsabilità umane.

Il cane in questione si trova ora presso un canile, in attesa di soppressione.  Da qualche tempo, sui social network appaiono paladine campagne  di raccolta firme per salvare Bobby . Ebbene,  non funziona così, assolutamente. Non è necessario organizzare alcun esercito mediatico, a meno che non sia disposto a dire le cose come stanno.  Ancora una volta lasciamo che parlino, come è giusto che sia, gli esperti in materia. Paolo Caldora, educatore cinofilo, ha spiegato come si può intervenire per aiutare Bobby.

Posto che la pena dell’abbattimento viene applicata ‘se non esiste valida alternativa’, nel caso in questione per salvare il cane basterebbe prenderlo in adozione , o trovare i fondi per metterlo in una pensione degna! Detto ciò, chiunque sia legittimato da specifici titoli e qualifiche (iscrizione alla sezione C, educativo-cinofila, dell'Albo Regionale degli Esperti per corsi indirizzati ai cani appartenenti alle razze riferite all'articolo 1 comma 1 della legge n. 33 del 6 ottobre 2003 e relativi proprietari), o gestisca un rifugio autorizzato, può liberamente fare richiesta di adozione presso il canile. Qualora la Asl di competenza faccia obiezione, dovrà assumersi la responsabilità di tale riserva. L’adozione può altresì essere negata nella misura in cui il cane sia a disposizione del magistrato per le indagini sul procedimento in corso, a carico del proprietario, ma, in questo caso, non si può sopprimere! Non è quindi necessaria alcuna raccolta di firme o sottoscrizione di e-mail, piuttosto, una grande serietà nei confronti di un cane che non è da riabilitare, ma da inserire in un contesto adeguato e coscienzioso”.

Nessuna firma, nessuna campagna. Non si scambi una ben mascherata speculazione per buone azioni. Sarebbe già molto se ci si assicurasse che le bestiole finiscano nelle giuste mani, sotto le giuste menti.  Servono  titoli adeguati ed impegno, tutto il resto è solo disinformazione, marketing e faccia tosta!

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