Lega Tuscia coerente con i suoi principi: 'Con l'UDC non era possibile nessuna convergenza'
20/03/2010 : 16:42
(NewTuscia) - VITERBO - Il caos delle liste verificatosi in questa tornata elettorale è ormai notizia datata, ma comunque sempre valido spunto per qualche attenta riflessione.
Gli elettori di una Provincia in gran parte di destra hanno ormai perso, a parte la presenza della Fiamma Tricolore (percepita da molti tuttavia come forza politica ancora estremista) il faro verso il quale dirigersi, a causa dell’esclusione della lista della Destra dall’agone di questa tornata elettorale.
Per tale elettorato non sarà certo molto soddisfacente dare la propria preferenza ad un PDL oggi alleato con l’UDC.
Un’ alleanza che, al contrario di quanto vogliano far credere i dirigenti del PDL, non dà la certezza di vincere al primo turno, ma un’altra certezza la dà di sicuro: porta voti ad una UDC che, come recenti esempi possono confermare, lo terrà sotto scacco con l’illuminata e vetusta esperienza di certi navigati esponenti che la rappresentano. Un’ alleanza che, ammesso che vinca al primo turno, non porterà lontano.
La riflessione che noi riteniamo debba essere fatta è una: l’elettorato di “ destra” voterà ingoiando il rospo, dimenticando tutti gli ostacoli creati dall’UDC nei tempi -non lontani- trascorsi, non ultimo la perdita dell’Amministrazione Provinciale nel 2005? … Ed ancora, l’elettorato sempre di “ destra” (e ci riferiamo agli ex AN) come si comporteranno in questa tornata elettorale? Già perché le voci ricorrenti sono di malumore, di inaccettabilità di accordo, intolleranza per quello che è successo, ed il rischio concreto è che molti di loro non intendano andare a votare.
Errore. Non si può ridare la Provincia al centrosinistra, ma i “capoccioni” romani avranno mai pensato che l’elettorato di centrodestra non ha più l’orecchino al naso? Che è stanco dei giochetti di palazzo e che, cosa ancor più grave, è un elettorato ormai nauseato e arrendevole al punto che, chiunque vinca, assume per certo che la propria vita non cambierà.
L’astensionismo avrà una percentuale alta, purtroppo, e nella nostra Provincia, buona parte di questa responsabilità è addossabile alle menti che hanno sancito questo, a nostro giudizio, scellerato accordo.
La scelta di LEGA TUSCIA è stata inevitabile: l’ unica condizione richiesta in vista della tornata elettorale, a tutela dei tanti elettori propri e del centrodestra, che venisse meno l’accordo con i “democristiani”. Fino al venerdì precedente alla presentazione delle liste, il nostro telefono era preso d’assalto da richieste esplicite di un nostro coinvolgimento nella PDL. Le nostre risposte erano chiare: se c’è l’UDC no.
Politicamente ed elettoralmente capiamo che i nostri numeri siano o saranno inferiori a quelli altrui, ma abbiamo sperato, fino all’ultimo minuto, che prevalesse il buon senso e non la bramosia di vincere ad ogni costo.
Ci auguriamo di no, ma se la provincia il centrodestra la perde, che fine faranno, politicamente, i fautori dell’accordo? E poi, avranno dedicato mai rivolto per decenza un pensiero ai tanti elettori che non hanno rispettato?
LEGA TUSCIA si propone come unica forza di destra moderata, coerente con le tante battaglie fatte, nei tempi, dai loro appartenenti; giovane politicamente, ma determinata nel perseguire una strada che i propri esponenti non hanno mai abbandonato, confidando nella saggezza dei tanti elettori scontenti della solita scelta “calata dall’alto” e stanchi di un cappello calato a forza sul proprio territorio, dalle decisioni romane.
Coordinamento Provinciale LEGA TUSCIA
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