L'ARTE DI CARLO VINCENTI A QUARTIERI DELL'ARTE

25/10/2011 : 15:30

(NewTuscia) – VITERBO - Un viaggio nel pensiero artistico di Carlo Vincenti, questo è ‘Lutto in famiglia’. Giovedì 27 ottobre il festival Quartieri dell’Arte di Gian Maria Cervo e Alberto Bassetti fa tappa al ‘Biancovolta – spazio Arci’ (via Delle Piagge 23). Appuntamento alle ore 21 con un reading-concerto molto atteso in città. Una produzione di Quartieri dell’Arte, Associazione Carlo Vincenti e Arci Viterbo. Non un convegno sull’artista. “Un racconto. Il tentativo di restituire un aspetto di Vincenti attraverso una produzione minore, la poesia, che forse proprio perché minore riesce a svelare la meccanica della sua produzione artistica”, così ha definito l’incontro di giovedì Antonello Ricci. Sarà lui, a suo modo, la voce narrante in questa avventura. L'altro elemento della messa in scena: la musica; è a cura dei Myliac (Stefano Frateiacci, Matteo Ronchetti e Alfonso Prota). Uno spettacolo asciutto. Tutto in tre pezzi. Una parte introduttiva, col narrato di Ricci. Seguono due testi di Vincenti: ‘Lutto in famiglia’ e ‘I giorni della merda’. A chiudere una biografia musicata, in rima. Nel corso del cammino è più volte presente anche la voce del fratello dell’artista: Fabio. Presente in scena un collage di Carlo vincenti (“Porta Romana”) gentilmente concesso dalla Galleria Miralli. A molti è nota l’energia visiva dell’opera di Vincenti. Meno noto ciò che ha scritto. Più acerbo sicuramente ma importante anch’esso. È attraverso questi testi infatti che emerge la sintassi coerente del processo creativo vincentiano. Prendere frammenti dell’esistente e farsi rapire, in maniera drammatica, dall’aspirazione all’uno. “Carlo Vincenti merita tutto questo. Questa voglia di riscoprirlo, di riconoscerlo. Fu sicuramente artista di razza. Non certo artista di provincia. Attraverso e oltre le stigmate di una febbrile ed elefantiaca produzione artistica, consumata nella feroce solitudine della provincia, Vincenti ha saputo ottenere apprezzamenti dalla critica dell’arte più accreditata”, così Ricci. Un lavoro – questo in scena giovedì – di peso, portato avanti col metodo della Banca del Racconto e che è destinato ad approdare a un racconto ispirato alla figura di Vincenti. Questa di QdA è quindi una tappa, lo stato dell’opera, di un lavoro più articolato che non ci resta che attendere.

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